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Longobardi in Mostra a Pavia, Napoli e San Pietroburgo

Un popolo che cambia la storia. Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 21 dicembre 2017 al 25 marzo 2018

Mostra sui Longobardi banner web 1280x500Pietro Luciano – 10.02.2018 - Dopo il successo a Pavia, dove era stata il 26 agosto 2017, in attesa di approdare all’Ermitage di San Pietroburgo ad aprile 2018,  ‘Longobardi un popolo che cambia la storia” si è aperta il 21 dicembre 2017 al MANN,.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ancora una volta, dunque, è stato scelto per un’importante mostra che, dopo Pavia e Napoli, si terrà a San Pietroburgo. Una mostra epocale,quella sui Longobardi, la più grande mai realizzata sul popolo “dalle lunghe barbe”.

Susanna Zatti, direttrice dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia, e Paolo Giulierini, direttore del MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli, hanno siglato l’atto ufficiale che definisce la collaborazione per la realizzazione dell’esposizione, alla presenza del Sindaco pavese Massimo Depaoli, l’Assessore alla Cultura Giacomo Galazzo e Maurizio Cecconi, Segretario Generale di Ermitage Italia.

longobardi corona 600x375Secondo quanto riportato da Paolo Diacono nella Historia Langobardorum, i Longobardi giunsero in Italia intorno al 568 d.C. al seguito del loro re, Alboino. Questa popolazione, di origine germanica, lasciò la regione della Pannonia, l’attuale Ungheria occidentale, penetrando nella penisola italiana dal nord-est: Aquileia, Cividale e Padova furono le prime città conquistate, cui seguì Pavia, divenuta poi capitale del regno. In seguito,data l’instabilità politica, diverse schiere di Longobardi si mossero verso l’Italia centro-meridionale.
Nell’agosto del 570 d.C. iniziò la penetrazione dei Longobardi in Campania. Qui le popolazioni locali, già stremate dalle guerre greco gotiche, si lasciarono facilmente conquistare. Dapprima essi si insediarono nel Sannio, fondando il Ducato di Benevento. Di lì la conquista si estese a gran parte della Campania: fecero parte del Ducato le città di Nocera, Nola e la piana vesuviana, Capua, Atella ed Acerra; esclusa Napoli.
Seguì l’invasione della fertile Terra di Lavoro ed infine l’occupazione di Salerno. A questo punto i possedimenti longobardi arrivarono a comprendere gran parte dell’Italia Meridionale e presero il nome di Langobardia Minor (insieme al Ducato di Spoleto).

Il dominio nell’Italia meridionale durò con alterne vicende oltre quattro secoli, sino ai primi decenni dell’XI secolo con l’arrivo nella regione dei Normanni.