Mugnano del Cardinale:Gerardo Bruno ha presentato il libro “Il sogno del guerriero. Le Forche Caudine”

Manifestazione organizzata dalla Pro Loco “Rimettiamoci Insieme”.

Copertinalibro Bruni Biagio Napolitano – 30.10. 2017- Sabato 21 ottobre alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Mugnano del Cardinale, in Piazza Umberto I, accanto al Santuario di Santa Filomena, si è tenuto un incontro culturale, organizzato dalla Pro Loco “Rimettiamoci Insieme”, per la presentazione del romanzo storico di Gerardo BrunoIl sogno del guerriero. Le Forche Caudine”.

Un folto pubblico di “intenditori” riempiva la sala, alcuni in piedi o sull’uscio dell’entrata ed oltre. Dopo il saluto di benvenuto del Presidente della Pro Loco, Mario Giuseppe Cuomo, che ha parlato anche dell’impegno dell’Associazione per il territorio con l’organizzazione di manifestazioni mirate e di presentazione libro Bruno 1 Copiaqualità, sia a carattere sociale che ambientale e culturale, come appunto la presentazione del lavoro di Gerado Bruno, e l’invito ai presenti a partecipare alle “Invasioni barbariche” in programma domenica 22 ottobre, è intervenuto il prof. Pietro Luciano, direttore del Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri” e direttore di redazione de Il Meridiano.

Ha ringraziato il Presidente della Pro Loco, per il suo generoso impegno in attività e manifestazioni votate a potenziare il senso di identità e di appartenenza che anima la cultura locale.

presentazione libro Bruno 2 CopiaPoi ha presentato l’autore: irpino di nascita e di formazione, è nato a Montella e lavora presso l’Ufficio Tributi del Comune; ha scritto due commedie teatrali e collabora al periodico Il Monte; il romanzo storico “Il sogno del guerriero. Le Forche Caudine” è la sua prima esperienza in questo campo.  

Di seguito chiarisce che il lavoro del Bruno è un romanzo storico, che ha nell’episodio delle Forche Caudine, svoltosi nel 321, nel corso della Seconda Guerra Sannitica, l’avvenimento attorno a cui si sviluppa il racconto storico che fa riferimento a Livio (Storie, IX, 5), mentre la parte romanzata del libro è rappresentata dall’avventura amorosa in Capua di Argon, secondogenito di Teodoro, il Meddix degli Hirpini, e del suo inseparabile amico Erennio.  

Ha letto il passo dello storico Livio, sulla battaglia delle Forche Caudine, e si è, inoltre, soffermato sul procedimento del passaggio dei Romani sotto le forche: nudi, ad uno ad uno, svergognati da parte degli assalitori.

Circa la località dove è avvenuto l’episodio, cita, poi, Tito Livio, che, nel suo “Ab urbe condita libri”, descrive una stretta vallata con due valichi all’ingresso e all’uscita. Gli storici propendono, pur in presenza di molte contraddizioni, nel riconoscere nella descrizione dello storico romano la Valle tra Arpaia e Arienzo.

presentazione libro Bruno 3Altri interrogativi  evidenziati sono il numero dei soldati presenti al momento del non scontro e le motivazioni che hanno portato prima i Romani ad arrendersi senza combattere, poi i Sanniti a lasciare liberi i Romani, pur dopo averli sottoposti all’umiliazione delle forche.

Il prof. Luciano ha anche risposto ad un chiarimento richiesto dal prof. Giovanni Colucci, presente in sala, circa la posizione ed il coinvolgimento di Abella-Avella sulla diatriba tra Romani e Sanniti.

È intervenuto, quindi, il dott. Matteo Vasta che, in modo simpatico e con un intercalare dialettale, ha esposto il suo punto di vista sulle modalità di intervento dei Sanniti nelle guerre: non proprio come soldati professionisti, ma come contadini, pastori, agricoltori, chiamati alle armi solo per quanto era necessario e, comunque, per un tempo limitato.

Ha confermato quanto esposto dal prof. Luciano, in modo più esplicito il trattamento vergognoso a cui vennero sottoposti i soldati romani, che comunque, non potevano essere molto numerosi. Ciò in quanto che ad uno ad uno attraversarono un percorso vallivo, in caso contrario avrebbero coperto decine e decine di chilometri e non un tratto di poche centinaia di metri, come si pensa sia avvenuto nell’area delle Forche Caudine.

presentazione libro Bruno 4 CopiaL’autore, infine, appassionato di storia ed in particolare di storia locale, esordisce col dire di essere stato sui luoghi in cui è avvenuta la disfatta dei Romani e, seguendo l’indicazione data da un aviatore telesino, che, durante la Seconda Guerra Mondiale, sorvolò l’area in questione, è riuscito ad individuare la parte valliva più rispondente alle vicende storiche accadute nel Sannio nel 321 a. C., area confermata da ulteriori ricerche dopo il 1990.

Gerardo Bruno, è riuscito, nel suo romanzo, a fondere insieme vicende storicamente narrate da Tito Livio, con altre di fantasia, da vero sognatore, utilizzando spesse volte la forma dialogica come mezzo più immediato per animare gli avvenimenti, rendendoli quasi speculari al presente, un presente fluido e problematico.

Il romanzo si chiude con il riferimento ad una notte di festa per il ritorno dei vincitori sanniti nella loro terra, nelle loro case, con un trofeo di guerra infagottato ed aperto poi davanti alla folla esultante: l’insegna dell’Aquila Romana. “Era sinonimo di potere e rappresentava Roma stessa […]”, come si legge nell’ultima pagina del romanzo, “la notte di festa stava per iniziare. L’odore della carne arrostita inebriava l’aria ed il vino iniziava a scorrere […] la Luna osservava tutto […]”.

L’incontro termina, dopo circa due ore trascorse lungo i fili invisibili di una fantastica e piacevole moviola.

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