Salerno: Presentato "La Repubblica dei Gigli Bianchi di Felice de Martino

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La manifestazione per il romanzo d'affezione di memorie e di ricordi documentati legati alla figura di Don Felipe, organizzata dal Gruppo Archeologico Salernitano.

locandina eventoN.R. - 02.12.2108 – Mercoledì 21 novembre, inizio ore 17.30, il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte - Aula superiore - chiesa di san Pietro a Corte, ha ospitato la presentazione del libro di Felice De Martino 'LA REPUBBLICA DEI GIGLI BIANCHI'

Folla di pubblico alla manifestazione organizzata dal Gruppo Archeoloogico Salernitano, per il romanzo d'affezione, di memorie e di ricordi documentati legati alla figura di Don Felipe (Filippo Gagliardi).

Hanno portato il loro saluto il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e il Sindaco di Montesano Vincenzo Rinaldi; sono, poi, intervenuti il giornalista del Il Mattino Marcello Napoli, il giornalista di Lira TV Andrea Siano, l'antropologo Paolo Apolito dell'Università Roma Tre, il Direttore del Gruppo Archeologico Salernitano Felice Pastore, che ha ringraziato la Confraternita di Santo Stefano, tutti i partecipanti ed i visitatori.

Felice de Martino Marcello Nali Felice PastoreIl libro descrive fatti ed avvenimenti di un personaggio, Filippo Gagliardi, il figlio povero di un mugnaio diventato uomo ricchissimo. Il riscatto di una vita iniziata povera e poi diventata ricca.
Sul magnate italo-americano, il nipote Felice De Martino ha voluto fortemente scrivere questo libro per fare chiarezza sulle tante dicerie false ed oltraggiose messe in giro sulla vita di questo fenomeno del suo tempo, sì avventurosa, ma ricchissima di tante soddisfazioni e gratificazioni.
L'Autore riporta alcuni passaggi della vita del protagonista, per far comprendere veramente la storia meravigliosa e leggendaria di un personaggio che dal nulla fece fortuna in America e ritornò in Italia, ove fondò una Repubblica indipendente e secessionista a Montesano sulla Marcellana: la “Repubblica”, appunto, dei “gigli bianchi”.
Proprio in quegli anni del secondo dopoguerra in questi paesi, il “giglio bianco” era diventato un simbolo di libertà, di indipendenza e di democrazia e Filippo Gagliardi ne fu l'interprete principale, sempre pronto e disponibile per soccorrere sindaci e cittadini comuni in difficoltà economiche.