Incontri con la nostra storia 2018: Due appuntamenti di qualità in occasione della Festa dei Libri e dei Fumetti

Il 26 aprile sarà presentato “Irpinia. Ombelico d’Italia”di Antonio Nazzaro, il 27 " La rivoluzione è adesso" di Paolo Saggese. Entrambi gli eventi inseriti negli Incontri con la Storia, organizzati dalla Pro Loco Abella e dal Gruppo Archeologico Avellano “A. Maiuri”, giunti alla XV Edizione

Invito Presentazione libro di NazzaroMp. D’Avanzo - 25.04.2018 - Argomento di “Irpinia. Ombelico d’Italia”di Antonio Nazzaro è la geografia geologica. Infatti il sottotitolo del lavoro è: Geografia geologica-territori-itinerari
Antonio Nazzaro, storico del Vesuvio, è stato ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano ed è socio della International Commisssion on the History of Geological Sciences (INHIGEO).
Ha studiato il rapporto tra eruzioni e struttura del Vesuvio con particolare riguardo all’ eruzione del 1631, indagandone i fenomeni precursori a lungo termine e ricostruendo il conseguente collasso del Gran Cono (Il Vesuvio, storia eruttiva e teorie vulcanologiche, 2012) e le implicazioni di una ermeneutica delle fonti vesuviane sull’eruzione del 1631(in: Napoli e il Gigante a cura di R.Casapullo, 2014).
copertina IrpiniaSi è interessato inoltre degli aspetti socio-antropologici del rischio vulcanico, mutato in emergenza come tutti i rischi di cui si trascura o si preferisce evitare la prevenzione (Il rischio Vesuvio, storia e geodiversità di un vulcano, 2009); di storia della sismologia, dei musei naturalistici e di divulgazione scientifica.
Attualmente, vive a Pozzuoli, la splendida terra che fa da pendant sulle rive occidentali del Golfo di Partenope al maestoso Vesuvio, ritorna appena può ad Avellino nella sua casa-museo.

30743166 2112095888804510 3165961938705838760 nL’altro Incontro con la nostra storia focalizza l’interrogativo: Può una rivoluzione culturale cambiare le sorti del Mezzogiorno d'Italia?

" La rivoluzione è adesso. Guido Dorso raccontato a chi aspira ad un Mezzogiorno nuovo” di Paolo Saggese è il libro che venerdì 27 Aprile 2018, alle ore 10.00, presentato alla Festa dei Libri e dei Fumetti, presso il Teatro Comunale “Domenico Biancardi”, cerca di rispondere a questo interrogativo. Il libro è edito da Delta 3, nel dicembre 2017, ed è di 144 pagine.

Avellino / Le vie del Tempo perduto: Dall'Appia antica all'Avellino-Rocchetta

Venerdì 20 aprile 2018, ore 17.00, presso l’Archivio di Stato di Avellino (ex Carcere Borbonico, Sala Ripa).

ex carcere borbonico N.R. – 20.04.2018 - Ad Avellino, il 20 aprile 2018, inizio alle ore 17.00, presso la Sala Ripa dell'Archivio di Stato (nell'ex Carcere borbonico, in via Verdi, 15/17), convegno suLe vie del tempo perduto: dall'Appia antica all'Avellino-Rocchetta”, con l'obiettivo di portare a conoscenza come questa struttura, ancora per poco residuale, è stata inserita nelle ferrovie turistiche con la Legge 9 agosto 2017, n° 128 (Disposizioni per l'istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico).

locandinaSaluti dr.ssa Maria Amicarelli, direttrice dell’Archivio di Stato di Avellino; dell’ing. Luigi Sorrentino, componente del Direttivo Nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia; dell’ing. Ciriaco Iovine, segretario dell’Associazione HIRPUS; della dr.ssa Maria Fariello, presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione VELECHA; dell’arch. Claudio Rossano, consigliere dell’Associazione IRPINIA RITROVATA.

Gruppo Irpino Small fondo biancoIntroduzione dell’ing. Gerardo Troncone, presidente del Gruppo Archeologico Irpino; della dr.ssa Giuseppina Gioia, funzionario dell’Archivio di Stato su “L’Irpinia dal finestrino. Un viaggio sospeso fra spazio e tempo lungo la storica tratta”; dell’ing. Fabio Formato dell’Archivio di Stato su “La ferrovia di cartone. La linea ferroviaria Avellino-Rocchetta, capolavoro d’Ingegneria”; del prof. Paolo Speranza, presidente Associazione CINEMASUD, su In treno verso il futuro. La linea Avellino-Rocchetta nella Letteratura e nel Cinema. Conclude l’ing. Carlo De Vito, presidente FS - Sistemi Urbani su L’impegno delle Ferrovie dello Stato per il recupero della storica tratta”.

ponte princip b nSegue dibattito. L’evento è accompagnato dalla Mostra fotograficaLe strade dirette al Mattino” con immagini di Mario Spagnuolo e testi di Gerardo Tronconelico, che resterà aperta al pubblico fino al 20 maggio 2018.

Ponte dellOglioOrganizzazione dell’evento: Lello Barbarisi, Fabio Formato, Giuseppina Gioia, Ciriaco Iovine, Giuseppe Palladino, Claudio Rossano, Gerardo Troncone, Valeria Zaccaria, in collaborazione con il personale dell’Archivio di Stato di Avellino.

Visite guidate a cura di Valentina d’Argenio, Angela Perillo, Gaia Tatone.

La Mostra fotografica “Le strade dirette al Mattino”, immagini di Mario Spagnuolo e testi di Gerardo Troncone: 

-Tavola Peutigeriana

-Le antiche vie

-Il treno del Tempo perduto

-La ferrovia di cartone e il ponte Principe

-L’erbal fiume silente

-Appia regina viarum, La via Appia in Irpinia

-Le via di chi va in Puglia, la via Herdonitana

-Il viaggio di Orazio, la via Minucia-Traiana

-La via degli ultimi imperatori, la via Erculea

-L’acquedotto augusteo

-L’acquedotto sannita

-La valle dei Mulini ad Avellino

-Le vie della Neve

-Ponte della Lavandaia a Montella

-Ponte delle Chianche a Buonalbergo

-Ponte di Ascoli Satriano

-Ponte di Ascoli Satriano – 2

-Ponte di Pietra dell’Oglio

-Ponte di San Mango

-Ponte presso Apice

-Ponte Rotto sul Calore

-Ponte sul Calaggio

-Ponte sull’Ufita

-Ponte Valentino

Nola / Festa dei folli: Inaugurazione della 18ª edizione della rassegna teatrale VISIONI, l’affermazione di una tremenda e del resto ineluttabile necessità

La manifestazione di quest’anno è dedicata alle donne:: 4 spettacoli, 4 rappresentazioni, 4 narrazioni dell’universo femminile nelle sue declinazioni; 4 modi di ESSERE, di affermarsi, di “differenza” femminile, di emancipazione, di liberazione dai ruoli precostituiti, dalla violenza.IL MESTIERE PIÙ ANTICO DEL MONDO darà il via allo spazio eventi nel Centro Storico di Nola.

la festa dei folliN.R. – 01.03.2018 - Sarà la prima e unica data in Campania dello spettacolo IL MESTIERE PIÙ ANTICO DEL MONDO di Gabriella Pacini con la brava Laura Nardi e la regia di Armando Pinheiro a inaugurare, giovedì 1 marzo alle 20.30, la 18ª rassegna teatrale VISIONI, l’affermazione di una tremenda e del resto ineluttabile necessità dell’associazione culturale la Festa dei folli (www.lafestadeifollinola.wordpress.com), edizione teatrale dedicata alle donne.

Abbiamo sentito l’urgenza di organizzare e dedicare VISIONI alle Donne, per gridare BASTA! alla quotidiana recrudescenza della violenza di genere: morale, psicologica, fisica, al femminicidio!”- dicono le organizzatrici.- “È una questione culturale”.

visioni16 17lafestadeifolliLa festa dei folli, in tutti questi anni e per tutte le edizioni passate, ha sempre dato importanza e risalto alla drammaturgia contemporanea, sociale e comunitaria, creando, sin dall’inizio, un rapporto molto diretto e coinvolgente con il pubblico.

Senza cultura non c’è scelta, non c’è crescita civile e sociale”- sostengono le organizzatrici – “La qualità degli spettacoli non solo produce valore per le persone e la comunità, ma stimola innovazione, vitalità, dialogo che possono aprire nuovi orizzonti, di creatività, di sogni”.

VISIONI, dunque, è un percorso, un viaggio, un ciclo, un cerchio, “΄a rota”: 4 spettacoli, 4 rappresentazioni, 4 narrazioni dell’universo femminile nelle sue declinazioni; 4 modi di ESSERE, di affermarsi, di “differenza” femminile, di emancipazione, di liberazione dai ruoli precostituiti, dalla violenza.

Il mestiere più antico del mondoVISIONI ha inizio con il debutto campano di IL MESTIERE PIÙ ANTICO DEL MONDO, che non è solo uno spettacolo contro la violenza nel parto, ma contro la violenza sulla donna, in questo caso istituzionalizzata ed esercitata quando essa è più indifesa e spaventata: Anna è un’ostetrica di 45 anni, “fa” partorire in ospedale le donne da 25 anni. Sottopone le partorienti alle pratiche ospedaliere “di routine” senza mai mettere in dubbio il limite tra controllo medico e sadismo. Ma Anna un figlio non lo ha mai avuto, perché su quel lettino da parto non ci si è mai voluta mettere …

eros perversiPrima volta in Campania, il 15 marzo, per EROS PERVERSI di e con Serena Gatti e Raffaele Natale, una serata di poesia erotica accompagnata da musica dal vivo e canzoni.

Dall’antica Grecia ai giorni nostri l’Eros è evocato con parole di intensa bellezza, la scelta dei brani offre un panorama di versi che vanno dal VII sec. A. C. ai poeti nostri contemporanei. È l’invito ad amare, a godere, è lo sguardo eccitato di fronte al corpo amato, l’invito al piacere dei sensi, al fuoco delle emozioni. Parole che ci portano lontano dalla selva di consumismo e della volgarità, cui il corpo femminile e la cultura erotica oggi è rilegata. I versi stimolano l’avventura dei sensi, l’estasi, l’incanto, il piacere profondo di conoscere, scrivere e amare. Tra i testi scelti ci sono i versi di Neruda, Saffo, Lirici Greci, Valduga, Verlaine, Baudelaire e altri classici ancora.

Il 12 aprile, Ciro Pellegrino ha liberamente tratto il testo da “Viva la Vida” di Pino Cacucci e curato la regia di EROS PERVERSI di e con Serena Gatti e Raffaele Natale,.

Attraverso un susseguirsi di confessioni intime e di ricordi colmi di amore e disperazione, si colgono sulla scena gli ultimi momenti di vita di Frida Khalo. La donna, l’artista, l’amante che ha fatto della sua intera esistenza una strenua rivoluzione contro un destino di morte e solitudine, depone le armi: la stanchezza ha vinto la guerra. Ancora una volta, come in un gioco di specchi, il pubblico è il suo doppio a cui rivolge il suo ultimo saluto.

΄a Rota, chiude, il 19 aprile, VISIONI, ma, appunto, come una ruota, un percorso, un cerchio si potrebbe ricominciare …

΄a Rota, testo e regia di Ramona Tripodi con Marianita Carfora e Inaua Coeli Linhart, è uno spettacolo la cui drammaturgia nasce mescolando la leggenda della Madonna dalle scarpe rotte con la storia della Ruota degli Esposti dell’Annunziata nel cuore di Forcella, quartiere storico napoletano. È uno spettacolo sull’abbandono e sull’amore. È una storia sugli ultimi. Sul valore della vita e sulla sua dignità. La ruota o Ròta degli Esposti era il luogo dove si abbandonavano i neonati indesiderati. Facendo girare la ruota, la parte con l’infante veniva immessa nell’interno.

Anche Telluccia è entrata così nell’Annunziata. Anche se la ruota era stata chiusa nel 1875, non aveva mai smesso di girare, di accogliere gli indesiderati.

Lo spettacolo è ambientato nel Giugno del ’46. Al Referndùm del 2 Giugno hanno votato anche le donne e per questo a Telluccia sembra un sogno possibile che l’Italia diventi una Repubblica.

La rassegna di teatro, VISIONI, è parte integrante e fondante della stagione teatrale cominciata, lo scorso anno, con lo spettacolo Non è un paese per donne, dando anche l’avvio alle attività de la festa dei folli sempre alla ricerca di nuovi linguaggi, alla innovazione alla sperimentazione e alla multidisciplinarietà, la commistione delle diverse forme di spettacolo. Contaminazione tra i diversi linguaggi artistici, attraverso le nostre buone pratiche di formazione, per poter sempre più “educare” alla integrazione e al superamento di tutte le forme di discriminazione rivolto, soprattutto, alle nuove generazioni per “formarle” ai valori fondamentali di un vivere sano e civile.

Stagione teatrale come spazio di espressione, dunque, di confronto e di crescita che lega sempre più il Teatro alla vita delle persone, che accoglie l’incompiutezza dell’esistenza e la vitalità del sogno, che scardina consuetudini, stimola domande, insomma propone il Teatro come alle sue origini.

Bravi interpreti e grandi autori danno vita a un linguaggio autentico e consapevole, capace di raccontare i sentimenti e le verità più profonde. Capace di regalare sogni, emozioni, pensieri e progetti per la costruzione di nuovi orizzonti. Il Teatro come spazio reale, luogo “fisico” dove passano sensazioni ed emozioni da vivere insieme; come “artigianato del pensiero” è irrinunciabile.

Salerno: Presentati i numeri 38-39 della Rivista Salternum

La pubblicazione edita dal Gruppo Archeologico Salernitano nell’Aula superiore del Complesso monumentale di San Pietro a Corte.

Presentazione SalternumN.R. – 20.04.2018 - Lunedì 16 aprile 2018, con inizio alle ore 18.30, il Gruppo Archeologico Salernitano ha presentato nella suggestiva Aula del trono dei duchi e dei principi longobardi meridionali – Chiesa di San Pietro a Corte – Largo S. Pietro a Corte, 1 – Salerno (Centro storico)  i numeri 38-39 della rivista Salternum giunta al XXI anno di pubblicazione.

Presentazione Salternum 1Quest’anno è stata scelta, dunque,  una location particolare e suggestiva: L’Aula superiore del Complesso monumentale di San Pietro a Corte, sede dei duchi e principi longobardi meridionali, orgoglio della Città di Salerno ed unico esempio in Europa di architettura civile longobarda.

Presentazione Salternum 3Il Gruppo Archeologico Salernitano, che da oltre trenta anni è presente con i suoi Volontari in questo sito e si occupa di valorizzazione della cultura longobarda europea, si sente onorato ed orgoglioso di aver creduto per primo nella rinascita culturale del luogo, superando scetticismi ed ostacoli diffusi in Città.

Presentazione Salternum 2Sono intervenuti: Mariaelva TORINO, Paleopatolaga UniSob, e l’Archeologa Monica VISCIONE. Hanno coordinato i lavori Chiara LAMBERT e Felice PASTORE.

La partecipazione costituiva attività formativa per i Tirocinanti delle Università degli Studi di Napoli e Salerno

copertina Salternum 38 39In questo numero: 1) Editoriale: Estate 2017. Natura e cultura date alle fiamme. 2) Il tragico ‘bollettino di guerra’ degli incendi dolosi di Chiara Lambert. 3) Augusto e dintorni. Ovidio poeta d’amore. Divagazioni di Vincenzo Boni.4) Un vaso puteolano dall’antica Fratte (Salerno) di Sergio Cascella.5) Vita e svaghi di un aristocratico del V secolo. Il secondo libro dell’epistolario di Sidonio Apollinare di Francesco Montone. 6) Edifici a pianta trilobata in Italia meridionale. Tarda Antichità e Medioevo di  Alessandro Luciano. 7) La Scuola Medica di Salerno e la sua fortuna sul mare di Giuseppe Lauriello. 8)Matteo Silvatico e la Filosofia della Natura nella Medicina e nella Botanica di Luciana Capo. 9) Spezierie a Salerno nel XVII secolo di  Antonio Capano e Maria Antonietta Del Grosso. 10) Stefano delle Chiaje (1794-1860). La damnatio memoriae di uno scienziato. Un caso di spoils system dell’Italia unita di Marielva Torino. 11) Omaggio di un giovane filologo cavese a un pioniere dell’aviazione di Maria Rosaria Taglé.

Appunti di viaggio: Promenade ad Angkor Thom di  Rosalba Truono Iannone.

Recensioni: Catilina  di Barbara Levick di Francesco Montone. 

Info: Gruppo Archeologico Salernitano

cell. 338.19.02.507

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AVELLA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO ” LA DANZA DEI POMODORI” DI MELANIA DE MASI

Palazzo baronaleN.R. – 26.02.2018 - Venerdì 2 marzo, presso il Palazzo Baronale – Sala Alvarez de Toledo, inizio ore 18.30, presente l’autrice Melania De Masi, si parlerà del suo romanzo d’esordioLa danza dei pomodori”, Il quaderno edizioni. Ne discuteranno con l’autrice la dott.ssa Ida Franzese, psicologa psiterapeuta, e l’editrice, dott.ssa Stefania Spisto. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Avella.

Il libro  è un percorso  nel cuore di Costanza, la protagonista, una sorta di viaggio in treno nella sua crescita, prima bambina, poi donna.

copertina libro De MasiLa trama - Costanza è una bambina di sette anni, che vive in punta di piedi tra adulti in perenne conflitto. La violenza sembra essere la soluzione ricorrente con cui vengono risolti continuamente i problemi tra Sandro e Lora, i genitori di Costanza. Una violenza che non risparmierà neanche lei. Sullo sfondo di una provincia napoletana degli anni ottanta, si dipana il viaggio esistenziale di Costanza nelle sue tappe della fanciullezza, adolescenza, maturità. A contatto con personaggi, alcuni destinati a rimanere, altri a passare come meteore, ma con un loro ruolo, Costanza vedrà affermarsi la sua personalità femminile, scoprirà l’amore ed altri sentimenti, tenendosi, tuttavia, sempre ad un passo da se stessa, rallentata dalle proprie insicurezze, dalle proprie fragilità.

Melania De MasiL’autrice - Melania De Masi è nata il 13 giugno del 1971 in un piccolo paesino dell’Irpinia. Ha vissuto la prima parte dell’infanzia a Napoli, città d’origine della sua famiglia, per poi trasferirsi ad Avella, dove risiede tuttora. Laureata presso la Federico II di Napoli, esercita la professione di architetto, senza aver mai abbandonato la sua passione per la scrittura. Ama comporre poesie in dialetto napoletano.