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AVELLA-BAIANO-SPERONE: LA GESTIONE IN HOUSE DEI SERVIZI IDRICI OBIETTIVO REALE. SI’ ALLA CONSERVAZIONE DEL CONSORZIO

Deliberata, con gli specifici provvedimenti, dalle Giunte municipali di Avella, Baiano e Sperone la richiesta all’Ente di governo d’ambito per l’accertamento dei requisiti di legge, mirati sulla conservazione della programmazione e della gestione dei servizi idrici integrati, che sono in capo al Consorzio intercomunale di fatto, operante da oltre un secolo.

La richiesta è basata sulle disposizioni normative, in deroga al codice dell’ambiente e favorevoli alle gestioni già esistenti, che vantano efficienza ed economicità nelle prestazioni dei servizi; disposizioni, che riguardano i Comuni, che rientrano nei Parchi montani o nelle aree naturali protette.  Avella, Baiano e Sperone fanno parte del Parco regionale del Partenio e nei loro territori dispongono di sorgenti pregiate, con servizi gestiti in economia e con efficienza          

municipio1Gianni Amodeo - 08\07\16 - Si richiamano al protocollo d’intesa, sottoscritto nel 2010, con cui assumevano l’impegno a dare continuità alla gestione intercomunale dei servizi idrici integrati; protocollo d’intesa presentato il 6 dicembre dello stesso anno nella Conferenza dei servizi, svoltasi nella sede dell’Ato Avellino-1. Sono i deliberati  approvati all’unanimità dalle Giunte municipali delle civiche amministrazioni di Avella, palazzo baronale avellaBaiano e Sperone, con unico destinatario il competente Ente di governo d’ambito per i servizi idrici, qual è ancora l’Ambito territoriale ottimale di Avellino, sottoposto a regime commissariale, come tutti gli Ato della Campania, in attesa che si apra l’itinerario della normalità, in applicazione della normativa regionale “licenziata” nel 2015, per disciplinare e riordinare l’intero e complesso settore. 

comune di baiano1Gli atti prospettano all’Ente chiamato in causa la richiesta di accertamento della sussistenza dei requisiti, per l’osservanza dell’art.147 del comma 2-bis del Decreto legislativo n.ro 152 del 2006; sono i requisiti, che permettono la deroga al Codice dell’ambiente, in relazione alla disciplina generale e unificante dei servizi idrici integrati sui territori. E’ la deroga riservata alle gestioni in atto ed in forma autonoma, di cui siano responsabili i Comuni classificati montani e che rientrano nei Parchi naturali o nelle Aree naturali protette. La deroga è ammissibile, in specifico, a fronte dell’approvvigionamento idrico da fonti “qualitativamente pregiate” e da “sorgenti ricadenti” proprio nell’ambito dei Parchi e delle Aree.

Acqua Palumbo 1A far da corollario, l’altro elemento fondamentale per il riconoscimento della deroga, è costituito dalla prova che attesti “l’utilizzo efficiente della risorsa (idrica) e la tutela del corpo idrico”, di cui sono affidatarie le gestioni comunali in forma autonoma. Sono condizioni pienamente soddisfatte dallo stato dei tre Comuni, che afferiscono allo stesso Consorzio di fatto operativo da oltre un secolo per l’autonomia gestionale dei servizi idrici, anche se non formalizzato sul piano giuridico-legale. Una carenza nettamente superata dai deliberati di Giunta appena approvati dalle tre amministrazioni.

I deliberati della tre Giunte hanno il senso di volontà istituzionale chiara e corrispondono alle ragioni amministrative funzionali alla “conservazione” dell’attuale Consorzio di fatto, in virtù del quale le amministrazioni di Avella, Baiano e Sperone gestiscono i servizi idrici in economia, sia con costi bassi che con tariffe contenute e con l’efficienza degli stessi servizi erogati. Fattori- si legge negli atti deliberati- “che rendono la gestione diretta non distorsiva della concorrenza ossia comparativamente non svantaggiosa per i cittadini rispetto ad una modalità alternativa”.

                                L’AUTONOMIA FUNZIONA E LE SORGENTI AVELLANE DEL CONSORZIO

Loc. Acqua Palumbo. A centroToppola Grande 1024x380E’ la prospettiva, quella della conservazione del Consorzio di fatto, di cui un riferimento specifico è ravvisabile nella Convenzione che la Cassa del Mezzogiorno stipulò nel 1961 con le amministrazioni di Avella, Baiano e Sperone, per affidare alla loro gestione le opere che aveva realizzato per l’integrazione e la sistemazione dell’acquedotto esistente. E con la stessa stipula convenzionale, la CasMez incrementò la capacità delle risorse idriche dei servizi della rete acquedottistica del territorio, conferendo ai tre Comuni le sorgenti di Sant’Egidio e di Sambuco, con tutti i manufatti e serbatoi, che lo stesso Organismo governativo che, tra gli anni ’50  e ’60 del secolo scorso attò il programma delle grandi opere infrastrutturali, di cui avevano bisogno le regioni meridionali, da quelle per la viabilità ordinaria e rurale a quelle per le idrostrutture.

monti avella 1E così due sorgenti dal getto notevole si aggiunsero alle quattro sorgenti, di cui il Consorzio già disponeva. Erano denominate Acque basse e sono le attuali Tre fontane, Fontanelle, Peschiera e Abate Gregni. Uno stato complessivo che determina l’auto-sufficienza dell’approvvigionamento idrico per le comunità cittadine, anche in ragione dei serbatoi, alimentati con impianti di sollevamento elettrico  dalle risorse dei pozzi, che negli ultimi decenni le amministrazioni, con i finanziamenti della CasMez  hanno realizzato, per attingere direttamente alle falde acquifere pedecollinari ed immettere in rete i relativi flussi di acqua per quanto sia “pesante” in se stessa, per quanto buona per gli usi domestici, e non comparabile alla qualità e alla leggerezza di quella delle sorgenti e di “caduta diretta”. 

Dettaglio scontato: le sorgenti della rete acquedottistica intercomunale fanno parte della dorsale dei Monti Avella, cuore del Parco regionale del Partenio