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Cultura e Spettacoli

Risolto il mistero del teschio di Plinio il Vecchio conservato al Museo dell’Accademia di Arte Sanitaria di Roma

Una serie di analisi condotte da un team di esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e delle Università “Sapienza” di Roma, Firenze e Macerata, confermerebbe l’ipotesi che si tratti del cranio del famoso ammiraglio romano. Fonte foto Ansa/Cionci e Internet.

Cranio Plinio il Vecchio fonte Ansa Cionci 2 800x445L.P. – 20.04.2020 - A quasi 120 anni dal ritrovamento dei resti, dai risultati di una serie di complesse analisi isotopiche e osteologiche, durate circa due anni, coordinate dal giornalista e storico dell’arte Andrea Cionci e condotte da un team formato da esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e delle Università “Sapienza” di Roma, Firenze e Macerata, sembra sia stato risolto un “cold case” dai contorni storico-archeologici.

Sarebbe di Plinio il Vecchio, ammiraglio romano, oltre che storico e naturalista, il “misterioso” cranio conservato presso il Museo dell’Accademia di Arte Sanitaria di Roma.

1579858565977 jpg un misterioso cranio conservato a roma appartiene a plinio il vecchioL’interesse e l’attesa per i risultati erano tanti ovviamente, perché la figura di Plinio il Vecchio è stata e resta fondamentale nella storia della tragica fine di Pompei e delle altre città vesuviane.

L’esito dello studio è stato, prima presentato a Roma, nell’ambito del convegno sui 100 anni dell’Accademia; poi, se ne è parlato anche a Pompei, venerdì 31 gennaio 2020, presso l’archeoristorante Caupona, ubicato in via Masseria Curato 2, nel corso di una conferenza stampa precedentemente programmata. 

Andrea Cionci imagesU215UJXKAndrea Cionci ha spiegato che «quando nel 79 d.C. il Vesuvio diede fondo a tutta la sua potenza distruttiva, Plinio era capo di stato maggiore della Marina romana e comandava la flotta ormeggiata a Capo Miseno. Resosi conto del disastro incombente per migliaia di persone, mobilitò le sue quadriremi per recuperare i cittadini ammassati sulla costa da Ercolano a Stabia. Fu il primo salvataggio di civili con mezzi militari della storia».

Copertina libro RussoAll’incontro è intervenuto anche l’ingegnere Flavio Russo, autore insieme al fratello Ferruccio del libro “79 D.C. Rotta su Pompei. La prima operazione di protezione civile”, edito dallo Stato Maggiore della Difesa (2008), con il quale ha offerto un contributo determinante sia per la ricostruzione storica delle ultime ore di vita dell’ammiraglio romano, sia, soprattutto, perché ha fornito elementi utili ad avviare nuove indagini scientifiche sull’effettiva appartenenza o meno a Plinio dei resti conservati nel Museo dell’Arte Sanitaria di Roma.