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L’Avellino riparte dal Nola e dalla rovesciata di Totò Fresta

L’ex bomber biancoverde Totò Fresta ricorda il gesto tecnico della partita giocata nella stagione ’94/’95 e fa gli auguri alla piazza e alla nuova squadra: «Bisogna stringere i denti per qualche anno per poi tornare a gioire». C’è già chi lo vuole uomo immagine e talent scout: «Per me sarebbe un onore, anzi, ricordate questo nome, Davide Macellari, difensore, su di lui garantisco io»

Avellino Nola arton65858 a8edaDa Orticalab - 16.08.2018 - L’avventura della S.S.D. Calcio Avellino riparte dal Nola. Domenica 26 agosto gli uomini di mister “X”, ancora non si conosce il nome del tecnico che guiderà la neonata truppa biancoverde, esordiranno al “Partenio-Lombardi” nella Coppa Italia, promossa dalla Lega Nazionale dilettanti.

Avellino-Nola, dunque, e la mente comincia immediatamente a sfogliare le pagine dei ricordi.

L’almanacco biancoverde registra gli ultimi match tra le due compagini, che geograficamente distano una trentina di chilometri, nella stagione 1994/1995. Era l’Avellino del presidente Antonio Sibilia che decise di prendere in mano le redini della società liberandola dalla scellerata gestione targata Gaetano Tedeschi. Era l’Avellino del mister Giuseppe Papadopulo che dopo tre quarti di campionato perfetto fu fatto fuori dal commenda senza troppi complimenti e rimpiazzato col più celebre ma meno preparato Zbigniew Boniek. Era l’Avellino dei due Carannante, Antonio e Roberto, di Landucci che con il rigore parato a Pescara contro il Gualdo nella finale play off divenne un eroe. Era l’Avellino di De Iulis, di Nocera, di Cudini, di Lupo, di Provitali e di Totò Fresta, ancora per molti una leggenda vivente.

E fu proprio lui a risolvere la partita disputata al Partenio contro il Nola con un bel gol in rovesciata. All’andata i bianconeri di Ciccio Esposito ebbero la meglio sui biancoverdi per tre reti ad uno. Al ritorno l’Avellino si prese la sua vendetta e, alla rete iniziale di Belotti rispose con un uno due micidiale targato Provitali-Fresta. E’ proprio l’ex bomber biancoverde, contattato telefonicamente, a raccontarci il ricordo di quella marcatura.

«Eravamo passati in svantaggio giusto? - ci dice - nonostante fossimo uno squadrone spesso passavamo in svantaggio, ma nel corso della gara eravamo bravi a raddrizzare le cose. Il divario tecnico tra le due squadre era enorme e di fronte al nostro pubblico non potevamo perdere. Pareggiò Provitali con un bel colpo di testa e poi ci fu il suo zampino sul secondo gol. Ricordo un’azione veloce con un’uscita azzardata del portiere avversario (Domenico Cecere, ndr). Pensava di lanciare la palla in tribuna e invece colpì i tabelloni pubblicitari favorendo l’immediato recupero di un compagno che riprese subito il gioco. Palla a Provitali, colpo di nuca verso il centro dell’area dove mi ero fiondato e gol in rovesciata. Ero spalle alla porta e stavo perdendo l’equilibrio, mi inventai quell’acrobazia. Andò bene».

Fresta ricorda benissimo quella stagione e di quel gol ne parla con vero piacere, il rammarico nasce quando apprende la sua Avellino dovrà ripartite dall’inferno della Serie D e da un “miniderby” contro il Nola. «Mi fa male il cuore sapere quello che è successo ad Avellino - dice - la gente non meritava questa sorte. Sono dell’avviso che sia stata perpetrata una vera e propria ingiustizia nei confronti di una piazza che dovrebbe giocare in ben altre categorie. Serie B o Serie A. Di certo non Serie D. Ma sono continuo che l’Avellino tornerà grande e ai livelli che gli competono. Bisogna solo soffrire qualche anno per poi tornare a gioire insieme».

Insieme, perché Totò Fresta si sente biancoverde nell’animo. Non è un caso che in questi giorni circola addirittura una voce che lo vorrebbe nello staff della S.S.D. Calcio Avellino come uomo simbolo di una squadra che non molla mai. Del resto Fresta incarna perfettamente lo spirito del lupo e ricoprirebbe tranquillamente il ruolo di talent scout. «Per me sarebbe un onore - dice - sapete benissimo che quando sento parla di Avellino scatto sugli attenti. Tra le altre cose avrei anche un giocatore che farebbe proprio al caso dell’Avellino».

Si chiama Davide Macellari, classe ’93, difensore centrale. Ha giocato con Arezzo, Pomezia, Racing Roma e su di lui garantisce Totò Fresta: «Conosco il cuore di questo ragazzo e penso che sposerebbe subito il nuovo progetto. E’ un ragazzo che ha fame e voglia di crescere. Ricordate questo nome, Davide Macellari». Chissà se l’affare andrà in porto.