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Cultura e Spettacoli

Napoli /Galleria Borbonica: 9a edizione di Arte e Moda prendono forma

locandina Loro di NapolinIn mostra: Antonio De Rosa, Annamaria Volpe, Salvio Parisi, Nunzio Meo, Mena Pezzullo, Domenico Sepe, Gaetano Di Maiolo, Francesco Scardaccione e Roberto Pierucci, Sara Tonello, Mariella Ridda, Mario Cicalese, Corrado Pastore, Aurora Cimmino, Peppe Avolio, Oxalab, Mario Sepe, Rosario Manco, Violante Varriale e Gianpiero D’Alessandro.

Performance live con i ballerini della “Mart Company” diretti da Marco Auggiero, il mascheraio Luca Arcamone, la bodypainter Weronique Art, la compagnia di danza Malaorcula & HDemia Artystry a cura di Valerio Guidorizzi e Marcella Martusciello, la make up artist Tiziana Costanzi, il corpo di ballo “Imperfect Movement”, coreografato da Valeria Papale e l’artista Alfonso Trillicoso che realizzerà vignette per il pubblico, ispirandosi al mondo “Ham”, l’hamburger gourmet.

Partner dell’iniziativa Orma, Etienne, REBB, Concettina ai Tre Santi, Big Mountain, Ham, Team Leo​, Alba Catering,​ CSF Centro Servizi e Formazione​, Sorrentino Vini.

Nunzio MEO presenta due installazioni per LORODINAPOLI: “ Scaramatici “  e  “ Il Cuore dei napoletani “. .

2017 02 25 18.13.31 resized 1Massimiliano Coppola – 24.03.2017 - Il maestro Nunzio Meo per la nona edizione “ LORODINAPOLI ” di Arte e Moda prendono forma, un evento esclusivo ideato e curato da Ludovico Lieto e Valeria Viscione, presenta due grandi scenografiche installazioni, che ricoprono alcuni ambienti sotterranei, pareti e cunicoli della Galleria Borbonica.

I lavori s’ispirano alla comunicazione di massa e alla cultura pop napoletana, dove è chiaramente percepibile un programma iconografico, ispirato al confronto tra il sacro e il profano. Tutta la composizione è costruita secondo un lettura chiara e semplice, quasi immediata. Simboli, icone della città di Napoli, umorismo e scaramanzia sono tematiche che si intrecciano nelle sue Nunzio Meo 1due installazioni: la prima sono oggetti luminosi dal titolo Scaramantici (cabala, numeri, scritte, versi di canzoni, figure del santo patrono, pulcinella, corni) lavorati e incisi a fuoco.

La seconda installazione dal titolo Il Cuore dei napoletani (è un omaggio al popolo napoletano, una enorme raggiera dorata sull’esempio dell’estensorio della teca del sangue del Santo), al centro vi è un grande cuore rosso anatomico e un piatto bianco posto sotto, quest’ultimo, funge da raccoglitore del sangue, e rimanda al miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro; così, in modo simbolico, vuole rappresentare la passione, l’amore e il sacrificio dei napoletani come miracolo quotidiano a difesa della propria città, una missione di fede nel ricordo del loro amato Protettore. Nunzio Meo Il sangue dei napoletani 2L’artista ci ricorda che il vero miracolo siamo noi  “ Il popolo napoletano ” il vero ORO DI NAPOLI presente alla Galleria Borbonica per Arte e Moda Prendono Forma, con le nostre eccellenze in ogni campo e nelle diverse espressioni artistiche.

Il maestro Nunzio Meo riflette e induce alla riflessione l’osservatore, su come le immagini derivate da una cultura popolare secolare  influenzino la vita quotidiana dei napoletani. L’intento è quello di creare un’arte che elimina la separazione tra cultura “bassa” e cultura “alta”. Sperimenta tecniche inedite, utilizza per le sue opere materiali poveri di riciclo: rete metalliche, carta, fogli di spugna espansa, pasta alimentare, con cui costruisce la raggiera dell’estensorio, e gli oggetti d’arte illuminati con luce di torce a led, etc. L’insieme è assemblato con originale creatività, creando un effettospiazzantenello spettatore con nuovi oggetti da design, e adopera un codice che diventa sempre più ricco e complesso.

Nunzio Meo 3Tuttavia, il tono ironico e umoristico di alcune immagini, propone come forma di riscatto dellanapoletaneità”, senza avere nessuno intento polemico nei confronti della cultura popolare, si limita a rendere evidente un dato oggettivo della realtà quotidiana e riconosce senza ipocrisie che l’arte stessa deve misurarsi con il sostrato culturale di Napoli, coniugando il sacro (San Gennaro) e il profano (Pulcinella, corni, cabala, ferri di cavallo, etc). Il maestro, collegandosi a queste icone e simboli, si muove come un antropologo, studia, si documenta ed analizza le tradizioni. La sua ricerca ci riporta ai vari simboli fallici, molto vicini nella forma al famoso “curniciello” rinvenuti anche negli scavi di Pompei e Ercolano e al medioevo, in cui il corno rosso aveva addirittura virtù magiche e esoteriche, al punto che chi lo possedeva, aveva la forza di allontanare le potenze maligne. I napoletani hanno fatto della superstizione un loro tratto distintivo, e tuttavia, nonostante sia considerata peccato nel cristianesimo, a Napoli, la superstizione/scaramanzia e il cristianesimo convivono sullo stesso piano culturale e socialeEsempi di questo dualismo si notano in molte case napoletane del centro storico, dove sono messi in bella vista cornicelli o ferri di cavallo, talvolta abbinati ad un crocefisso, mescolando così il sacro e il profano.

Nunzio MeoCome nelleparole in libertà” di Marinetti, dove gli elementi visivi e verbali si intrecciano, anche Meo usa le parole e le scritte con un valore semi-ideografico. Nello stesso tempo, nelle sagome illuminate di Meo ritornanola commistione di sistemi di rappresentazione visivi e verbali, fonti importanti per la pop art. Inoltre, la continua rappresentazione di simboli “cabalisticinon significa per l’artista contestualizzare una banale e artificiosa maniera, sociale e popolare, ma sono aspetti interessanti, su cui hanno riflettuto, anche studiosi del passato, basta ricordare nel Rinascimento gli studi sulla Cabala Cristiana di Pico della Mirandola, che la espose nel suo “Conclusioni filosofiche, cabalistiche e teologiche”.

La Mostra si inaugura il 26 marzo alle ore 19.30

Organizzazione: Associazione Borbonica Sotterranea di Gianluca Minin

Location: Galleria Borbonica di via Morelli a Napoli

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