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Cultura e Spettacoli

Il Teatro Comunale “D. Biancardi” di Avella ospita la “Mela” con la commedia in due atti di Eduardo “ Ditegli sempre si”

La Compagnia Teatrale Avellana si misura con il tema della follia, nel lavoro scritto negli anni ’20 dello scorso secolo, ma di sorprendente attualità.

 

15977832 1753174508333869 2441207540558624443 nSaverio Bellofatto – 08.02.2017Per il ritorno della “Mela” al Teatro Comunale “D. Biancardi”, Riccardo D’Avanzoanimadell’Associazione Mela, regista e attore insieme a Annamaria Montuori, Rosario Amato, Carmen Canonico, Pietro Grasso, Anita Scotti, Fulvio Cervellone, Serena Bianco Bevilacqua, Vito Molaro, Carmela Gaglione, Pasquale D’Onofrio, Paola Gigante, Nicola D’Anna e Ernesto Sasso, ha scelto di misurarsi con il teatro di Eduardo ed ha scelto un lavoro, scritto negli anni venti per la compagnia di Scarpetta, di una sorprendente attualità:

Il tema è la follia, che, nonostante la chiusura dei manicomi, ancora oggi è oggetto di tabù e di discriminazioni. La trama narra che Michele, appena uscito dal manicomio, viene accolto da sua sorella Teresa, badando però di non far sapere a nessuno della sua follia, perché le malattie mentali difficilmente vengono comprese o considerate tali. Infatti si accettano tutte le malattie, ma non quelle psichiche.

locandina mela ditegli sempre si 347x197La follia, l’estraniazione, la difficoltà di comunicazione tra normali e folli, sono al centro della commedia di Eduardo, Ditegli sempre di sì. Ai pazzi bisogna sempre dire di sì, bisogna assecondarli, per prevenire gesti inconsulti. Ma Michele, il pazzo diEduardo, non è consapevole della sua follia, o meglio la vede riflessa in altri, in Luigi, un attore, letterato perdigiorno che si è innamorato di Evelina, la donna che Teresa vorrebbe far sposare a Michele. Il pazzo sembrerebbe a volte essere più lucido dei normali; in fondo le sue azioni strampalate spesso mirano al bene, come quando comunica ad Attilio la morte del fratello, Vincenzo, solo per far sì che i due si incontrino e facciano pace. Ma è proprio dagli equivoci, generati dalle azioni, dalle bugie di Michele, che scaturisce la comicità.

Eduardo spazia dalla Commedia dell’Arte al teatro di Pirandello, soprattutto nel secondo atto, quando la finzione viene smascherata ed emerge il punto di vista relativo, quello di un folle, che, attraverso le sue menzogne, aveva confezionato una realtà verisimile. Una commedia questa dove c’è chi riesce sempre a spuntarla come l’attore Luigino o come Michele.

Invece, il pazzo non capisce l’arte dei folli e continua a ricercarne e pretendere una spiegazione razionale. Una performance paradossale,dunque, assai divertente, che suscita il riso in quanto si ripete, ma testimonia il dramma del pazzo, di colui che la società non accetta, perché imprevedibile, pericoloso, e che è destinato ad essere emarginato.

L’appuntamento è di quelli da non perdere, che vede un’organizzazione perfetta con direttore di scena Umberto Albanese, coadiuvato da Antonio Siconolfi, Francesco Ciardi, Antonio Tedesco, Luca D’Avanzo, Massimo Gaglione; i Costumi ed i trucchi sono di Antonietta D’Anna, Maria De Stefano, Michela D’Avella; la Gestione organizzativa è di Francesco D’Anna; la Grafica della Genial Communication.

Per informazioni e prenotazioni tel. 328 2888577 e 392 8827583

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