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L’AI nel mondo del lavoro e le nuove sfide del sindacato

Il mondo delle tecnologie e innovazioni ci prospetta nuove sfide, ma in futuro saremo pronti a sfide robotiche? Quali scelte, quali ripercussioni ci saranno nelle nostre vite e quali modelli lavorativi e professionali verranno richiesti. L’intelligenza artificiale come cambierà le nostre vite? Sono queste le domande che bisogna porsi e a cui dobbiamo una risposta.

untitledmcferrara – 30.09.2019 - Non c’è futuro senza memoria. Per comprendere l’evoluzione che stiamo assistendo dobbiamo fare un passo indietro. Nel 1996 il calcolatore Ibm Deep Blue battè, per la prima volta a scacchi. Il Campione del Mondo in carica, Garry Kasparov. Nel 2008 AlphaZero, l’evoluzione dell’algoritmo AlphaGo di Deep Mind che l’anno prima aveva battuto il campione cinese di Go, vinse contro altre intelligenze artificiali.

imagesXUWYIOK2L’ultima versione della AI di DeepMind, AlphaZero è capace di diventare maestra di scacchi e vincere senza alcun intervento umano; in 9 ore Alphazero ha raggiunto capacità tale da poter sconfiggere il calcolatore più potente. In futuro le tecnologie non svolgeranno solo compiti pesanti e ripetitivi, servizi domestici, sostituire gli esseri umani in catena di montaggio o al Fast food, ma anche come Sex robot (abbreviati in Sex-bot, Umanoidi Hi-tech) di ultima generazione, progettati e sviluppati per tracciare, e poi oltrepassare, le nuove frontiere del piacere.

imagesEWZBH1CFImportanti esempi si ravvisano nel campo medico-chirurgico, in ufficio, nella sicurezza degli ambienti pubblici, col riconoscimento facciale creando non pochi problemi in materia di violazione della privacy. L’intelligenza artificiale e i software, di cui saranno dotati questi robot, gli permetterà di interagire con le persone, per esempio ricevendo e rispondendo a stimoli vocali, visivi o tattili, e sostenendo semplici conversazioni. Sapranno riconoscere l’interlocutore, ne comprenderanno lo stato d’animo e impareranno a conoscerne gusti e preferenze. Secondo una stima, al 2020 in uno studio presentato al World Economic Forum di Davos la diffusione di tecnologie di nuovissima generazione sarà un vantaggio competitivo crucialePer l’economia mondiale globale, ciò si tradurrebbe in una crescita dei profitti pari a 4,8 trilioni di dollari. Per fare un esempio, in un’azienda medio-alta, ciò equivale a 7,5 miliardi di dollari di ricavi e a un aumento di profittabilità pari a 880 milioni di dollari; i ricavi delle imprese potrebbero crescere del 38% entro il 2020, a patto che investano sull’intelligenza artificiale e su un’efficace cooperazione uomo-macchina.

ISTATL’ISTAT nel mese di luglio pubblica i dati sulla produzione industriale nazionale, il fatturato è calato dello -0,5%, ordinativi – 2,9%. Il piano Industria 4.0 alle imprese italiane, ha permesso, in termini d’investimento di tecnologie abilitanti d’investire 10 miliardi di euro, una cifra enorme, con cui molte aziende hanno cambiato volto e sono diventate più forti, nonostante la crisi. I punti deboli sono la necessità di personale qualificato, capace di utilizzare queste macchine, conseguentemente la necessità di una riforma che permetta una valorizzazione dell’istruzione di istituti tecnici che fecero grandi la Lombardia e il nord Italia, già alla fine dell’800. Ad oggi, purtroppo il manifatturiero in Italia ed in Europa, rischia di rimanere schiacciato nella lotta commerciale tra America e Cina. Se la situazione attuale, potesse compararsi al calcio, purtroppo, le aziende della grande distribuzione non sono simili. Non basta cambiare la proprietà o l’allenatore per avere immediatamente una svolta.

imagesCOLLPWEDNonostante gli incontri con le organizzazioni sindacali, il quadro sembra delinearsi con maggiore nebulosità. La posta in gioco resta altissima e perdere tempo non credo giovi a nessuno. Il sindacato di categoria si trova di fronte ad un nodo gordiano che però dovrà sciogliere, in un modo o nell’altro, in tempi ragionevolmente brevi. Da una parte del tavolo un’azienda o meglio un insieme di imprenditori che, forte dei risultati ottenuti fino ad ora nel loro lavoro, stanno gettando il cuore oltre l’ostacolo in un’operazione sicuramente al limite delle capacità gestionali per chiunque. Dall’altra, un sindacato di categoria che non si è mai misurato con quella che, allo stato, resta una scommessa su cui si gioca la credibilità e il prestigio fatti dal numero di persone coinvolte, dalle problematiche organizzative, costi e gestionali all’interno di un’operazione che vede una multinazionale, la sua cultura e tutto ciò che ha costruito nei suoi trent’anni di permanenza nel nostro Paese essere messi in discussione in pochi mesi. C’è sicuramente la consapevolezza della gravità della situazione ma il riposizionamento comporta passi concreti e inevitabili anche sul costo del lavoro quindi sul livello degli organici, sulle loro condizioni contrattuali e sulle modalità di impiego. Credo sia interesse anche del sindacato procedere all’interno di un quadro di riferimento generale.

images0H42I2P1A mio modesto parere l’approdo finale di un’operazione di questa portata dovrebbe essere l’uscita da tutta la contrattazione in essere (nazionale e aziendale) di entrambe le realtà puntando decisamente ad un contratto nazionale/ aziendale ex novo ed esclusivo, che risponda alle esigenze e alle specificità di un grande azienda nazionale. La presenza di più contratti nazionali (Confcommercio, Federdistribuzione, Confesercenti, Coop ecc, ecc.) e la stessa contrattazione aziendale, sono fonte di contraddizioni che potrebbero essere superate solo facendo un deciso passo in avanti. Le grandi imprese, nel quadro del dibattito che si aprirà sul salario minimo e sul futuro dei modelli contrattuali, dovrebbero avere la possibilità di ridisegnare, intorno alle proprie esigenze, un rapporto di lavoro più moderno dove l’impegno personale, la realizzazione degli obiettivi di business, i livelli di collaborazione, le tutele e nuovi modelli di welfare consentano di superare la vecchia cultura, tipici dei contratti nazionali e aziendali oggi in essere.

imagesDTKUBWMFL’alternativa, purtroppo, è già scritta. Il sindacato ha davanti a sé un bivio. In passato si è spesso accontentato di considerare come una vittoria aver impedito o rallentato le determinazioni aziendali. Se scegliesse, in questa vicenda, di comportarsi in modo analogo si rinchiuderebbe in un angolo da cui difficilmente potrà uscirne. Altra cosa è affrontare la partita in campo aperto. I problemi ci sono, le alternative, purtroppo no. Occorre saper declinare con consapevolezza e determinazione all’interno di un percorso che preveda cosa fare subito, come gestire al meglio le inevitabili contraddizioni, cosa fare per chi dovrà lasciare l’azienda ma anche le possibili contropartite future. La vecchia azienda con la sua cultura, i suoi tempi e le sue contraddizioni non esiste più. Ha lasciato il campo ad un’altra storia. Tutta da scrivere. Possibilmente insieme.

CESESecondo il CESE, Il sindacato entra nel vivo del dibattito dell’intelligenza artificiale, perché con il suo utilizzo, ci saranno ricadute sul mercato unico (digitale), sulla produzione, sul consumo, sull’occupazione e sulla società. L’IA non inciderà soltanto sulla quantità di lavoro disponibile, ma anche sulla natura di quello esistente. I sistemi di IA offrono sempre maggiori possibilità di seguire e monitorare i lavoratori, il che può mettere in discussione l’autonomia e il rispetto della privacy. Già oggi, il lavoro viene spesso definito e ripartito da algoritmi, senza alcun intervento umano, e questo ha un impatto sulla natura del lavoro e sulle condizioni di lavoro. Il ricorso ai sistemi di IA comporta il rischio di impoverimento delle attività e la perdita di competenze importanti.

imagesBUOKGWZVNecessita che i sistemi di Intelligenza Artificiale siano trasparenti, comprensibili e controllabili, e che il loro funzionamento sia rendicontabile anche a posteriori. Occorre, inoltre, stabilire quali processi decisionali possano o non possano essere lasciati ai sistemi di IA e in quali casi debba essere auspicabile o richiesto l’intervento umano. Lo sviluppo dell’IA solleva numerosi interrogativi di ordine etico. Che influenza ha l’IA autonoma (in grado di apprendere) sulla nostra integrità personale, autonomia, dignità, indipendenza, uguaglianza, sicurezza e libertà di scelta? In che modo si può garantire che le nostre norme fondamentali, i nostri valori e i diritti umani siano rispettati e salvaguardati?

images3DY88T22Nel panorama nazionale e internazionale, le voci di rappresentanti sindacali che rivendicano un ruolo proattivo nella gestione dell'innovazione sono molteplici. Merita, sicuramente attenzione, il progetto “Arbeit 2020”, per certi versi pioniere nella promozione di un approccio proattivo dei consigli di fabbrica, alla trasformazione digitale. Lo scopo principale di “Arbeit 2020” è, infatti, quello di fornire ai membri dei consigli di fabbrica le capacità per gestire i processi di innovazione e sviluppo digitale nei luoghi di lavoro. Nonostante l’industria continuerà a rappresentare una solida base della nostra economia, è necessario mettere al centro le persone, che significa: trasmettere l’idea che la persona è protetta e valorizzata dal gruppo di cui fa parte, e non dominata da questo.

Coinvolgimento paritetico lavoratoriLimitate sono le notizie sulle sperimentazioni già attuate in questa direzione. Ambientate rispettivamente in Italia e Germania, le esperienze della FIM-CISL di Brescia e della IG Metall della Renania Settentrionale-Vestfalia rappresentano due primi tentativi di concretizzare l'obiettivo di una progettazione partecipata da azienda e rappresentanze, dell'innovazione. Dal confronto tra le due iniziative non solo emergono differenze riconducibili ai diversi sistemi di capitalismo e assetti di relazioni industriali, ma è possibile tratteggiare linee di sviluppo comuni, come la comparsa di nuovi attori, la richiesta di competenze progettuali per la rappresentanza, l'allargamento dell'area d’interazioni oltre il perimetro della negoziazione. L'approfondimento di queste direttrici evolutive stimola una riflessione sui possibili contorni di nuove relazioni industriali che, superando il contrattualismo di breve termine e integrando una prospettiva di lungo periodo, sappiano contribuire alla progettazione dell'innovazione con un adeguato grado di dinamismo, flessibilità e fiducia tra le parti.

images9Y2XLV2PL’organizzazione sindacale può certamente contribuire a questo processo, a patto però di sapersi rinnovare al suo interno, abbandonando gli aspetti più tradizionali della sua struttura, gerarchica e centralizzata, per adottare pratiche di reale apertura e coinvolgimento delle persone. Complessi algoritmi aziendali non possono rimanere nascosti nelle segrete vie del bussines economy, si corre il rischio di sottrarre ai sindacati e, di conseguenza, ai lavoratori uno spazio per co-determinare il proprio ruolo nel processo produttivoInsomma, se da una parte potremmo avviarci verso orizzonti di maggiore obiettività e trasparenza lavorativa, dall'altra potremmo desindacalizzare alcune forme o modalità di lavoro con risultati molto incerti e particolarmente esposti a usi non proprio leciti di questi sistemiAnche il mondo del lavoro ha bisogno di un algor-etica per evitare delle nuove forme di sfruttamento.