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Paestum: Ritrovati i resti di un edificio dorico del VI-V sec. a.C.

La scoperta durante i lavori di sfoltimento dell’erba alta attorno alle mura del versante occidentale, nell’ambito degli interventi di riqualificazione dell’area finanziato dalla Comunità Europea per 13 milioni di euro. Foto: Fonte Internet.

Parco archeologico di paestum 1024x576Pietro Luciano – 20.07.2019 - Prima dell’inizio dei grandi lavori di riqualificazione dell’intera area di Paestum, finanziati per oltre 13 milioni dalla Comunità Europea, agli inizi del mese di giugno, è arrivata una prima sorpresa: Nello sfoltire l’erba nel versante occidentale delle mura, da anni ormai troppo alta, sono stati scoperti nuovi reperti, forse i resti di un tempietto dell’antica colonia, materiale probabilmente ammassato lì dagli anni Sessanta, quando l’area fu interessata da lavori agricoli.
Paestum Scavi Athenaion
Gli archeologi hanno scoperto capitelli, colonne, cornicioni e triglifi di un edificio dorico, ma soprattutto è stato ritrovato un pannello in arenaria, probabilmente una metopa, con tre rosette a rilievo. La decorazione era già nota perché presente anche in altri edifici locali, realizzati tra il VI ed il V sec. a. C.. Sono presenti sui reperti anche tracce di intonaco e pittura rossa.

Paestum 180310095 849dab00 6c58 4b3c b70d de7e764fae84Gli elementi architettonici, secondo gli esperti, sembrano appartenere a un tempietto o un portico (“stoà”), costruito nello stesso periodo della Tomba del Tuffatore e del Tempio di Athena.

Paestum G ZuchtriegelLa zonaha spiegato il direttore del parco archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel - in passato ha restituito una stipe votiva, con statuette fittili di divinità femminili in trono e frammenti ceramici databili tra VI e III sec. a.C.. Si trova nelle vicinanze di quello che, con molta probabilità, era il “kerameikos” di Paestum, il quartiere artigianale dove si fabbricavano i famosi vasi dipinti della città”. 
Paestum 1 180405836 9e487e31 7ee5 4fd9 b82b b1f18ee1e0bbGli elementi recuperati sono stati trasportati depositi, dove sono stati sottoposti a una serie di analisi e di interventi di consolidamento; intanto sono stati informati della scoperta il direttore generale per l’Archeologia, Gino Famiglietti, e il Soprintendente delle province di Salerno, Avellino e Benevento, Francesca Casule, per concordare una strategia di intervento e di indagine condivisa.

Di seguito, nel corso di una conferenza stampa, aperta al pubblico, tenutasi il 19 giugno, alle ore 12.00, a Salerno, presso la sede della Soprintendenza, in via Torquato Tasso, 46, sono stati resi noti i risultati delle indagini.