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NUOVO PIANO REGIONALE RIFIUTI: ECCO PERCHÉ NON SERVE UN ALTRO TERMOVALORIZZATORE

mappa rifiuti campaniaAntonio Caccavale – 03.09.2015 - Il Piano regionale dei rifiuti, recentemente modificato dalla Giunta De Luca, affronta il problema dello smaltimento delle eco balle con piglio deciso, nell'intento di portarlo a conclusione in tempi ben definiti.
I rifiuti stoccati in forma di balle dislocate in diversi siti della nostra Regione ammontano a cinque milioni e 600 mila tonnellate. È proprio l'enorme quantità delle "eco balle" che ha indotto l'esecutivo regionale ad escludere che il loro smaltimento possa avvenire attraverso un unico intervento tecnico, e cioè solo attraverso la termo combustione. In seguito ad analisi preliminari effettuate, anche avvalendosi dell'ausilio di istituti universitari campani, è emersa la necessità di prevedere tre distinte e parallele soluzioni di intervento:
a) destinare le balle di rifiuti stoccate presso i siti con minori quantità al recupero energetico in impianti di trattamento termico sul territorio nazionale o internazionale nel rispetto della vigente normativa;
stir-tufinob) prevedere il potenziamento e la riqualificazione funzionale dell'impianto STIR di Tufino e di Giugliano. In particolare la riqualificazione dello STIR di Giugliano è volta a destinarlo unicamente al recupero di materia dai circa due milioni di tonnellate di balle stoccate nel sito in adiacenza. La parte composta prevalentemente da una frazione organica ampiamente stabilizzata e da frazioni miste residuali secche difficilmente differenziabili, potrebbe essere utilizzata per la ricomposizione funzionale di cave dismesse sul territorio regionale. Ad evitare qualunque tipo di rischio ambientale ed aumentare la compatibilità sociale dell'intervento, tali cave saranno attrezzate con i presidi ambientali previsti dal D.Lgs. 36/2003. Il potenziamento dello STIR di Tufino, invece, sarà indirizzato a garantire il funzionamento del ciclo ordinario di gestione della frazione residua di rifiuti, attualmente destinata agli impianti di Tufino e Giugliano.
c) prevedere il potenziamento e la riqualificazione dell'impianto STIR di Caivano per destinarlo al trattamento congiunto dei rifiuti attualmente ad esso afferenti e delle balle stoccate nei siti di Caivano e di Villa Literno, attraverso linee indipendenti. Come già indicato per l'impianto di Tufino, al completamento delle lavorazioni delle balle stoccate a Caivano ed a Villa Literno, anche l'impianto di Caivano sarà messo a servizio del territorio per la lavorazione della frazione secca differenziata.
EcoballeCome ben si può notare la chiave per una gestione diversa del problema delle "eco balle" sta, in gran parte, nella riqualificazione degli impianti Stir, in particolare quelli di Caivano, di Giugliano e di Tufino.
In realtà ad essere in grado di "lavorare" maggiori quantitativi di rifiuti sono tutti e sette gli Stabilimenti di Tritovagliatura e Imballaggio dei Rifiuti della Campania, prova ne sia la loro palese sottoutilizzazione, così come è stato possibile rilevare dai dati trasmessi dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) in data 28 luglio 2015 al Ministero dell'Ambiente.
A fronte di una potenzialità di 116.100 tonnellate annue, nel 2014 l'impianto di Pianodardine ha trattato 55.955 tonnellate di rifiuti; su una capacità di 98.885 tonnellate, l'impianto di Casalduni ne ha trattato 41.055; l'impianto di Santa Maria Capua Vetere ha trattato 200.550 tonnellate invece delle possibili 361.700; rispetto ad una capacità di 607.000 tonnellate, l'impianto di Caivano ne ha lavorato 358.219; su un potenzialità di 451.000 tonnellate, Giugliano ne ha trattato 234.804; su una capacità di 406.600 tonnellate, l'impianto di Battipaglia ne ha lavorato 181.755; l'impianto di Tufino, che sarebbe in grado di trattare 459.300 tonnellate, ne ha lavorato 236.972.
Esistono margini notevoli per incrementare l'attività degli stabilimenti di tritovagliatura, alcuni dei quali sono anche in grado di stabilizzare importanti quantitativi della frazione organica derivante dal trattamento dei rifiuti indifferenziati.
Corte di Giustizia Europea -SedeAttraverso una serie di dati incontrovertibili, la Giunta De Luca ha anche dimostrato quanto siano errate le valutazioni sulla base delle quali la Corte di Giustizia europea ha sanzionato la nostra Regione: "Le carenze della filiera impiantistica regionale sanzionate dalla Corte di Giustizia Europea – è scritto nelle considerazioni conclusive degli Indirizzi per l'aggiornamento del piano - sono state identificate sulla base delle stime previsionali effettuate nel 2010. Tali previsioni, in ragione del mutato contesto socio-economico ed amministrativo, non si sono realizzate e, allo stato attuale, la condizione del sistema regionale di gestione dei rifiuti risulta caratterizzata da un fabbisogno impiantistico profondamente differente, soprattutto in ragione del consolidarsi di pratiche di raccolta differenziata sempre più efficaci. (...) Per quanto attiene gli impianti di trattamento termico, l'analisi dei dati mostra come, in condizioni ordinarie del ciclo di gestione dei rifiuti urbani, la capacità operativa del termovalorizzatore di Acerra sia sufficiente a garantire il trattamento della frazione secca trito vagliata".
acerra - termovalorizzateI tecnici incaricati dal presidente De Luca hanno evidenziato che, considerando il trend positivo della raccolta differenziata nella nostra Regione, a fronte di una capacità di termodistruzione di 700 mila tonnellate annue, nel 2019 il termovalorizzatore di Acerra potrà disporre di un quantitativo di sole 672 mila tonnellate da incenerire. In pratica, non si farebbe in tempo a costruire un nuovo termovalorizzatore che già a quello di Acerra mancherebbero importanti quantità di rifiuti da bruciare.
Diverso è, invece, il discorso degli impianti di trattamento biologico (compostaggio). La nostra Regione ha urgente bisogno di dotarsi di nuovi impianti, stante il fatto che su una quantità di 527.000 tonnellate annue, oggi siamo in grado di trattare solo 223.000 tonnellate di rifiuti organici.