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Incendio Cereria Nappi, condannato il proprietario del capannone industriale. Esulta il Forum Ambiente Area Nolana

Quattro anni e mezzo dopo il 14 luglio 2013, si conclude la vicenda dell’incendio Cereria Nappi, che distrusse l’area PIP di Saviano, localizzata a ridosso dell’abitato di via Polveriera a Nola.

incendio tessile polvicaN.R. - 28.11.2017 - Il Tribunale di Nola, nella mattinata del 28 novembre, ha condannato il proprietario del capannone industriale, F.B., a un anno di reclusione e al pagamento delle spese processuali, oltre al risarcimento provvisionale di 50mila euro per la compagnia assicurativa. In precedenza, il proprietario della cereria C.N. era già ricorso al patteggiamento della pena.

Soddisfazione da parte del Forum Ambiente Area Nolana, parte civile nel procedimento penale, che ha ottenuto il riconoscimento del danno ambientale causato dall’incendio.

L’enorme rogo fu domato dai Vigili del Fuoco solo dopo una settimana, con esalazioni nocive di fumi durate per oltre un mese, che provocarono sintomi da intossicazione acuta tra i residenti della zona.

L’assenza delle istituzioni ha costretto l’associazione a sostituirsi ad esse, affrontando da sola l’intero iter processuale, incaricando il legale Felice Petillo e l’ingegnere Nello De Sena come consulente tecnico di parte, ottenendo oggi un risultato che poteva essere più incisivo e condiviso.

Sono rimaste, infatti, lettera morta le richieste inoltrate ai Sindaci di Saviano, Carmine Sommese, e di Nola, Geremia Biancardi, a cui il Forum Ambiente chiedeva la loro costituzione di parte civile, in rappresentanza delle comunità locali così gravemente colpite.

Né l’Asl Napoli 3 Sud, né le amministrazioni comunali diedero indicazioni alla popolazione sui comportamenti da osservare, se non un banale manifesto a due settimane dall’accaduto. Né tanto meno furono chieste analisi approfondite all’Arpac, se non dietro le pressioni dei residenti e delle associazioni ecologiste. Un’imperdonabile superficialità viste le contraddizioni presenti nelle indagini dell’Arpac, che evidenziarono la presenza di fumo bianco e odore di citronella, elementi in contrasto con la realtà immortalata da foto, video e testimonianze dei residenti.

Concluso il processo, resta in primo piano la questione sanitaria e ambientale. I resti degli stabilimenti incendiati sono, infatti, ancora presenti in loco, nell’attesa di una bonifica. Se non messi adeguatamente in sicurezza e rimossi, questi residui possono avere un grave impatto sull’ambiente e l’incolumità pubblica.

Ad oggi, inoltre, risulta ancora senza esito il procedimento avviato presso la Procura della Repubblica, nato dallo stralcio del processo appena conclusosi, che indaga sul reato di adulterazione colposa di sostanze alimentari (art. 440 del codice penale) e sulle responsabilità del mancato intervento degli organi istituzionali preposti.

Il Forum Ambiente Area Nolana intende continuare a monitorare la vicenda ambientale e l’azione giudiziaria in tutte le sedi, affinché la cittadinanza possa ottenere il giusto risarcimento.

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