Napoli / Stazione Marittima: Seminario formativo sul tema della immigrazione

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Tre i temi: gli aspetti relativi agli accordi con i Paesi di origine ed i Paesi terzi che fanno da transito per gli immigrati, il ruolo dell'Europa e la necessità di accordi per combattere la criminalità organizzata a livello mondiale

Stazione marittimaGiu. D’Ava. - 23.06.2018 – “Lo scenario globale di geopolitica” è stato questo il tema di un seminario formativo che si è tenuto presso la Stazione Marittina a Napoli, articolato in diversi aspetti da quello dell'immigrazione.

Al convegno sono intervenuti; Maurizio De Cesare, Gam editori, Ottavio Lucarelli, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Umberto Masucci del Comitato Atlantico, Ida Caracciolo, docente di diritto internazionale; l'ambasciatore Giovambattista Verderame; il Presidente Circolo studi diplomatici, Alessandro Passaro; il  responsabile dell’Ufficio martittimo ed economia mediterranea, Franco Roberti; lex procuratore Antimafia e terrorismo, Guiddo Grimaldi, e Roberto Spirito, che ha concluso gli interventi, denunciando i ritardi dell''Italia nelle infrastrutture portuali.

Tre i temi strettamente connessi l'immigrazione, affrontato per quanto riguarda gli aspetti relativi agli accordi con i paesi di origine ed i paesi terzi che fanno da transito per gli immigrati; il ruolo dell'Europa, che manca di coesione ma che negli ultimi tempi sul tema della difesa europea, dopo aver fallito agli albori dell'allora Comunità europea, l'ha ritrovata grazie alla scelta di disimpegno del governo di Washington; la necessità di accordi per combattere la criminalità organizzata a livello mondiale non solo, ma anche il terrorismo derivante dallo stato islamico, su cui l'Italia ha fatto scuola con strumenti di cooperazione per il contrasto alla criminalità organizzata.

Per quanto riguarda l'Europa, che  è priva di una visione di insieme, non si può non essere d'accordo con l'ambasciatore Verderame perché è proprio questo il punto dolente di un Continente diviso da sempre in ogni suo aspetto e che già a partire dal Novecento, dopo la Prima Guerra Mondiale, iniziò il suo declino nei confronti degli Stati Uniti e che ha bisogno di trovare le sue ragioni di essere.

Bene ha fatto la prof.ssa Ida Caracciolo a sottolineare la necessità di accordi con paesi di origine e di transito come la Turchia. Ma c'è un dato incontrovertibile: la Turchia quella dal volto moderno di Ataturrk Mistafa Kemal ha subito un'involuzione. Non c'è democrazia, né libertà di stampa. E ci è voluto l'intervento delle autorità tedesche e della Ue per liberare Deniz Yucel, il giornalista del quotidiano tedesco "Die Welt" inviato in Turchia. Non sempre facile un accordo, quindi, anche su altri aspetti.

Più semplice l'accordo con la Tunisia, che, sebbene di religione islamica, mantiene il carattere di stato laico e non a caso anche in piccoli comuni come Sirignano nel Baianese è venuto in visita il console tunisino a Napoli per iniziative di gemellaggio.

Altro aspetto discusso quello dei trasporti e della logistica . C’è la necessità che un Paese come l'Italia debba riacquistare un ruolo, diventa fondamentale in un contesto dove da un lato c'è la concorrenza dei porti del Nord Europa, dall’altro la Cina va acquistando un ruolo preponderante. Ma nè l'Italia, né l'Europa ha bisogno di guerre commerciali con la Cina o con altre economie emergenti. Si ha bisogno, però, di migliorare le infrastrutture dei trasporti intermodali, riducendo l'inquinamento e gli incidenti a causa dei mezzi pesanti. Va compiuto uno sforzo, dunque, ammodernando la rete del trasporto marittimo ed intermodale per recuperare competitività anche nei confronti del canale di Suez. La Cina può essere, invece, un partner importante nelle via della seta.

La scelta, in definitiva, non è quella del protezionismo, ma di una politica volta a creare strutture competitive. E la posizione geografica dell'Italia nel Mediterraneo glielo consente, recuperando così un ruolo attivo all'interno dell'Unione Europea.