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Cultura e Spettacoli

Presentato il libro “Allah Akbar - Allah è il più grande” di Giuseppe De Simone

Chiesa della Santissima Concezione, sede del Museo delle Arti Sacre in Roccarainola, 4 maggio 2018.


fileBiagio Napolitano – 07.05.2018 - Un incontro culturale, quello del 4 maggio 2018, promosso dal Museo Civico “Luigi D’Avanzo” con inizio alle ore 19.00, presso la sede del Museo delle Arti Sacre, sito nella Chiesa della Santissima Concezione, annessa alla Chiesa Parrocchiale, in Piazza San Giovanni di Roccarainola.

Viene presentato il libroAllah Akbar - Allah è il più grande”, ultima opera narrativa di Giuseppe De Simone, edita da New Media. Un romanzo che potrebbe inserirsi tra quelli catalogati come spy story, ma con interessi e ricadute globali.

La vicenda iniziale è ambientata a Roma, quartiere Esquilino, in una delle tante strade e vicoli che si collegano con la Stazione Termini, risalente all’8 settembre del 2007. A causa di una rissa e del conseguente intervento di due pattuglie di agenti, vengono ammanettati ed arrestati quattro egiziani, residenti a Roma, tra questi il più anziano, proprietario di un negozio di prodotti alimentari della tradizione araba, un certo Hashim Mandhur, al  quale viene, altresì, sequestrata una videocassetta con una scritta in arabo.

file1Dopo gli accertamenti di rito, i quattro vengono messi in libertà per mancanza di reati. Ma, a seguito della traduzione del contenuto della videocassetta, consistente in un messaggio di Osama Bin Laden ai popoli occidentali, scatta la caccia, a tutto campo, per assicurare alla giustizia i quattro scarcerati. Ciò anche per quanto scritto dallo sceicco del terrore che accusa gli stati occidentali di aver appoggiato, secondo lui, i crimini commessi dagli israeliani nei confronti dei palestinesi e quelli di Bush nei confronti dell’Iraq e dell’Afghanistan. Invita a porre fine alle guerre per evitare altri attentati e stragi, che con l’aiuto di Allah saranno compiuti nel caso in cui gli occidentali continueranno azioni belliche.

Tale il prodromo della vicenda narrata che procede nella sequenza delle pagine e dei capitoli su due binari separati, ma che hanno dei punti di incontro durante tutto il percorso. Da una parte i servizi segreti italiani, con la collaborazione della CIA, hanno messo su una complessa e sofisticata rete di indagini, di sopralluoghi, di appostamenti, di interventi, anche in ambito internazionale con la collaborazione degli stati della Nato (nel caso specifico la Turchia) per assicurare alla giustizia il pericoloso ed impassibile terrorista Hashim Mandhur.

Dall’altra, quest’ultimo, che da solo con la collaborazione di affiancatori, messi a disposizione dal movimento islamista Al Qaida, memore della sua esperienza di cinque anni di addestramento ricevuto in campo nelle montagne afgane a pochi chilometri del confine pakistano, assieme all’indottrinamento del Corano, cercava di raggiungere a tutti i costi la sua meta ultima: l’Iran, tramite la Georgia e l’Azerbaijan. Pertanto, durante tutto l’iter narrativo i vari capitoli si combinano in senso progressivo alternato, con un capitolo che tratta dell’operato dell’apparato dell’intelligence italoamericana ed un altro delle varie tappe di sosta del terrorista durante la sua fuga. Tale tecnica compositiva delle vicende e progressiva dei capitoli in senso alterno, appassiona di più il lettore e gli rende più intrigante la visione di insieme dei fatti.

È come se si assistesse ad una partita di pallone, dove le due squadre, anche se sembrano di mescolarsi tra di loro, hanno un preciso e contrapposto obiettivo da raggiungere.

Il lettore, inoltre, è coinvolto dalle dinamiche messe in campo dalla polizia internazionale nella caccia al terrorista, con l’utilizzo di tutte le risorse tecniche disponibili, compreso l’ausilio di un satellite, che segue come un segugio il ricercato in tutti i suoi spostamenti. Il terrorista, a sua volta, durante la fuga oltre al continuo travestimento, non esita un istante a liberarsi di qualsiasi elemento che possa ostacolare il suo percorso. Per tale motivo non esita ad uccidere il suo giovane compagno nel bagno della Stazione Garibaldi di Napoli e del sacerdote, che comunque lo aveva sottratto alla cattura, in una chiesa napoletana. Non batte ciglio anche nell’attentato dinamitardo provocato in un albergo di turisti ad Antalya.

Un altro elemento importante, che si può individuare nel romanzo, è la coerenza nel comportamento, sia della squadra della polizia segreta che del fuggitivo. I servitori dello Stato perseguono l’obiettivo di combattere il crimine ed il terrorismo in tutti i modi e in tutti i casi. A sua volta il terrorista, zelante seguace dell’Islam, prima di arrendersi invoca Allah con tutti i suoi nomi e ripete a memoria una sura e contemporaneamente pensa di essere stato abbandonato dalla divinità ed anche che la battaglia che stava combattendo forse non era rispondente agli obiettivi riconducibili ad Allah.

Pertanto, circondato dagli agenti di polizia non pensa al suicidio, non solo per lo spirito di sopravvivenza, ma anche perché nella lettera che gli aveva inviato Bin Laden era espressamente ribadito che nelle file di Al Qaida non vi era stato mai un caso di suicidio. Si fa ammanettare genuflesso con il volto rivolto verso la Mecca. Il suo coltello, non utilizzato per un eventuale suicidio, rimane conficcato nel terreno davanti a lui ben visibile.

A conclusione, si può constatare che l’autore del romanzo ha voluto lanciare un accorato messaggio all’intera umanità, cioè che la salvezza e la pace si possono avere solo se gli stati, i popoli, le persone, invece di lottare, combattere, iniziassero a colloquiare, a confrontarsi, liberi da pregiudizi e da ideologie esclusiviste e fondamentaliste, ritenendo che, come si legge in una sura del Corano, il male che si fa ad un singola persona si deve considerare come fatto all’intera umanità.

La cerimonia iniziata puntuale alle ore 19.00, alla presenza di un folto ed attento pubblico, si è svolta con gli interventi dell’Assessore alla Cultura, avv.to Giovanni Sirignano; del Presidente del Museo Civico “Luigi D’Avanzo, Carmine Centrella, e dei relatori presentati dalla moderatrice Elvira Amato. Primo relatore il prof. Giovanni Ariano, docente di psicologia applicata e psicoterapeuta, saggista e scrittore, che, dopo aver dato una visione di insieme al romanzo, indicando anche l’attualità degli argomenti trattati, non solo dal punto di vista politico, ma culturale e sociale, si è soffermato in particolare sui singoli personaggi e sul ruolo da essi svolto nella vicenda descritta. Per ognuno di essi ha presentato un identikit molto dettagliato, valutato non soltanto dal punto di vista comportamentale, ma anche dalle motivazioni che ne hanno determinato le scelte ed il ruolo. Si è complimentato con l’autore per la minuziosa ed approfondita descrizione dei luoghi, che solo un visitatore degli stessi poteva così abilmente conoscere. Così anche per la indicazione esatta degli avvenimenti, secondo un calendario ed una cronologia prettamente scientifica. In ultimo per le espressioni, le frasi ed il linguaggio usato dai personaggi rispondente ad litteram a quello proprio degli operatori dei rispettivi settori o ruoli.

La prof.ssa Pina De Simone, docente di etica e filosofia delle religioni, presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e direttore della rivista Dialoghi, oltre a dare una valutazione positiva del romanzo, non solo dal punto di vista narrativo e degli argomenti trattati, di grande attualità e problematicità, si è soffermata sul realistico contenuto delle vicende narrate e sulle domande che esse pongono in modo particolare alla nostra civiltà ed ai rapporti interpersonali non sempre votati al bene comune.

L’autore del romanzo, Giuseppe De Simone, laureato in Economia e Commercio, con una esperienza professionale alle spalle maturata sia all’estero a Londra che in Italia, a Roma e a Napoli, come consulente immobiliare, ha, tra l’altro, confermato che è stato spinto a scrivere e pubblicare due romanzi ed una raccolta di racconti, non solo per dare un messaggio forte di ravvedimento e cambiamento nei modi di vivere, di pensare e di agire agli uomini del nostro tempo, ma per sentirsi libero e scrollare di dosso i lacci che imbrigliano la nostra autonomia morale ed esistenziale.

L’intervento del giornalista Rosario Scavetta, editore del romanzo con la casa editrice New Media, dopo aver dato un giudizio positivo dell’opera e della rilevanza culturale e sociale della stessa, ha narrato un particolare simpatico ma molto efficace. Quando gli è stato recapitato il manoscritto del romanzo, ne ha letto qualche capitolo che ha ritenuto di grande attualità e di grande valore letterario. Ha passato, poi, tutto il fascicolo alla sua segretaria per una eventuale revisione, prima di decidere se pubblicarlo o meno. La risposta della segretaria è stata di mandarlo subito alla stampa così com’era.

Il sindaco di Roccarainola, avv. Raffaele De Simone, a sua volta, ha ricordato che suo fratello Giuseppe è stato sempre molto estroverso ed interessato alle problematiche economiche e sociali del nostro tempo, nonché molto attento anche alle vicende familiari, tanto da spingerlo a non anteporre l’interesse per il gioco del pallone allo studio.

Il raccolto della vendita dei libri è stato interamente devoluto all’Associazione A.D.M.O.S.

La cerimonia è terminata con un caloroso e scrosciante battito di mani da parte di tutti presenti.