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Tufino: sigilli a un'impresa edile di 10.000 mq.

Stoccati, in assenza di autorizzazione, rifiuti speciali derivanti da attività di costruzione e demolizione. L'imprenditore e i suoi tre figli denunciati per reati ambientali.

Tufino - sigilli05.09.2014 - Sigilli a un'impresa edile di Tufino e denuncia penale per l' imprenditore e i suoi tre figli. Gli agenti del Distretto Nolano della Polizia Provinciale, agli ordini del comandante Lucia Rea e del responsabile del Distretto, Andrea Valente, hanno effettuato un maxi sequestro in un'area di circa 10.000 metri quadrati dove erano stoccati abusivamente alcuni rifiuti speciali derivanti dall'attività imprenditoriale.
I poliziotti, portatisi sul posto, hanno ritrovato considerevoli quantitativi di rifiuti speciali, derivanti dall'attività di costruzione e di demolizione che l'azienda effettuava illecitamente. L'impresa, oltre a non avere l'autorizzazione a stoccare i rifiuti, li depositava anche lasciandoli esposti agli agenti atmosferici, in un'area completamente non a norma in quanto priva di pavimentazione, di impermeabilizzazione e di impianti di raccolta delle acque meteoriche o di dilavamento.
Sul posto gli agenti hanno trovato anche la presenza di un grosso impianto di frantumazione fisso per le emissioni in atmosfera, senza autorizzazione. Pertanto è stato effettuato il sequestro del terreno e di una considerevole quantità di rifiuti speciali, pari ad alcune decine di metri cubi.Sono stati sottoposti a sequestro anche veicoli, autocarri, un escavatore utilizzato per la movimentazione dei rifiuti, pneumatici, attrezzatura varia, ed un impianto fisso di trattamento dei rifiuti, utilizzato per la frantumazione dei materiali inerti. Il gestore dell'impresa, G.C., e i tre figli sono stati così denunciati con l'accusa di reati ambientali e messi in stato di libertà dai magistrati della sezione reati ambientali della Procura della Repubblica del Tribunale di Nola, che, subito dopo ha emesso l' Ordinanza di convalidava del sequestro preventivo.