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Scomparso Giacomo Verde, videoartist e docente accademico

Lutto nel mondo della cultura e dell’arte, per la sua scomparsa all’età di 64 anni. Tra i pionieri nel campo della sperimentazione con le arti elettroniche in Italia, è stato l’inventore del tele-racconto. Foto: Fonte Internet.

Giacomo Verde 95722531 10223487562243120 2757844504156307456 nPietro Luciano – 03.05.2020 - Lutto nel mondo della cultura e dell’arte, per la scomparsa, nella nottata tra il 1 ed il 2 maggio, del videoartist Giacomo Verde, tra i pionieri nel campo della sperimentazione con le arti elettroniche in Italia e inventore del tele-racconto, dove la telecamera riprende piccoli oggetti animati dal narratore in tempo reale e il televisore li ritrasmette in diretta.

Nato a Cimitile (Na) nel 1956, dove il padre Mario faceva il sarto, mentre la madre, Orsola Abate, era di Avella (Av), giovanissimo migra insieme alla famiglia in Toscana. Si diploma all’Istituto d’Arte di Firenze. Trascorre 12 anni a Treviso, poi dal 1998 vive a Lucca ma come cittadino del mondo, lavorando spesso all’estero.

Giacomo Verde 95556342 2604584529785175 1161458533791694848 oA partire da metà anni Settanta, la sua carriera artistica si sviluppa tra musica, animazione e teatro di strada, approdando, nel decennio successivo, alla videoarte, forma espressiva che lo vedrà tra i massimi esponenti a livello italiano e internazionale. E’ un “Vesuvio” di idee. Produce video documenti molto conosciuti “Come s’era tutti sovversivi”, dedicato a Franco Serantini, o “Solo Limoni”, documentazione videopoetica in 13 episodi sull’anti G8 di GenovaAutore di oper’azioni incentrate su un utilizzo critico, consapevole e creativo della tecnologia “povera”, Verde realizza numerose tecno-performance, installazioni e laboratori, arrivando, nel 1989, a realizzare H & G tv, il suo primo tele-racconto, ispirato alla fiaba di Hansel e Gretel, dal titolo Molte Hansel e Molte Gretel, progetto di Giallomare con il quale partecipa ai più importanti festival europei di quegli anni.

E’ stato firmatario del manifesto reo – dadaista. È tra i primi artisti italiani a sperimentare, in campo espressivo, interattività digitale e net-art. E’ stato uno dei protagonisti della Minimal Tv, un’originale tv di strada prodotta nel 1996 dal festival Multiscena di Vinci. Ha animato, in musei e kermesse di ogni tipo, portandolo in scena per Giallomare nello spettacolo "Bit e Bold", Bit, lo straordinario personaggio del quale Giacomo era lo "schiavo umano". Agli inizi degli anni '80 ha fatto parte della mitica Banda Roselle di Bologna, una delle primissime street band italiane.

giacomo verde 280735 660x368E’ davvero difficile trovare qualche attività che non lo interessasse. Per fare un esempio, nel periodo del terremoto dell’80, venne ad Avella, il paese della madre, per imparare a suonare la zampogna, il tipico strumento del mondo pastorale del periodo di Natale. Anche successivamente è ritornato nei suoi luoghi di origine, ma sempre in brevi lassi di tempo, per ritrovare i parenti, ma anche, soprattutto, per ritrovare l’innata napoletanità che era radicata in lui.

Nel 2007, pubblica Artivismo tecnologico, scritti e interviste su arte, politica, teatro e tecnologia, edito dalla casa editrice Biblioteca Franco Serantini di Pisa. Del 1998 è il teleracconto Storie mandaliche, aggiornato poi nel 2004 e 2005. Ultimi lavori, lo spettacolo di narrazione con video-ologrammi L’albero della felicità, nel 2016, e la bellissima performance dal titolo Il piccolo diario dei malanni, del 2019, ambedue progetti creati in seno ad Aldes, associazione di Lucca con cui collaborava dal 1998. Nel 2018 è stato pubblicato il volume monografico Giacomo Verde– videoartivista, a cura di Silvana Vassallo, Edizioni Ets, Pisa.

Officina darte fotografica DadaFondatore, nel 2015, della web-rivista di cronaca teatrale Lo sguardo di Arlecchino, negli ultimi anni, ha dato vita anche ad un’intensa collaborazione con l’officina d’arte fotografica Dada Boom di Viareggio, entrando a far parte del collettivo che anima tale spazio, organizzando incontri, concerti, performance e spettacoli. Era attivo anche nel Museo popolare della pineta e nel rilanciare il Carneval VarignanoDocente all’Accademia delle Belle Arti di Carrara e di Torino, era in procinto di ottenere anche la cattedra di Venezia.

Un percorso di vita il suo dedicato alla ricerca del bello e del giusto con l’impegno nella cultura e nell’arte, ma che ha avuto anche momenti di vita privata, per così dire, che ha condiviso con la sua compagna Anna Maria Monteverdi ed il figlio Tommaso.

95466237 2853275348123826 1347813625712082944 oSi è speso fino all'ultimo all'interno del collettivo Dada Boom di Viareggio e giovedì 30 aprile, nonostante avesse l'ossigeno attaccato, ha partecipato alla riunione skype. Il Primo Maggio, giorno che, da alcuni anni, festeggiava con i soci di Data Boom, scriveva questo messaggio:"Eccomi qua!! Buon Primo Maggio a tutte e tutti!!! Anche se è davvero molto strano questo primo Maggio. Per il Corona Virus nel vostro caso e per il tumore nel mio. Nessuno di noi l'anno scorso si sarebbe immaginato questo 1 maggio. Chissà come sarà il prossimo? Ormai questo è andato. Quindi mi vien da augurarci buon 1 maggio 2021!! Che sia meglio di questo!! Facile è?".  Questo era, se vi pare, Giacomo”.

Dalle pagine di questo giornale giungano alla compagna Anna Maria, al figlio Tommaso, ai fratelli Sabatino e Luigi e alla sorella Assunta, le più sentite condoglianze da parte dello scrivente e degli altri cugini di Avella.