Baiano: Stefano Litto varca la soglia degli ottanta anni...

Le tappe di una vita.

IMG 0161 5 326x245Gianni Amodeo - 15\08\19 - Foto di gruppo per StefanoFanuccio Litto che ha varcato d’infilata la soglia degli ottanta anni con la spigliata agilità e scanzonata disinvoltura di sempre. Un sobrio omaggio resogli dagli amici nel Circolo “LIncontro”, con il tocco di convivialità dato da un semplice e cordiale buffet. Ma anche una rapida occasione per ri-vivere quelli che, per Fanuccio, sono stati i ….momenti belli e irripetibili di giocatore d’ala ambidestra dal dribbling rapido e stretto, con il sinistro piede “buono” e, all’occorrenza per ragioni tattiche, con ripiegamenti sulla linea di terzino d’ala in funzione propulsiva e di sostegno per la manovra d’attacco da rendere la più  incalzante e veloce possibile; momenti vissuti tra gli anni ’50’70 , tra le file del Baiano, del “Giovanni Carotenuto” di Mugnano del Cardinale e dell’ Avella.

Esperienze di vita giovanile e sport maturate in una piccola comunità, ma ben ricca e variegata nella vivacità delle relazioni sociali e politiche, come lo erano le altre realtà del territorio, segnatamente Avella, Mugnano del Cardinale e Quadrelle che primeggiavano per le attività produttive nell’agro-alimentare e nel comparto conserviero. Un contesto dinamico e animato, in cui, tanto per dire, erano attive e frequentate ben cinque sale cinematografiche - tra cui spiccava il “Colosseo”, progettato e costruito tra il ’ 46 e il ’48 -  per una popolazione  di poco superiore ai venti mila abitanti. Anni vissuti da Fanuccio con l’imprinting ineludibile   della trafila - il calcio era praticato solo quale complemento dello studio o del lavoro, ma anche dell’uno e l’altro in accoppiata- percorsa nelle formazioni giovanili che il Baiano schierava nei tornei di buona caratura tecnica e ad alta tensione agonistica, organizzati sul territorio dal Comitato zonale della Federcalcio di Nola.

Era la trafila che apriva - per i migliori e più dotati, che, il più delle volte, compravano a proprie spese il corredo da gioco e le “scarpette” al mercato dell’”usato”, che si svolgeva il lunedì a Poggioreale, mentre la “Società” si premurava di garantire a tutti i giocatori delle “rose” di formazione qualche modico rimborso di spese e premio economico speciale, insieme con la dotazione della maglia identificativa del sodalizio, color granata, per tradizione, con il fregio simbolico ad altezza del cuore ed espressivo dell’agile Cerbiatto, ma altri colori sociali usati erano l’ azzurro testimonial del gemellaggio di fine anni  ’40  con il  Ciuccio partenopeo, ed il giallo-canarino -  le … porte d’accesso al Baiano-B, la formazione che  faceva da sparring partner del Baiano-A  al “Bellofatto” nella partita del giovedì,  dedicato alla preparazione tecnico-tattica per la gara domenicale di campionato in calendario, così come il martedì era dedicato alla stretta preparazione di tenuta fisica e muscolare. Era, nella sua essenzialità, la trafila che costituiva, per dir così, la gerarchia dei valori e dei meriti che rende lo sport - quando è concepito, praticato e vissuto come tale- palestra formativa di vita.  

Stefano Fanuccio Litto IMG 0163 1In quegli anni così lontani e tanto ravvicinati nel ricordo, Fanuccio, ha avuto modo di far parte delle “giovanili”  del Baiano  di Ruggero Zanolla,  allenatore di grande classe, che vantava un back ground di attaccante di notevoli qualità realizzatrici, con lunga militanza in formazioni  di serie B e C. Era nato nel 1907  a Monfalcone, ma la sua carriera sportiva fu frenata dagli eventi bellici, per concludersi  alla  guida del Savoia, con cui giocò nell’ottobre del 1951 l’ultima partita ufficiale di campionato. Aveva 44 anni. E restano memorabili le “castagne” che Ruggero Zanolla faceva “esplodere” con i tiri al fulmicotone di collo-piede che facevano stampare la sfera sulle traverse o sui pali delle porte del rettangolo di gioco del “Bellofatto”, con vibrazioni per due o tre frequenze.

Era il Baiano che furoreggiò nel campionato di promozione regionale - l’equivalente in caratura tecnica dell’attuale serie C, per quel che possono valere tali comparazioni- nella favolosa annata agonistica del 1953 \ 1954, in competizione con “squadroni” dello stampo della Paganese, Savoia, Palmese, Turris, Cirio, Nocerina, Portici, Giugliano, Ercolanese e via proseguendo. Una formazione smart \ sprint, spumeggiante, in cui Zanolla fece esordire - appena sedicenne- Ivo Vetrano, che poi sarebbe approdato all’ Atripalda del presidente Tozzi, per spiccare il volo verso il Saronno, il Modena e il Varese.  In porta, schierava Peppino Montanino, sulla linea dei terzini d’ala erano disposti Pasqualino Acierno e Franco De Lucia, centro-mediano, era Andrea Picciocchi - Picciocchi III- la mediana era un mix integrato alla perfezione con Attilio Colucci, che andava in elevazione con eleganza da buon colpitore di testa con forte senso di posizione, e  Amedeo De Luca, coriaceo e tenace  nella marcatura e nell’impostazione di gioco; il quadrilatero di centro-campo, si completava con Saverio Lo Sapio, trascinatore infaticabile, un vero sette-polmoni, e Fanuccio De Rosa, dribbling a serpentina e regista manovriero. All’ala destra sprintava Peppino Picciocchi- Picciocchi II- impeccabile nei cross, mentre la corsia di sinistra era “signoreggiata” da Ivo Vetrano, dribbling ubriacanti e tiri saettanti destinazione-gol. A guidare l’attacco Aldo Trapani, uno dei tanti militari del Centro addestramento reclute di Avellino che hanno fatto parte della grande “famiglia” del “Cerbiatto”, lasciando buon ricordo di sé per attaccamento e stile. Un autentico fromboliere, che duettava alla meglio con Ivo Vetrano. Un Baiano compatto, quello plasmato da Zanolla, in cui si stagliavano i “lunghi” di oltre 1,80 metri come Trapani, De Lucia, Vetrano, Picciocchi III e Picciocchi II.

Fanuccio, trascorsa l’esperienza sportiva, con l’imprinting appena accennato, è stato un buon lavoratore e operoso dipendente dell’Enel per decenni. Da pensionato, non solo continua ad eccellere nel gioco del bigliardo amatoriale, ma continua a vivere con immutata intensità la passione per l’Inter, quella della tradizione più di Helenio Herrera che di Mourinho e spera che in versione- Conte sia un’Inter degna del sua passato di gloria. Ma i fans del Napoli, della Juve e del Milan che frequentanoL’Incontro” non gli fanno  nessuna apertura di credito. Di certo e con affetto gli hanno reso omaggio di buon compleanno con l’augurio di onorare tanti altri compleanni. Augurio, a cui si associa la redazione.