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MADONNA DEGLI ANGELI: CICCIANESI E CAMPASANESI GAREGGIANO PER L'APPARIZIONE

Da "Cenni storici su Cicciano e sul Santuario della Madonna degli Angeli". Nota di Nicola Montanile al tempo del coronavirus.

 

Cicciano Santuario Madonna degli AngeliDa " Cenni storici su Cicciano e sul Santuario della Madonna degli Angeli. Corretti ed ampliati sul manoscritto che si conserva nello stesso santuario dal prof. Clemente Russo”, Nola - Stab. Tip. D.co Basilicata & Figli - 1940 - XVIII - Nola, libretto stampato a cura del Custode Giovanni Trancredi, si rileva: "Lo scoprimento del miracoloso quadro della Vergine degli Angeli avvenne per opera divina. Il fondo confinante col detto Santuario era circondato da una folta siepe di spine e di betulle, come ora è circondato da un muro di cinta. Il colono del fondo, che era un cittadino di Camposano (questa è la ragione per cui i Campasanesi gareggiano coi Ciccianesi nell'onorare sia nell'ottava di Pasqua, che nel corso dell'anno questa Celeste Regina), un bel giorno, arando la terra con due giovenchi novelli, questi, giunti presso la siepe, dove si trovava sotterrato il quadro, sostarono, e sebbene sferzati a sangue, s'inginocchiarono e non vollero rialzarsi. Il buon uomo, timorato di Dio, capì che qualche cosa di miracoloso doveva trovarsi nel folto della siepe. Lasciò i suoi proni alla divina adorazione, e corse a darne notizia ai suoi concittadini ed a quelli di Cicciano. La notizia si sparse rapidamente e tutto il popolo accorse per osservare la posizione dei giovenchi, e così venire alla decisione di abbattere il cespuglio e fare degli scavi. Infatti, molte persone si misero all'opera recitando il divino rosario. Iddio premiò le loro fatiche. Ad un metro al di sotto del cespuglio, si presentò un muro con una nicchia, ed in questa l'immagine di Maria Santissima, seduta sulle nuvole, in alto di allattare il divino Bambino Gesù, posato sulle ginocchia, con tre testoline di serafini a destra e a sinistra del suo capo, che la contemplano e la salutano loro Regina. Come si osserva, il miracoloso quadro è un antica pittura dell'affresco. L'epoca precisa della costruzione del Tempio s'ignora, come pure, non furono registrate le prime grazie che sebbene strepitose, la Regina degli Angeli largì in questa devota contrada".

Maria SS. degli AngeliIl testo interessantissimo contiene altri bellissimi cenni sulla prodigiosa immagine, nonché una poesia "Ave, Regina Angelorum" e "Guarigioni ottenute per l'intercessione della Madonna degli Angeli", da cittadini, e tra questi se ne riporta una: "Nel colera del 1894, ed in quello del 1911, il tempio della Vergine venne adibito per lazzaretto, i colerosi ivi trasportati si stabilirono quasi tutti per l'intercessione della Vergine. Nel 1910 il terziario Francescano fra Tarcisio dell'Ordine Osservanti, ed ex studente chierico cappuccino, al secolo Giovanni Tangredi, che per malattia fu costretto a deporre l'abito, si ritirò al Tempio di questa Celeste Signora per servirla e menare una vita eremitica. Dopo tre anni si ammalò di polmonite, si raccomandò di cuore a Maria, e guarì. Come pure attaccato nel 1919 dalla spagnuola fu di nuovo liberato dalla vergine dal pestilenziale morbo; grato alla sua cara benefattrice coi suoi risparmi e copertina cuori a mariacoll'elemosina dei cittadini, comprò un diadema d'argento ed una antica campana di più di un quintale, essendo la più grossa di una trentina di chili, e la più piccola era rotta".

Questi, in breve, due dei tanti miracoli della Vergine degli Angeli, altri si possono trovare anche nel testo di Storia Patria "Cuore a Maria" - aprile 1954, che si consiglia di leggere soprattutto per non aver paura del morbo attuale e avere una profonda fede.