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MUSEO STORICO-ARCHEOLOGICO DI NOLA: SULLE TRACCE DELL’AUGUSTA NOLANA, CON LA PREZIOSA GUIDA DI ELISABETTA VITALE

Folta e bella partecipazione di studiosi e di tanti giovani per l'iniziativa, con cui Meridies ha aperto il ciclo d'incontri culturali, incentrato sul ruolo e sulla visione politica del fondatore dell'Impero romano, Cesare Ottaviano, morto a Nola due mila anni fa nella città-simbolo della romanizzazione.

Cesare Ottaviano Augusto 1Gianni Amodeo – 11.03.2014 - Una lezione viva, partecipata ed intensamente animata, quella con cui Meridies, la benemerita associazione di volontariato civico, operante sul territorio da oltre venti anni, ha inaugurato il ciclo d'incontri culturali e manifestazioni, al cui centro è Cesare Ottaviano Augusto, il fondatore dell' Impero romano, morto a Nola, il 19 agosto del 14 a.C., all'età di settanta sette anni. Una lezione itinerante, proposta dall'archeologa Elisabetta Vitale e sviluppata lungo gli ambulacri e gli ariosi spazi espositivi del Museo storico-archeologico, di quell' "insula" di Santa Maria La Nova, parzialmente recuperata e riqualificata, che costituisce uno dei cuori del centro antico della città, tra via principessa Margherita, via senatore Cocozza e via Tansillo.
Un approccio di conoscenza degli Ottavi, il ceppo familiare, a cui apparteneva Augusto, alla luce dei ben noti e forti legami degli Ottavi con la città, sia per i notevoli possedimenti terrieri, di cui vi disponevano, sia per i prolungati soggiorni che vi si concedevano; soggiorni, che erano di particolare gradimento per lo stesso fondatore del sistema imperiale, modello di organizzazione istituzionale di singolare e duratura configurazione, il cui potere sui popoli sconfinò nel mito, rendendo Roma caput mundi. Un percorso, scandito dall'illustrazione della ricca gamma di testimonianze archeologiche, in iscrizioni lapidee, statue, colonne scanalate ed istoriate, marmi con ricchi fregi, da cui è popolato il Museo, con il ricco corredo di documentate schede informative. Tasselli, i cui significati diretti e di contesto storico erano presentati da Elisabetta Vitale con proprietà di linguaggio e ricchezza di dettagli, alla stregua di una conversazione familiare, con il coinvolgimento dei tanti, per lo più giovani, che hanno affollato il complesso museale, ravvivandolo al meglio.
Un tuffo nel passato, che pure non cessa mai di riservare sorprese e nuovi elementi di chiarificazione su questo o quello scorcio del grande teatro, in cui recitano micro-storia e macro-storia, per quanto possano esserne ritenute scontate e risapute le loro specificità sia dagli studiosi che dagli esperti d'archeologia. E sono sorprese e nuovi elementi, che, tuttavia, non sono possibili da immaginare per l'età augustea, le cui minime pieghe sono state largamente e diffusamente esplorate, nelle luci e nelle ombre a tutt'arco. Una ricognizione penetrante ed esaustiva, dalla vita sociale a quella economica e produttiva con la fioritura dei commerci, dall'assetto militare alle straordinarie ed eccezionali tecniche ingegneristiche, per realizzare strade, ponti, acquedotti a pluri-arcate, che resistono nel tempo, e senza dire dell'urbanistica ordinata e razionale. Il tutto con i sigilli del diritto, delle arti, delle scienze e della letteratura, i cui valori sono il lievito permanente della civiltà occidentale. Un patrimonio d'idee, la cui ignoranza o, peggio ancora, la negazione rappresentano un pesante limite al dispiegarsi dell'umana dignità.

Ottavia minore 2La ri-visitazione del rapporto della famiglia degli Ottavi con la città è valsa,tuttavia, a far aprire i riflettori sull'Augusta nolana, una figura ben nota ai cultori ed appassionati di storia, ma poco conosciuta, soprattutto... dai concittadini d'oggi. L'Augusta nolana ha il profilo elegante, il raffinato fascino, la lucida intelligenza e la limpida capacità di intuito di... Ottavia minore, la sorella appunto di Augusto, nata proprio in città nel 69 avanti Cristo e morta nell'11 a.C. Una personalità vigorosa e tenace, quella di Ottavia, che esercitò sul fratello un particolare e decisivo influsso nella costruzione della Roma imperiale. Augusto ed Ottavia erano figli di Gaio Ottavio e di Azia maggiore, figlia, quest'ultima, di una sorella di Giulio Cesare.
Di sorprendente bellezza, Azia era famosa per la folta capigliatura rossa, che la rendeva eccentrica e seducente. Nella rappresentazione mitica, Azia é proposta sempre in compagnia di Apollo, il simbolo dell'armonia e della bellezza che rasserena, placando passioni e tormenti d'animo. La leggenda narra che, dopo aver assistito ad un rito in onore del dio, Azia si sia addormentata nella lettiga all'interno del tempio; nel sonno - prosegue il racconto- Apollo, assunte le sembianze di un serpente le rese vita e le lasciò sul ventre un segno indelebile. Nove mesi dopo, nasceva Ottaviano, che definì le strutture del Principato, comunemente inteso come Impero, con cui veniva de-strutturato il modello della Res publica, vanamente difesa da Cicerone e dai cesaricidi, Bruto e Cassio..
Marco Antonio 3Intrigante la storia della bella Ottavia, che sposò Marco Antonio, l'antagonista del fratello, per ragioni politiche. Un matrimonio, che non solo doveva tenere Marco Antonio quanto più possibile lontano da Cleopatra come dalla concentrazione di potere e ricchezze, di cui disponeva l'affascinante e splendida regina di quell'Egitto, che sarà uno dei granai di Roma, ma doveva anche permettere al fratello di consolidare la rete del potere personale, per fronteggiare e depotenziare gli ostacoli costituiti dall'ordo senatorius, tutt'altro che disponibile a piegarsi ad Ottaviano e alle sue mire di dominio. Il matrimonio sortì gli obiettivi voluti, riequilibrando i rapporti tra Ottaviano e Marco Antonio. Poi, la storia andò come si sa, con l'epilogo della battaglia navale di .... Roma-contro-Roma, ad Azio, con Cesare Ottaviano trionfatore, per diventare in breve Augustus ac Divus. Era la divinizzazione del potere. Oggi si direbbe, culto della personalità, di cui hanno beneficiato spietati dittatori, come Hitler, Stalin, Mao Tse Tung ed altri malnati e spregevoli epigoni responsabili di centinaia di milioni di morti violente, per inseguire le follie del potere.
Quello di Ottavia e di Marco Antonio appare un matrimonio speciale per le leggi e i costumi del nostro tempo, ma per nulla affatto rispetto al diritto e alle usanze dell'età romana. Sia Ottavia che Marco Antonio lo celebrarono, "superando" lo stato di vedovanza, in cui erano venuti a trovarsi. Marco Antonio, sposando la sorella dell'amico-nemico, era al quarto matrimonio. C'è di più: Ottavia era restata vedova ed incinta di Gaio Claudio Marcello. La condizione di partoriente le impediva, però e per legge, la celebrazione nuziale. Ed allora i buoni uffici di Cesare Ottaviano servirono a far approvare, in pochi giorni, dal Senato la legge, che rimuoveva l'impedimento. Una legge ad personam, come si direbbe nel banale e sconcio latinetto d'uso corrente nei nostri giorni, quasi fosse una novità, mentre mondo è stato e mondo è, al di là dei comodi moralismi, che tutti sono in grado di spiattellare. E, nella stragrande.. maggioranza dei casi proprio coloro che ne sono inesauribili ed inesausti trombettieri, oltre che coriacei alfieri finiscono, per mettere sotto i piedi i moralismi ostentati con fermezza e spavalda sicumera, se devono realizzare propri tornaconti. Niente di nuovo sotto il sole...

Livia Drusilla Claudia 4A questo punto, tuttavia, torna utile fornire dettagli di cronistoria ulteriore: Cesare Ottaviano Augusto celebrò tre matrimoni, mentre la sorella Ottavia ne visse due. La terza uxor del princeps fu la nota Livia Drusilla Claudia, alle seconde nozze, a tutti gli effetti giuridici la prima imperatrice, la vera Augusta romana, una first lady dei nostri giorni, in stile Michelle Obama, per intenderci, ma con spiccato senso degli affari ed avida di denaro; dimensione affaristica e di avidità, quella di Livia, che non appartiene affatto alla laboriosa Michelle, ottima professionista nell'avvocatura ed impegnata su vari versanti del volontariato, oltre che testimonial di efficaci campagne televisive all'insegna del programma "Muoviti", per contrastare e prevenire le patologie del sovrappeso e dell'obesità, da cui sono colpiti tre bambini su quattro negli States; campagne di educazione alimentare nelle scuole, sorrette dal sostegno delle famiglie e da significative disposizioni normative, per reprimere il consumo dei cibo-spazzatura. Ed i risultati nel volgere del decorso triennio fanno registrare il regresso delle patologie sotto esame al 43 %.

Ma è bene riprendere il filo. La bella Ottavia, ch'é conosciuta come l' Augusta nolana, donna di cuore e sentimenti forti, oltre che di lucida abilità politica, riversò intenso affetto sui cinque figli, che aveva avuto dal matrimonio con Gaio Claudio Marcello e con Marco Antonio: quattro donne, Claudia Marcella maggiore, Claudia Marcella minore, Antonia maggiore, Antonia minore e Marco Claudio Marcello, che sarà adottato dallo zio Augusto, quale degno continuatore della sua opera e conservatore del principato. Un progetto che non ebbe l'auspicato seguito, essendo Marco Claudio Marcello morto prematuramente. E l'adozione che Augusto fece del nipote è la riprova del viscerale legame, che lo vincolava alla sorella e che gli premorì di tre anni, nell'11 avanti Cristo. A Roma durarono giorni le solenni onoranze rese ad Ottavia e il fratello ne pronunciò l'elogio funebre con parole commosse ed alate. Le doveva davvero molto, così come molto doveva a Marco Vipasiano Agrippa, amico fraterno, oltre che generale ed ammiraglio, di certo un eccezionale ed intrepido stratega, forse unico nella storia militare di tutti i tempi e al netto dei sistemi d'arma disponibili.
Villaggio augusteo di Somma Vesuviana 5Due donne, Ottavia e Livia Drusilla Claudia, brillarono nell'orizzonte del fondatore dell'Impero, concorrendo a guidarne l'azione politica, spesso segnata dalla forza bruta ed implacabile verso avversari e popoli nemici. Né va dimenticato che il princeps era fiacco e cagionevole di salute fisica, spesso aggredito da malattie veneree, se si vuole guardare attraverso i buchi delle serrature dei palazzi imperiali in cui viveva, tra cui quelli della maestosa Villa augustea, che archeologi giapponesi stanno portando alla luce con complessi e ardui lavori in atto da dieci anni, a Santa Maria del Pozzo, in quel di Somma Vesuviana, bella, laboriosa ed ospitale città media con oltre 30 mila abitanti, che rientrava nel perimetro urbano della Nola romanizzata; perimetro che si estendeva fino al mare dell'attuale Torre Annunziata.
E per la girandola dei matrimoni contratti dai personaggi citati, non c'è da provare alcuna meraviglia e meno che meno scandalo o stupore. Era nella prassi corrente, contemplata dalla legislazione, a cui paiono fare... un baffo le direttive del Parlamento di Strasburgo per i 28 Paesi dell'Unione europea dei nostri giorni. Sono le direttive, come si sa, che aboliscono la genitorialità tradizionale secondo i canoni di maternità e paternità, introducendo la classificazione di genitore-1, genitore-2, genitore-3 e via seguendo, sia per la tutela dei diritti delle filiazioni codificati secondo legge, sia per la tutela dei diritti delle filiazioni naturali ed acquisite delle coppie di fatto, delle famiglie dei divorziati e dei separati e così proseguendo. Una complessità di situazioni, a cui corrisponde l'"assalto" alla tenuta dell'assetto giuridico della famiglia, configurato dalle legislazioni, ispirate in senso lato dalla concezione cristiana della vita.
Mater certa est, pater... boh. Il motto è lo specchio del pragmatismo di sintesi, in cui i romani eccellevano, per ironico disincanto e pacioso scetticismo sulle umane cose.

Le foto, fonte internet: 1- Cesare Ottaviano Augusto; 2- Ottavia minore; 3- Marco Antonio; 4- Livia Drusilla Claudia; 5- Villaggio augusteo di Somma Vesuviana.