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Il neo presidente della Provincia di Avellino, Domenico Biancardi, vuole bucare il Monte Partenio. Gli ambientalisti: “La montagna sacra non si tocca”

Cronaca di un’idea che sta generando un problema Tav anche in Irpinia.

untitledN.R. – 10.01.2019 - In un servizio di Emanuele Marinelli del 14 novembre 2018 in ITV ONLINE.NEWS, il giornalista poneva al centro dell’attenzione e della sua agenda l’idea-progetto del traforo del preappennino campano. Anche Avellino avrà la sua Tav ?”, si chiedeva Marinelli.

Questa sembra essere la volontà del nuovo presidente della provincia Domenico Biancardi. Niente treni in questo caso, ma un traforo, quello sì, che dovrebbe bucare il Monte Partenio, o meglio i Monti Avella, per realizzare una galleria di quattro chilometri che permetta di collegare la Valle Caudina all’ex Mandamento Baianese.
Domenico BiancardiBiancardi riprende e rilancia un vecchio progetto di quasi trent’anni fa dell’allora inquilino di Palazzo Caracciolo Benito Sepe, anche lui sindaco di Avella, fatto proprio dall’allora presidente della Comunità Montana Baianese-Vallo di Lauro dott. Fausto Bocciero, che si proponeva di realizzare un tratto stradale che avvicinasse Cervinara e San Martino Valle Caudina al Mandamento Baianese e al capoluogo irpino. 
Per la cronaca, per tutta una serie di motivazioni, il progetto abortì sul nascere.

Le due comunità: quella di Cervinara e di San Martino Valle Caudina, per raggiungere Avellino e Napoli, devono percorrere il tragitto, in pratica, circumnavigando il preappennino campano, mentre con la galleria gli automobilisti caudini potrebbero metterci solo 25 minuti per arrivare ad Avellino e ancor meno per il casello autostradale di Baiano, e quindi verso Napoli.

E’ questa l’idea che piace al neo-presidente della Provincia, attualmente anche sindaco di Avella e presidente della Comunità Montana Partenio-Baianese e Vallo di Lauro, che ne sta studiando la fattibilità, partendo dalla ricerca dei finanziamenti. Biancardi è così convinto della bontà del progetto che lo riprende in ogni intervista rilasciata.

Michele RennaA molti è sfuggita l’iniziativa, non ai membri dell’associazione Cervinara Trekking, che hanno cercato di spegnere subito l’entusiasmo del neo presidente provinciale. “Ovviamente speriamo che sia solo una battuta frutto della non conoscenza o chiamatela anche ignoranza sulle peculiarità della nostra valle, racchiusa tra due parchi regionali, poco conosciuti ma importanti dal punto di vista naturalistico, escursionistico e turisticoscrivono su facebook gli associati e concludono categoricamenteInvece di fare i buchi… sfruttiamo le risorse anche per controllare e tutelare la nostra montagna; quello è il nostro regno, è qualcosa di sacro”.
Biancardi da una parte, dunque, ambientalisti dall’altra, la sfida è solo all’inizio. Come Dire: Non tutte le montagne finiscono col buco!