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ALL'AVELLANO GIACOMO DE LUCIA DEDICATI "GLI ORTI SOCIALI" DI SIGNA, CITTA' METROPOLITANA DI FIRENZE

Nelle foto Giacomo De Lucia nell'esercizio delle sue poliedriche attività

giacomo de luciaNicola Montanile – novembre 2019 - Dieci anni orsono, l'Associazione Socio - Culturale Onlus "Mela", in occasione della significativa ed importante nuova proposta di attività, indisse "Giochi senza Confini - 1°Torneo Giacomo De Lucia", e ritenne, meritando il plauso degli avellani e anche dei mandamentali, di dedicarlo, giustamente, all'avellano su menzionato, un Deus ex machina, da potersi definire uno dei propugnatori dell'associazionismo anche a livello di comprensorio avellano - baianese, dove era conosciuto da tutti. 

copertina Giochi senza ConfineGli amici, per altro, facenti parte di un ex e vetusto e glorioso sodalizio, (essendo stato il primo a dare l'idea esatta e concreta di Associazione), "River's Boys and Girls", di cui ne era stato fondatore attivo, fattivo e fervente componente, organizzando ed ideando avvenimenti culturali e anche sportivi, sia nel campo calcistico che pallavolistico e atletica, cimentandosi pure lui da calciatore e allenatore in entrambi le discipline; e tutto questo iato, senza contributi comunali, provinciali, regionali e sponsorizzazionali. avvalendosi dell'arte di arrangiarsi e del casareccio e puro volontariato.

 

Si pensò anche di redigere un libretto, con copertina di vari colori, editrice l'Arca", e sponsorizzato da "HDI Assicurazioni", il cui responsabile dell'agenzia era suo cugino, avente lo stesso nome.

foto giacomoIl libretto era composto da una prefazione, dalla biografia e da un articolo, pubblicato su di un giornale locale di Signa, città metropolitana Firenze, dove venivano riportati i discorsi commemorativi, elogiativi e commoventi del parroco e del sindaco del posto, quando si svolsero i funerali, e questo fece capire a tutti gli avellani il segno che aveva lasciato da evidenziare qualora ci fossero stati dubbi che "Nemo Propheta in Patria".

Il testo termina con un discorso di un amico, a nome di tutti, fatto il 30 aprile 2009, nella Collegiata San Giovanni Battista de' Fustiganti, Parrocchia di Santa Marina, perché si volle celebrare, alla presenza anche dei familiari una messa in suffragio ed il discorso venne, pure, pubblicato, sull'allora cartaceo "Il Meridiano".

Comunque, a Signa, perdonerete il gioco di parole, il nostro caro e amato Giacomino, così amorevolmente chiamato, per la sua cordialità, simpatia, disponibilità, impegno e la dote di sapersi far voler bene, ha lasciato un segno, profondo come una cicatrice, grazie al suo coinvolgimento nella politica, essendo stato consigliere e assessore, occupandosi di varie materie: dall'urbanistica, per un breve periodo, allo sport, dai trasporti alla pubblica istruzione, dall'ambiente alle politiche sociali e della casa, fino ad allacciare rapporti con L'ASL e con la società della Salute e l'Azione Cattolica, prima formazione della sua vita.

presentatore 1E i signesi, sensibili, riconoscenti e gente di immensa cultura e spiccata intelligenza, non lo hanno per niente dimenticato, tanto che con una cerimonia, alla presenza dei suoi cari, hanno scoperto una lapide, in sua memoria, dedicandogli gli "Orti Sociali", per la realizzazione dei quali tanto si era prodigato e battuto, con tenace impegno.

Nell’occasione, infatti, il sindaco Cristianini, nel suo discorso, ha detto:"Un uomo gentile e di grande coraggio per il proprio impegno sociale”. 

Erano presenti la vedova e l’intera famiglia fino alle care nipoti; alla cerimonia hanno partecipato anche numerosi membri della giunta comunale (Adriano Paoli, Federico La Placa e Giovanni Bellini), il presidente del Consiglio comunale Zaccaria e il Consigliere regionale Paolo Bambagioni.

A noi avellani non resta che ringraziare i signesi e soprattutto GIACOMO che porta in alto il nome del suo paese, fucina, per il passato, di uomini illustri e di storia millenaria, sperando che gli amici, l'amministrazione e le associazioni avellane gli riconoscano il giusto merito con qualche iniziativa.

Per la cronaca e, in modo particolare per le nuove generazioni, il nostro protagonista nacque ad Avella da Alfonso e Maria Russo, il 5 marzo 1947, in vico Lombardi 16, sul corso del Fiume di Avella, meglio conosciuto col nome di Clanio (nell'Ottocento e inizio Novecento residenza di una famiglia illustre, che diede i natali a prelati, sindaci, medici ed avvocati), ed è morto a Signa l’8 aprile del 2009.