Mar10152019

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CICCIANO / TRA STORIA E SUPPOSIZIONI: LA MADONNA DEGLI ANGELI E LA PESTE A CICCIANO – Prima parte

La leggenda del perché i Ciccianesi celebrano la loro Pasqua nella successiva Domenica in Albis.

 

Entro i relitti dellambiguoEm.An.settembre 2019 - Venerdì e sabato, sei e sette settembre, si è svolta, a Cicciano, la XXVI Sagra del Casatiello e dei dolci fatti in casa, per rinnovare un antica tradizione.

Dal testo, " Entro i relitti dell'ambiguo", che scaturisce da un lavoro di una serie di ricerche, fatte da un gruppo di studenti della IA C del Liceo Scientifico, nell'anno scolastico 1982 - 1983, “E. Medi” di Cicciano, a cura del prof. Franco Salerno, nel capitolo "Il Monte: l'ascensione verso il livello superiore", a firma dell'allora studente Enrico Fedele, apprendiamo il perché i Ciccianesi celebrano la loro Pasqua nella successiva Domenica in Albis. 

Commenda nel 1646 8cf6fb1d84Ecco la leggenda "Feudatario sarebbe stato un tal Gerolamo Branciforti. durante la pessima e odiosa signoria di costui, nel 1656, una violenta peste decimò il paese atterrito, seminando ovunque lutti e dolori. I Ciccianesi fecero ardenti voti alla Madonna degli Angeli - scoperta verso il 1450 presso il Monte Fellino - e il flagello cessò miracolosamente e quasi istantaneamente nella Domenica in Albis di quell'anno. In quella stessa domenica, tutto il popolo giubilante si recò alla chiesa solitaria per ringraziare la Madonna salvatrice e manipolò taralli e casatelli per festeggiare, dopo tanta tristezza, anche gastronomicamente il recuperato benessere. Da allora i Ciccianesi memori, derogando dalle consuetudini del rito cristiano, celebrano la loro Pasqua nella successiva Domenica in Albis.

Madonna di CiccianoNell'anno 1661 nella chiesetta della Madonna degli Angeli, che è tenuta come una taumaturga, fu collocata una lapide con epigrafe latina, la quale riguarda la protezione della Vergine e delle sollecite cure del convertito commendatore Gerolamo Branciforti". 

In definitiva, tralasciando l'aspetto ierofanico che sarebbe lungo da spiegare, si riporta, tradotta l'epigrafe latina su menzionata e tradotta, che, però, mette in risalto un altro dato importante e di discussione:

Templum hoc sacellum olim paene dirutum

Deiparae angelorum reginae

Quod Ejus opem aegri sensere quam plurimi

Anno domini M. D.  CLVI

Grassante populari lue grati animi monumentum

Fr D. Hyeronymus Branciforti Commendatorius

Qua proprio aere qua priorum stipe

    Erexit       dicavit

Additisque Santorum Aeliae ac Stephani aris

                Exornavit

Anno urae salutis M. D.  CLXI

                   TRADUZIONE

         "QUESTO TEMPIO QUASI DIRUTO

          DEDICATO ALLA MADRE DI DIO

                    REGINA DEGLI ANGELI

CHE QUI FA SENTIRE LA SUA POTENZA

             A MOLTISSIMI INFERMI

IL FEUDATARIO GIROLAMO BRANCIFORTI

         LO ERESSE A PROPRIE SPESE 

      NEL 1556

QUANDO IL POPOLO FU LIBERATO DAL COLERA

In effetti, i Ciccianesi vennero liberati dalla peste o dal colera? Comunque, come ultima annotazione, c'è da sottolineare che la ragione per cui i Camposanesi gareggiano coi Ciccianesi nell'onorare sia nell'ottava di Pasqua, che nel corso dell'anno questa Celeste Regina, è perché il colono del fondo era di un contadino di Camposano.