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FIUME DI AVELLA: UNA PASSEGGIATA LUNGO IL CLANIO, LOCALITA' FONTANELLE

Una descrizione di Mons. Pasquale Guerriero in un suo scritto inedito, pubblicato in "Nola e Dintorni" di Aldo Musco, per “festeggiare l’ambiente” avellano.

 

Il Clanio a Capo di CiescoEm.An. – 27.06.2020 - " A quattro miglia da Avella, poco più, poco meno, sorgono oltre dieci sorgenti, tutte di una portata d'acqua rilevante ed eccellente, che da san Paolino fecero definire il paese: mater acquarum. Vi si accede per una vallata amenissima, seguendo una carreggiata ampia e discreta, che risale la valle del Clanio, ricca di panorami che si succedono meravigliosi.

Lungo la strada si ammira l'ampia piana del Fusaro col serbatoio delle acque; le sporgenze rocciose di Capociesco; l'assolata collina del Corno di Giuda sotto la quale si apre la Grotta di San Michele, vasta grotta con  meravigliosi affreschi del IV secolo. Più oltre si eleva il roccioso Ciesco della Fata e intorno gli avanzi dell'antico acquedotto che gli avellani costruirono gratuitamente nel 410 a richiesta di san Paolino vescovo di Nola.

Saluti da Avella 3 95421879 2765676593720388 5663182209641611264 nA destra della destra, poco prima del vallone delle Fontanelle, si vedono i ruderi di un'antica polveriera, e a sinistra un ripido sentiero porta in pochi minuti alla Grotta degli Sportiglioni (così detta dai numerosi pipistrelli che vi si annidano), angusta all'ingresso e larga nell'interno, con suolo roccioso e ricca di stalattiti e stalagmiti. La si può percorrere per circa 250 metri al lume di torce.

Ancora pochi centinaia di passi per una via sempre agevole, ed ecco il vallone delle Fontanelle, lunga e larga vallata ad anfiteatro. Le prime sorgenti che s'incontrano furono convogliate circa trent'anni or sono, per l'approvvigionamento idrico di Avella e di altri paesi. Poco più su, a un duecento metri circa e a sinistra, una cascata bellissima: Acqua Pendente, una caduta di acqua di oltre cinquanta metri. La via adesso continua malagevole, fiancheggiata sempre dalle acque del Clanio, ma insinuatesi fra alpestri valli e ardui monti, dai culmini ora impervii e brulli, ora popolati da boscaglie nere di faggi, di castagni e di lauri. Giunchi molli e schietti, timo e mortella e superbi cespugli di rosacee crescono rigogliosi lungo le rive, sempre verdeggianti e fiorite.

Saluti da Avella 2 95212876 2765676577053723 7007399951294529536 nIn una gola di monti scorre la fresca Sorgente di Sant'Egidio, dove si vedono ancora avanzi di un antico eremitaggio, e ancora più su a qualche chilometro, un'altra grande sorgente: Acqua del Monaco, e più su ancora la sorgente principale: Bocca dell'Acqua, poco lontana da Campo di Summonte, a circa mille metri, ai piedi del Monte di Avella (metri 1600).

Un tempo le grotte e i monti, che corrono lungo la vallata delle Fontanelle, furono rifugio e asilo di santi ed eremiti, e meta di caccie reali. La tradizione vuole che san Paolino, quando doveva scrivere i suoi Carmi Natalizi, si ritrasse nella solitudine di questi colli, e propriamente in una contrada ancor oggi chiamata san Paolino, dove si vedono i muri diruti, laterizi e granai macigni ben levigati.

croce CopiaUna leggenda narra che san Massimo, vescovo di Nola, al tempo delle persecuzioni si rifugiò nella Grotta detta dei Santi, ove anche oggi si vedono, sebbene corrosi dal tempo, vari affreschi di santi. San Felice prete, dopo ansiose ricerche; ivi lo ritrovò quasi morente d'inedia. Fino a pochi anni fa le montagne di Avella erano piene di capre selvatiche, di cinghiali e di lepri. Lo attesta Leone Ostiense, il quale, descrivendo una partita di caccia di Sergio maestro dei cavalieri, qui neapolitanae urbi praesidebat, in queste montagne, fatta nel giorno di sabato santo, ci riferisce che fu coronata da successo ammirevole.

Anche re Ladislao di Napoli di quando in quando andava a caccia sulle montagne di Avella, trattovi dalla varietà della selvaggina, dell'amenità dei luogo e dall'acqua pura e limpidissima delle Fontanelle".

Questa magistrale descrizione venne fatta dal poeta, scrittore, professore Mons. Pasquale Guerriero, in un suo scritto "Inedito" e pubblicato in "Nola e Dintorni", - Brevi Cenni di Storia Leggende Folklore di Aldo Musco, Milano- Genova-Napoli, società Anonima Editrice Dante Alighieri (Albrigni, Segatti & C.), 1934 -XIII.

Avella 1970 s l225Intanto, sabato 27 e domenica 28 giugno si è data vita alle giornate del FAI, la cui sigla tutti conoscono, anche se, per il modo come si svolge, per alcuni significa “Fasulle Ambiente/Archeologia Informazione”, in quanto si mandano, per i soliti palliativi, non per loro demeriti, giovani, non del posto a presidiare siti archeologici, ambienti e strutture storiche, trascurando i locali che, direttamente o indirettamente ne sanno di più e poi non c’è da meravigliarsi che il Cippus Abellano è stato, finalmente, riportato ad Avella, ma essendo troppo grande, lo hanno segato in quattro parti ed, adesso, i pezzi si trovano davanti ai due portoni del Palazzo Baronale, ma si persevera ducale e che una volta, nel retrostante giardino vi era un bellissimo Olmo, oppure Quercia, con un sottopassaggio che portava al…Castello, macché a Napoli, vale a dire una antica  metropolitana e si tralascia ciò che si dice del fiume, non Clanio, ma Cranio ed altre emerite corbellerie, che sciacalli, i quali non si sono mai interessati di Storia Patria, mandano ragazzi e ragazze allo sbaraglio, sfruttandoli.

 

Nelle Foto: Elaborato grafico per la Croce collocata sul monte Puntone di Avella (Fototeca Nicola Montanile) e foto-cartoline dell’archivio GAAV.