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LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI NOLA APRE UN FASCICOLO SULLA PROBABILE PRESENZA DI AMIANTO IN UNA CAVA DI TUFINO

palazzo orsiniAn.Ca. – 24.01.2014 - Che nelle cave dismesse di Tufino e, più in generale, nel territorio di questo ed altri centri del nolano si siano commessi gravi reati ambientali, lo si sapeva. Più volte, in passato, si sono levate grida di dolore per gli scempi perpetrati ai danni delle nostre comunità, ma molto poco, per non dire nulla, si è fatto per tentare di fermare grandi e piccoli inquinatori che, contravvenendo alle leggi più elementari, hanno lucrato delle vere e proprie fortune.
Non è dato ancora sapere in quale cava di Tufino si presume siano finiti imprecisati quantitativi di amianto proveniente dalle officine della Isochimica, l'azienda irpina che, a partire dai primi anni '80, si incaricò di scoibendare più di 350 carrozze all'anno dei treni delle Ferrovie dello Stato. Un lavoro durato una decina d'anni che richiedeva lo smaltimento di questo particolare tipo di silicato che, prima di finire chissà dove, ha avuto il tempo di penetrare nei polmoni di circa trecento operai su cui incombe un destino di morte.
Quella fabbrica, che lo scorso anno fu sequestrata, oggi presenta ancora tutti i segni di una conduzione approssimativa, se è vero che, come scrive Citynews Today, "nei capannoni che una volta accoglievano le carrozze, la polvere di amianto ha cancellato i pavimenti. Le mura esterne non si vedono più, c'è una fila interminabile di cubi di cemento amianto: cinquecento, forse seicento. Gli spazi dove i lavoratori trascorrevano l'ora di pausa pranzo sono diventati un campo minato: fra lastre ricoperte d'amianto e rovi che riescono a nascondere altri cubi mortali. E nel disastro totale sembra ancora di vedere quei giovani operai che nell'82 - in un'Irpinia ancora devastata dal terremoto - cominciarono la loro "missione per lo Stato".
sen. Giuseppe De CristofaroSulla sorte di quell'amianto la Procura della Repubblica di Nola ha aperto un fascicolo e le indagini procederanno di concerto con quelle avviate dalla Procura della Repubblica di Avellino. L'iniziativa della Procura della Repubblica di Nola è stata commentata dal parlamentare di SEL Peppe De Cristofaro, secondo il quale suscita grande soddisfazione "la notizia dell'apertura di un fascicolo di indagine sulla vicenda degli sversamenti di amianto in alcune cave del territorio nolano, e segnatamente a Tufino. La Procura di Nola avvia le indagini in coordinamento con quella di Avellino che segue l'inchiesta nata dalle dichiarazioni di un ex operaio della Isochimica riguardo al trattamento e allo smaltimento dell'amianto". Il senatore De Cristofaro ha anche ricordato che "qui, non dimentichiamolo mai, ci sono le morti dei lavoratori, ci sono le loro sofferenze, qui si avvelena un territorio e con esso potenzialmente chi lo abita. È un fatto gravissimo, ed è un fatto centrale l'indagine congiunta delle Procure perché si faccia chiarezza e si diano delle risposte. Che serva a capire le responsabilità di una vera e propria tragedia".