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Centro Autistico di Avellino: Alaia invita alla mobilitazione

Monta la protesta per il CENTRO AUTISTICO. ALAIA invita alla mobilitazione per assicurare livelli di assistenza adeguata. “Sulla salute non si può tollerare l’indifferenza”.

alaia salvatoreN.R. - 16.02.2019Salvatore ALAIA, sindaco di Sperone dal 2001 al 2011, torna sulla questione del Centro Autistico di Avellino e lo fa in modo più che risentito non tanto verso gli attori istituzionali che si stanno impegnando per l’apertura della struttura (Prefetto – Presidente Amministrazione e Provinciale e Commissario Prefettizio del Comune di Avellino) quanto verso chi ha una specifica responsabilità sia nella programmazione della spesa sanitaria (Regione) sia nella applicazione degli indirizzi in materia sanitaria (ASL AV).

"La questione dell’autismo è una questione seria finora sottodimensionata e sottovalutata soprattutto dall’indifferenza della Regione e dell’ASL AV, guidata dalla Dr.ssa Maria Morgante, malgrado siano stati diversi gli interventi per conclamare questa come una patologia invalidante non solo per chi ne è affetto quanto per le famiglie che non possono sostenere con gli attuali livelli di assistenza le esigenze dei propri familiari".

Centro autismo 1A sollecitare e sensibilizzare ulteriormente l’impegno del Dr. Salvatore ALAIA, sempre pronto a perorare le cause dei più deboli e indifesi, hanno contribuito le inchieste dei media avellinesi e gli interventi dei presidenti delle diverse associazioni che si occupano di autismo, dove si denuncia la scarsa attenzione alla problematica e la carenza di supporto sanitario costringendo le famiglie a sacrifici talora non sopportabili.

CENTRO AUTISMO 3Ritengo – dichiara Salvatore ALAIA – che la problematica debba essere approcciata soprattutto con un valore cognitivo serio e strutturato perché, al di là dell’aspetto clinico, la questione è essenzialmente anche culturale. Pochi sanno in realtà che cosa sia l’autismo e quali sono i percorsi terapeutici che bisogna adottare per il recupero ad una vita possibilmente accettabile dei soggetti, specie bambini affetti da tale patologia da cui non si guarisce totalmente e che dopo i 18 anni cambia solo denominazione ma non la sostanza. Sono profondamente indignato dal silenzio della Regione e dell’ASL rispetto a una problematica che non ha un limite temporale e non si può considerare una patologia a timer o a scadenza. Chi è affetto da autismo vive questa condizione per sempre …. da bambino, fino a 12 anni e oltre….. Le famiglie hanno necessità di essere adeguatamente sostenute perché il percorso terapeutico è lungo, oneroso ed esasperant. Non ci si può voltare dall’altra parte facendo finta di niente lasciando cadere nell’indifferenza la questione senza nemmeno un’apertura al problema per il quale vi è la necessità di adeguati interventi e soluzioni immediate… Voglio auspicareconclude ALAIAche dopo questo mio intervento Regione ma soprattutto ASL AV vogliano quanto meno aprire ad una prospettiva di soluzione in termini di assistenza per i bambini affetti da autismo cercando di modulare una politica assistenziale che implementi non solo le ore per gli autistici ma la durata nel tempo. L’autismo è una questione seria, che sconvolge la quotidianità delle persone e delle famiglie alle quali non basta la solidarietà delle parola ma occorre l’oggettività concreta dei fatti. – Manterrò per questo sempre alto il livello di vigilanza sulla problematica e invito sin d’ora le famiglie, le associazioni e quanti hanno a cuore la questione dell’autismo ad una mobilitazione forte qualora in tempi brevi non dovessero pervenire segnali e proposte di soluzione adeguate… Intelligenti pauca …”.

Centro autismo 4Di seguito pubblichiamo l’appello di una madre di un ragazzo autistico di 20 anni, che con forza chiede l’apertura del centro autistico di Avellino, un appello non solo della signora Mara, ma che è di tanti genitori che si ritrovano nella sua stessa situazione. “Sono madre di un ragazzo autistico di 20 anni, e sono 20 anni che mi mobilito per dare il meglio a mio figlio, ma il meglio, anzi il 100% lo si può raggiungere solo se riapre il Centro per autistici dove persone ma soprattutto dottori specializzati in questa patologia possano aiutarci a crescere meglio e soprattutto ad aiutarli al meglio. Lo sappiamo che la loro patologia non è curabile ma almeno far vivere meglio prima questi ragazzi e poi noi familiari. A volte ci dimentichiamo che questi ragazzi non hanno solo due genitori (nel mio caso è orfano di padre) ma anche dei fratelli che vivono in simbiosi delle loro manie o crisi violente o di autolesioni o schizofrenie fatte di notti insonni. Anche i fratelli vivono una vita succube del ragazzo autistico. Di questa struttura non ce ne è solo bisogno anzi è IN DISPENSABILE perchè le poche che esistono in Campania sono piene e non c’è