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I santi di nome “Paolino”

Riedizione aggiornata di Antonio Fusco

San Paolino 20180102 193904Agosto 2018 - Quando nel 1966 mi trovavo a Cervignano del Friuli in qualità di sergente A.U.C., mi capitò di conoscere un barista che si chiamava Paolino. Pensando che potesse essere un oriundo nolano o in qualche modo legato ad una parentela nolana gli chiesi come mai avesse quel nome di battesimo, palesandogli anche il motivo del mio interessamento. Il friulano mi rispose che non aveva nessun rapporto con Nola e che il suo nome era riferito a San Paolino di Aquileia, vissuto al tempo di Carlo Magno e sepolto a Cividale del Friuli, dove morì nell’803.

Un altro episodio simile avvenne a Lucca, dove un’insegna turistica, affissa sul portale di un tempio con la scritta “Chiesa di San Paolino”, mi fece erroneamente pensare a San Paolino di Nola, ma un sacerdote, che si trovava per caso sul sagrato, mi comunicò che si trattava di un protovescovo di incerta agiografia, evangelizzatore della città.

Da qui la mia curiosità di sapere se ci fossero altri santi di nome Paolino, e, oltre ai due citati, sono venuto a conoscenza dell’esistenza dei seguenti beati, omonimi del nostro Vescovo, dei quali diamo qualche notizia agiografica:

Paolino vescovo di Besançon (III sec. – E’ nominato al terzo posto nell’antico Catalogo di Besançon);

Paolino vescovo di Capua (IX sec. – Occupa il ventesimo posto nella lista ricostruita della Chiesa di Capua, che resse dal 12/7/835 al 10/10/841);

Paolino di Colonia (subì la pena del martirio in epoca imprecisata. Il suo corpo è conservato nella chiesa di Santa Cecilia a Colonia);

Paolino di Gaza (fu condannato al supplizio dagli Arabi a Gerusalemme intorno al 637 insieme con altri sessanta cristiani);

Paolino di Llanddeusant (visse nel Galles probabilmente tra la seconda metà del V e la prima del VI sec.);

Paolino di Pavia (fu martirizzato in epoca imprecisata con Bonino e Saterio. Le loro reliquie sono conservate a Pavia nella chiesa dei SS. Gervasio e Protasio.);

Paolino di Senigallia (Viene citato come protovescovo venerato nella città marchigiana prima che ne diventasse protettore San Paolino di Nola);

Paolino di Todi (fu ucciso nel corso della persecuzione di Diocleziano con i compagni Felicissimo ed Eraclio);

Paolino vescovo di Treviri (IV sec. – Lottò coraggiosamente contro gli Ariani e divenne vescovo di Treviri verso il 346. Costanzo II, imperatore ariano, lo mandò in esilio nella Frigia, dove morì il 31 agosto del 358);

Paolino di York (missionario evangelizzatore della Gran Bretagna).

Paolino di Milano (Fu segretario e biografo di Sant’Ambrogio e gli è dedicata una strada nel capoluogo lombardo. E’ incluso come santo nel calendario liturgico ambrosiano, ma non è citato nella Bibliotheca Sanctorum).

Da quanto ho potuto verificare tutti questi santi “Paolino”, godono di una venerazione molto circoscritta, contrariamente al nostro Santo Vescovo, di cui la semplice memoria o la venerazione si riscontrano in molte regioni italiane, anche distanti tra di loro, come già abbiamo informato in due nostre pubblicazioni: Lombardia (Salò), Marche (Senigallia, Falerone), Lazio ( Roma, Fondi), Campania ( Nola, Pompei, Napoli, Villamaina, Acciaroli,), Calabria (Reggio ), e soprattutto Sicilia, dove è il protettore di tutti gli operatori agricoli (Palermo, Monreale, Misilmeri, Carini, Partinico, Termini Imerese, Enna, Messina, Milazzo, Barcellona, Mongiuffi-Melia, Sciacca, Torregrotta, Mili Marina, Sutera, Campofranco,).