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AVELLA / VERSO L’INAUGURAZIONE DEL MUSEO: LA NASCITA DEL “PALAZZO”

Primo intervento di Nicola Montanile sull’antica questione. Le immagini, tranne quella di apertura, sono tratte dall'Archivio dia-fotografico del Gruppo Archeologico Avellano.

1 22 Copia22.08.2109 - Se non si confermerà il proverbio ” ‘A ciuccia’ e ‘Ntonio caca tutte mele limuncelle”, la prevista ed imminente apertura, in Avella, ad autunno, del Museo, meta negli anni, di visite guidate, insieme ai principali siti, fatte dai soci del Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri”, con la fattiva e pronta collaborazione del personale della Soprintendenza, sarà un altro tassello e fiore all’occhiello dell’amministrazione Biancardi, che si aggiungerà al mosaico del tessuto storico, turistico e culturale del centro caro a S. Sebastiano.

Come si sa, la sede sarà nel Palazzo Baronale, ove, già, in un’ala vi sono gli uffici comunali e nell’entrata del portone principale quelli del SIAT.

avella palazzo baronaleIl Palazzo Baronale e non Ducale così come è Avella che dà il nome alle nocciuole e non viceversa (Nocciolo della questione), è ubicato, in quella che, un tempo, veniva chiamata Piazza Colonna, per cui ecco un breve sunto, forse già riportato, ma le cose ripetute fanno bene, se dette bene.

arton53629 16299Alla fine del medioevo, la vita si sposta di nuovo in paese ed il Castello viene restaurato da Pierrantonio (Pietro Antonio) Spinelli, Conte di Seminara, ed adibito a carcere mandamentale, mentre sorgono una serie di palazzi su quello che, nel periodo romano, era stato il Decumano Maior, oggi Corso Vittorio Emanuele.

La costruzione di quello che sarà il Palazzo, in questione, su una preesistente struttura antica e, in questo caso del periodo romano, assume una importanza notevolissima, in quanto, in termini ierofanici, rappresenta l’oscuramento delle tenebre (il Paganesimo) ed il trionfo della nuova luce (il Cristianesimo).

Chiesa SS Annunziata 36645719143 bff0d90200 z1Il Conte Spinelli, dopo aver fatto costruire la parte centrale dell’edificio, si fa donare dall’allora Vescovo di Nola, parte del terreno del giardino del Convento dei Frati Minori Osservanti, per la costruzione della Chiesa degli Angeli, attualmente della SS. Annunziata, per dividere il quartiere di S. Pietro da quello della Piazza, quindi potere spirituale e temporale.

Debiti, acquisti, vicende politiche e soprattutto matrimoni hanno portato a prendere possesso del rinascimentale palazzo, molte famiglie, dai Cattaneo (Ottavio fece costruire la strada Carmignani/o, per congiungere il quartiere di Cortabbuci con la piazza e abbellì la stessa con iscrizioni latine e Cippi – non Cippus Abellano – Onorari, rendendola simmetricamente, come un Teatro); ai Doria Del Carretto, con personaggi, quali, Maria Giovanna Teresa, con la quale si estinse il casato e fu colei che, per prima, rivendicò la necessità socio-giuridica e morale della separazione tra gli uomini e le donne nelle carceri, e sua figlia, Maria Giovanna, che istituì, ufficialmente, il 25 febbraio 1783, il Piazza Municipio Il Mercato Mercato del Lunedì, nonché il capostipite Giovanni Andrea Doria, Duca di Tursi, Principe di Palliano, nel cui stemma araldico, si evidenziava lo “spaccato d’oro e d’argento all’aquila spiegata di nero, membrata, imbeccata e linguata di rosso, attraversante sul tutto ” (stemma sotto il portone principale, nonché nella Sala Alvarez De Toledo) e alle cui dipendenze era stato il capitano spagnolo D. Matheus Valezuela; dai Del Balzo ai Colonna e, da questi, agli Alvarez De Toledo e con questi ultimi proprietari sono iniziati gli sconvolgimenti architettonici, per quanto riguarda nuove opere di tramezzatura con sconsiderate aperture e chiusure di vani esterni leggibili facilmente anche all’occhio di un profano, anche se il colpo fatale lo si è avuto con gli enti preposti, quanto si è dato adito alla ristrutturazione di cui parleremo.

Si conclude, questa prima parte, con una foto di un quadro di un pittore, di cui si ignorano le generalità, ma, sicuramente, ospite di uno dei baroni del palazzo, in cui si nota: San Sebastiano al Centro, la Collegiata di spalle, il Palazzo stesso ed il Platano, il Castello, la stazione, le località ‘a Parula e ‘O Fusaro: (Fototeca di Nicola Montanile).

(Da: “Il Palazzo Baronale, Storia, leggende, curiosità, nobili, benefattori” e, sul prossimo numero, Gli Alvarez De Toledo e lo schema grafico della famiglia, redatto dal dott. Michele Siniscalchi).