Lun03252019

autonoleggio

Back Sei qui: Home Economia e Finanza Lavoro Nola: Il tribunale del lavoro accoglie il ricorso degli operai dello Slai Cobas

Economia e Finanza

Nola: Il tribunale del lavoro accoglie il ricorso degli operai dello Slai Cobas

La sentenza segue quella di ottobre di altri 23 lavoratori.

Nola Tribunale N.R. - 08.03.2019 - Il Tribunale del Lavoro di Nola, ha sancito l'illegittimità della sospensione di cassa integrazione, da luglio del 2014 a luglio del 2015, per 27 lavoratori del reparto logistico Fca di Nola, in quanto nell'accordo non sono stati specificati "i criteri di scelta" per la rotazione, disponendo anche il risarcimento della differenza di retribuzione alle tute blu.

Slai CobasLo ha reso noto Mara Malavenda, dell'esecutivo nazionale dello Slai Cobas, nel corso di un attivo dei lavoratori, convocato dalle donne del 'Comitato mogli operai', nella sede del sindacato di base a Pomigliano d'Arco.
Malavenda ha ricordato che la sentenza favorevole a 27 propri iscritti segue quella emessa dallo stesso tribunale del Lavoro di Nola, lo scorso ottobre, quando altri 23 lavoratori dello stesso reparto, sempre iscritti al sindacato di base, videro sancita l'illegittimità della sospensione di cassa integrazione per lo stesso periodo.

operai Fca Nola Anche questo ricorso è stato presentato dallo studio legale dell'avvocato Arcangelo Fele, cui si affida lo Slai Cobas locale. Nella sentenza, il giudice del Lavoro sottolinea che "in caso di cigs per l'attuazione di un programma di ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale che implichi una temporanea eccedenza di personale, il provvedimento è illegittimo qualora il datore di lavoro ometta di definire gli specifici criteri di individuazione dei lavoratori che devono essere sospesi", e che l'esame congiunto con i sindacati non sana l'illegittimità.

"Con la notizia di questa nuova sentenza - ha spiegato Malavenda - ci diamo appuntamento al 25 aprile prossimo, quando ci sarà una mobilitazione nazionale di operai e operaie, immigrati e immigrate, perché come donne del movimento operaio siamo consapevoli che la 'differenza di genere' non può né coprire né sostituire la fondamentale 'differenza di classe', specialmente quando come oggi l'intero quadro politico punta a trasformare il Movimento Operaio in 'classe senza coscienza'".