L'appello di Euronut spa di Sperone (Av) per la sicurezza di ponti e cavalcavia dopo la tragedia di Genova

L'azienda è isolata da 14 mesi a seguito del sequestro del cavalcavia numero 22 della A16 per problemi strutturali.

euronut 1440x564 cSperone 17.08.2018 - “Quanto accaduto al ponte di Genova ci ha profondamente toccati. Abbiamo provato e proviamo ancora dolore e rabbia per una vicenda che, nonostante le differenze ed i distinguo, rimanda in parte a quello che la nostra azienda, la Euronut Spa, sta vivendo da ben 14 mesi.

cavalcavia 2Da oltre un anno lottiamo per la sicurezza del cavalcavia numero 22 dell’autostrada A16 Napoli- Bari, nel Comune di Sperone (Avellino), sequestrato il 5 giugno del 2017 dalla procura di Avellino per gravi carenze strutturali per le quali due dirigenti di Autostrade per l’Italia sono indagati con l’accusa di omessa manutenzione. Per questo, oltre l’umana partecipazione e la grande commozione, per noi di Euronut il crollo del viadotto della A10 non è solo un fatto di cronaca ma un richiamo terribile e concreto sulle condizioni dei ponti e dei cavalcavia che uniscono l’Italia che viaggia e lavora. Infrastrutture fragili che hanno cinquanta anni e più (il “nostro” cavalcavia 22 è stato costruito nel 1965), che subiscono le sollecitazioni di un traffico che non è più quello di mezzo secolo fa e che non ricevono una manutenzione adeguata visto che, da notizie di stampa, gli investimenti in manutenzione sono in diminuzione a fronte di aumenti degli incassi.

63067f94798ad86c6f3b6c26005fdc53 LA Sperone questa situazione di presunta inadempienza su cui sono ancora in corso le indagini della magistratura ha portato al sequestro del cavalcavia numero 22 della A16 che ha purtroppo isolato la nostra azienda di trasformazione delle nocciole che aveva il ponte come unica via di accesso, con ripercussioni pesanti sulla nostra attività. A Genova, purtroppo, le conseguenze sono state ben più pesanti, tragiche e assurdeIl tema però resta uno e uno solo: bisogna garantire la massima sicurezza per chi viaggia sopra e sotto i viadotti, bisogna garantire una viabilità a norma, bisogna assicurare gli standard di legge per automobili e mezzi pesanti e consegnare all’Italia una rete viaria degna di un Paese europeo.

19876021 1504169586292574 644936800 o 1 678x381Noi di Euronut spa chiediamo da mesi il ripristino della normale viabilità sul “nostro” cavalcavia, talvolta predicando nell’indifferenza delle istituzioni.

La tragedia di Genova ci impone ora di continuare con ancor più forza l’azione a tutela dei nostri diritti, di chiedere più controlli, più interventi, più soluzioni e meno attenzione ai profitti quando è in ballo l’incolumità’ delle persone”. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Euronut Spa)  

Santo Stefano del Sole(Av): Il 17 e 18 agosto Solearte 2018

La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco Santostefanese.

santostefano del sole 1440x564 cC. S. - 14.08.2018 - Ogni anno, a partire dagli anni ’90, il 17 e 18 agosto a Santo Stefano del Sole, si svolge, per le vie del centro storico, la manifestazione “Solearte – segni di una notte di mezza estate“, rassegna culturale di arte, artigianato, collezionismo e antiquariato, musica popolare e non, artisti di strada e enogastronomia locale. Il tutto avviene, da sempre, in due serate che rappresentano il cuore dell’estate nell’incantevole centro storico, da poco riqualificato, del comune irpino di Santo Stefano del Sole (Av).

Lo scopo principale della manifestazione è dare visibilità alle eccellenze santostefanesi, riproponendo gli antichi mestieri del borgo, far esporre i lavori e le opere sia degli artisti locali che delle attività presenti sul territorio, oltre a far conoscere band musicali emergenti. Insomma far rivivere ai turisti che vengono alla manifestazione la storia e i tempi che furono del piccolo borgo di Santo Stefano del Sole.

Locandina S. Stefano del SoleLa Pro Loco, che si occupa in toto dell'organizzazione, contatta i principali artigiani, i più famosi artisti (pittori, scultori ecc) ed artisti di strada, in primis del paese, poi dell'intera provincia di Avellino. Nella manifestazione espongono i loro lavori artigiani come fabbri, guantai, calzolai, scalpellini, cestai, vetrai, intagliatori di legno o artisti come pittori, scultori, musicisti. Non mancano stands espositivi di massaie ed appassionate che preparano ricami e decori con il tradizionale uncinetto: vere e proprie opere d’arte che appartengono alla quotidianità delle donne santostefanesi, o anche professioniste del tombolo, oramai arte andata quasi del tutto scomparsa. Da diversi anni a questa parte vengono anche invitati artisti di strada come maghi, mimi, mangiafuoco, clown, giochi acrobatici, teatrini per bambini.

Per la sezione musica vengono contattate band locali e non che eseguono repertori di musica folk popolare, musica, cover, disco music o canzoni che hanno fatto la storia della musica italianaNon manca la parte relativa alla gastronomia per riscoprire alcune pietanze oramai non più preparate, ma che erano, ai tempi dei nostri nonni, i principali piatti presenti sulle tavole. Ne sono un esempio: foglie e patane (Rape e Patate), Santo Stefano del Sole 1carne e puorco co patane e pepaine (carne di maiale con patate e peperoni), laine e ciciri (laine e ceci) e tanti altri. I vicoli del centro storico, già caratteristici e suggestivi per loro natura, vengono abbelliti con fiaccole, i lampioni della pubblica illuminazione con drappi blu e arancione (colori caratteristici di SoleArte), inoltre vengono appesi dei soli cadenti tra i balconi che sovrastano i vicoli.

Ogni anno, comunque, si cerca di aggiungere qualcosa in più a queste due notti di mezza estate, per farla crescere, senza però eliminare quello che è lo spirito e lo scopo della manifestazione.

Per info e contatti: Pro Loco Santostefanese, via Mario Pisacreta 1, Santo Stefano del Sole (Av),

Web : www.prolocosantostefanese.it;

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel: 0825673078

Presidente: Luca Melillo.

Dibattito aperto a Nola per l’interazione tra il “Genius loci” e i sistemi urbani

La Baukultur e l’identità  delle città: la Dichiarazione di Davos. La tutela-Unesco e la cultura del costruire.

Nola centro storicoMaurizio Barbato  - 01\08\18 - Il 22 gennaio si sono incontrati a Davos, in Svizzera, i Ministri della Cultura di diversi Paesi europei oltre che i rappresentanti di organizzazioni internazionali come Unesco e Icomos,  in occasione dell’Anno del patrimonio Europeo 2018, da cui è stato promulgato il documento battezzatoDichiarazione di Davosverso una BauKultur di alta qualità per l’Europa”.

Il documento, costituito da un elenco di dichiarazioni, pone il ruolo centrale della cultura nella progettazione dello spazio edificato, affermando che “… una cultura della costruzione di qualità non risponde dunque soltanto a esigenze funzionali, tecniche ed economiche, ma anche ai bisogni sociali e psicologici della popolazione”.

nola panoramica 678x381La dichiarazione fornisce indicazioni su come si possa e si debba inserire un’architettura moderna in un centro storico, tra un costruito di pregio, affinché la nuova architettura possa essere compatibile con il contesto esistente e con la socialità. Essa propone una pianificazione urbana ponderata su valori culturali che costituiscono il “genius loci”, il contesto tradizionale e culturale di un luogo.

Il tema è attuale e riguarda tante realtà in Italia ed in Europa. In particolare a Nola il sigillo Unesco intende tutelare le macchine a spalla ma, indirettamente, anche il grembo ove esse sono state concepite, realizzate e si esibiscono in processione, il centro storico. La modifica dei contesti potrebbe portare all’alterazione dei valori e del genius loci, dei fattori, dunque, che hanno determinato lo stesso sigillo.

festa dei gigli nolaVa considerato, tuttavia, quanto nel mondo i processi di innovazione tecnologica abbiano comportato cambiamenti che continuano ad incidere fortemente sull’organizzazione della vita e dei territori, e quanto i meccanismi finanziari ed economici, legati ai detti cambiamenti,abbiano preso il sopravvento incidendo sul nostro stesso comportamento sempre meno empatico e privo di emozioni rispetto alle modifiche determinate sul territorio.

Una sorta di assopimento collettivo dove noi stessi, al sopraggiungere del dubbio sul perché di quel tipo di intervento edilizio piuttosto che di quella demolizione, ci acquetiamo con una frettolosa risposta o,disinteressandoci, ribaltiamo ad altri la responsabilità o giustifichiamo la circostanza per un’indefinita e improbabile priorità di natura economica.

CIS di Nola visto dallaltoCosì,in parte,ci siamo autoesclusi dal settore decisionale sulla pianificazione e decoro urbano, che invece ci appartiene fortemente considerato che la pianificazione, per definizione, prevede la partecipazione dei cittadini.

Proprio a tal proposito l’ulteriore elemento di riflessione, contenuto nel documento “Verso una Baukultur”, si riferisce alla condizione per la quale la cultura della costruzione di qualità non può che essere il prodotto di un dibattito tra i responsabili politici, le autorità competenti, i professionisti e, in particolare, con la società civile pienamente informata e sensibilizzata.

Lo scorso 4 giugno si è tenuto a Nola, nella chiesa dei santi Apostoli, il dibattito sul tema della demolizione e ricostruzione in centro storico, organizzato dalle associazioni Civitas, Legambiente e Mu.Sa. nel corso del quale l’ing. Maurizio Di Stefano,presidente emerito Icomos, oltre ad evidenziare l’importanza della dichiarazione di Davos, metteva in evidenza la necessità della partecipazione dei cittadini al processo di progettazione urbana:“Lo strumento della Baukultur è una nuova visione del sistema, una visione che vuole che nessun intervento sia finalizzato a sé stesso - dove gli obiettivi del restauro e della progettazione urbana -  devono provenire dalla base, dalle associazioni, dalla società civile …. è preferibile che l’errore provenga dalla base che non da quei pochi che hanno solo l’interesse della speculazione”.

La cultura del costruire si basa sulla partecipazione sociale che è l’elemento fondamentale per usare bene e in maniera collettivamente utile. Partecipazione attiva significa fare sistema e rendere il terreno fertile per la realizzazione di una pianificazione condivisa. 

“Bella Storia-Social Music Festival”: l’evento cult della scena indie italiana

Sul Palco del Festival: Skin, Ghemon, The Andrè, Come Cose, Nitro, Nu Guinea, Wrongonyou, Savastano, Willie Peyote, Frah Quintale, Moda Loda Broda, Quentin 40, Frenetik & Orange, Zulu e Tanti Altri.Conducono i The Jackal. Venerdì 10 e Sabato 11 Agosto in scena al Poli Feristico di Venticano (AV)

Bella Storia 1C.S. - 10.08.2018 - “Bella Storia-Social Music Festival”, l’evento cult della scena indie italiana andrà in scena venerdì 10 e sabato 11 agosto al Polo Fieristico di Venticano di AvellinoUna kermesse musicale innovativa che punta su artisti leader della scena nazionale ed internazionale: Skin, Ghemon, The André, Coma Cose, Nitro, Nu Guinea, Wrongonyou, Savastano, Willie Peyote, Frah Quintale, Moda Loda Broda, Quentin 40, Frenetik & Orange, Zulu e tanti altri.

the JacakalA condurre Bella Storia-Social Music Festival saranno i THE JACKAL, star assolute del web e icone dell’intrattenimento digitale, che attraverso le loro immancabili performance ironiche e surreali coinvolgeranno il pubblico rendendolo uno dei protagonisti dell’evento. Due saranno i palchi dedicati alla prima edizione di questo evento che può contare su un’area capace di ospitare fino a 5mila persone, impreziosita da un’area food and drink con tre postazioni bar, una pizzeria, stand enogastronomici di qualità, intervallati da una relax zone in cui rilassarsi e godere dell’aria pulita dell’Irpinia. Attiva anche un’area gaming: spazio ludico dedicato agli appassionati di videogames.

LINE UP 10 11 AGOSTOLa manifestazione musicale sfrutterà al meglio la suggestiva notte di San Lorenzo, venerdì 10 agosto, grazie ai telescopi di ASTRO - Atripalda che messi gratuitamente a disposizione guideranno gli amici del festival verso le stelle e l’immensità dell’universo. Bella Storia si contraddistingue anche per essere un festival assolutamente “social” che mira ad aggregare un vastissimo pubblico.

L’ evento è stato ideato dall’associazione culturale Invasioni17, mentre la direzione artistica è stata affidata a Felice Caputo titolare del «Tilt – tattoo bar events», uno spazio socio-culturale di promozione musicale che si è imposto in Italia come punto di riferimento dei generi musicali che saranno proposti nella due giorni del festival: indie, trap e alternative rap.

«Un accostamento di parole tanto semplice quanto potente. Un modo gergale per sottolineare qualcosa di imperdibile, di piacevole, di riuscito in pieno. Ed è proprio da questo assunto che nasce Bella Storia Social Music Festival, un momento speciale e fuori dall’ordinario da offrire ad una terra che pullula di vitalità inespressa» spiega Felice Caputo.

NITRO30 ore di musica ininterrotta all’interno di un’area backstage di notevole ampiezza farà da collante tra i grandi artisti che calcheranno i due stage, motori di un evento musical che regalerà al suo pubblico belle storie fatte di concerti e momenti di sana aggregazione socio-culturale.

Il primo Social Music Festival Italiano

“Bella Storia” nasce da un accostamento di parole tanto semplice quanto potente ed immediato rimanda subito ad un momento o a un contesto piacevole da non perdere assolutamente. Si tratta del primo vero Social Music Festival italiano e la sua forte connotazione social ha una duplice accezione.

Bella Storia 2Social, attraverso la sua comunicazione crossmediale, accattivante e coinvolgente e altrettanto social dal desiderio di creare un momento indimenticabile e di reale interazione, aggregazione e scambio fra persone che giungeranno da ogni parte del paese. La line up che propone è frutto di una meticolosa ricerca, realizzata grazie allo studio delle ultime tendenze della musica pop. Ricerca che ha spinto gli organizzatori verso una selezione accurata dei migliori artisti delle principali indie label discografiche italiane. Un social festival musicale che prenderà corpo attraverso una vera e propria “festa” di 2 giorni che riunirà una grande comunità di appassionati di buona musica e smaniosi di condividere assieme ad amici e nuove conoscenze cultura, divertimento e tante belle storie.

 SKINA supporto dell’organizzazione si è unita l’esperienza dei founders del 35mm, fulcro della nightlife avellinese, dell’Ufficio K, agenzia che organizza e promuove eventi musicali da oltre 15 anni, del Dreamers Studio, società specializzata in event management consulting e dell’Irpinia street Mood, associazione impegnata nella valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche irpine in chiave street food a cui è stata affidata la gestione dell’area food & beverage.

BELLA STORIA «Social music festival» è patrocinato dal Comune di Venticano e ha come main sponsor Chime e si avvale di sponsor tecnici come «Ceres» e «Red Bull», che impreziosiranno il festival con tanti gadget. Insomma, sarà proprio una #BellaStoria!

williLa location - Un’intuizione figlia di una “lucida follia” ha partorito l’idea di dare vita a un festival nel cuore dell’Irpinia, capace di far emergere tutta la vitalità e la cultura di questi luoghi, rappresentando di anno in anno un momento di incontro irrinunciabile per tutto il Sud Italia e per l’intero Paese. La location che accoglierà “Bella Storia” sarà Il Polo Fieristico di Venticano in provincia di Avellino.

La scelta della location, frutto di un accurata selezione, tiene conto della strategica posizione geografica della località, dotata di un’uscita autostradale dedicata, è posta al centro fra Campania, Molise, Puglia e Basilicata. Uno spazio concepito e logisticamente adibito per ospitare manifestazioni di largo richiamo, scelta ideale per la migliore ricezione delle 5.000 presenze attese.

Info Utili

I biglietti per partecipare a «BELLA STORIA» sono in vendita sui circuiti Ticket One e Go Due.

Il costo del singolo ticket è di 20€ più diritti di prevendita.

Il prezzo dell’abbonamento per i due giorni del festival, invece, sarà di 33€ a cui andrà aggiunta la prevendita.

Dove: Ingresso al Polo fieristico di Venticano da via del Foro (AV)

Quando: Apertura porte a partire dalle ore 16

Sito: http://www.bellastoriafest.it/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/bellastoriafest/

IG: bellastoria_fest

Per maggiori informazioni – Infoline & WhatsApp (+39) 375 503 9020

Visciano: Il polittico del Memoriale di Padre Arturo, Servo di Dio e la carità cristiana operativa, in flash back

Mina Di Nardo e  l’idea-guida dell’opera, Vincenzo Mariani,  imprenditore e …   “battente”. Monsignor Francesco Marino, e l’attualità della “lezione” di Padre Arturo. Pellegrino Gambardella e l’attualità della visione di Padre Arturo. Padre Arturo e la Provvidenza nel racconto di Padre Vito Terrin. Le riflessioni del dottor Pellegrino Gambardella, già sindaco di Visciano e presidente dell’Associazione degli ex-allievi di Padre Arturo, promotrice della realizzazione del Memoriale. Servizio di Gianni Amodeo. Foto di Modestino Annunziata.

il monumento inaugurazione 228.07-.2018 - Inaugurato il Monumento dedicato a Padre Arturo D’Onofrio, Servo di Dio. L’opera di elevato interesse artistico è stata realizzata nella platea centrale della il monumento visto dallaltorotatoria dello svincolo stradale di Schiava di Tufino. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato rappresentanti istituzionali del territorio, del Consiglio regionale della Campania, della Città metropolitana di Napoli e del Parlamento nazionale.

MINA DI NARDO, ARTISTA E ARCHITETTO.

L’IDEA-GUIDA DELL’OPERA

il progetto del memoriale 3Non mi convinceva del tutto l’idea di realizzare una scultura statuaria su un blocco di marmo, per ricordare Padre Arturo D’Onofrio e l’azione missionaria che ne ha contraddistinto la vita. Mi è parsa ben presto un’idea di plastica fissità che, per quanto elaborata fosse stata configurata, non sarebbe stata in grado di rappresentare la capacità d’iniziativa e la dinamica concretezza realizzatrice del Fondatore del Villaggio del Fanciullo. Un’ idea riduttiva e al limite della banalità, quella di un comune blocco in marmo da plasmare e modellare con la fisionomia di statua. Mi è sembrato più significativo, invece, concepire un Memoriale  che Le motivazioni della Di Nardonarrasse come in “movimento” la storia umana e di fede vissuta da Padre Arturo, evidenziandone le fasi di maggiore pregnanza e rilievo, in rapporto con la realtà sociale di Visciano, di cui mi ha sempre impressionato quello spirito comunitario che nei grandi contesti urbani è ormai inesistente. Ispirandomi a questa visione  ho partecipato al Concorso di idee, indetto nel 2013 dall’amministrazione comunale e dall’Associazione degli ex-allievi di Padre Arturo, proponendo il progetto ch’è “diventato” il Monumento dedicato al Servo di Dio”.

il taglio del nastroE’ la dichiarazione, con cui  Mina Di Nardo, artista e architetto. ha presentato l’idea-guida dell’opera che fa mostra di sé nella platea centrale della rotatoria dello svincolo stradale di Schiava di Tufino nella cerimonia del taglio e dello scoprimento inaugurale del complesso in acciaio colten, con Madrine ufficiali, le signore Rita Mariani e Natalina Marinelli; cerimonia coordinata con efficace incisività  Vincenzo Alaiada Saverio Foglia, che ha fatto registrare la partecipazione dei sindaci dei Comuni dell’area nolano-mariglianese e della Bassa Irpinia, oltre che del consigliere regionale Enzo Alaia, in rappresentanza del presidente della Regione-Campania, Vincenzo De Luca, e del consigliere della Città metropolitana di Napoli, consigliere della Città metropolitana di Napoli Raffaele CacciapuotiRaffaele Cacciapuoti, in rappresentanza del sindaco Luigi de Magistris, l’on.le Paolo Russo, parlamentare nazionale.

E’  un’opera che si prestachiariva ancora Mina Di Nardo ad una doppia lettura, quella della persona che ha fede e quella della persona che non ha fede religiosa d’ispirazione cattolica o di qualsiasi altra religione. Per la prima lettura nel Monumento sono evidenti i simboli della religiosità popolare e della fede radicata nel territorio, con cui è raccontata nelle incisioni e nei trafori del complesso la storia di Padre Arturo e della comunità nel dare vita alle opere di carità cristiana, per la il progetto 1Paolo Russso e Gambardellaseconda lettura di laica valenza sono di considerevole rilievo  i due portali che configurano la simbologia dell’accoglienza e dell’ospitalità riservate sempre e a tutti con quello afflato solidale che ha caratterizzato, e caratterizza, le opere missionarie derivate dal Villaggio del  fanciullo e dalla Piccola opera della Redenzione“, in Italia e nel mondo”.

 

VINCENZO MARIANI,  IMPRENDITORE E …   “BATTENTE”. 

L’ATTUALITA’ DI UNA STORIA  RELIGIOSA E LAICA 

37884629 696372257367018 1763241459789594624 nDi  profilo distinto e  complementare alle riflessioni di Di Nardo era l’intervento di Vincenzo Mariani, presidente dell’omonima azienda leader mondiale nelle installazioni civili in acciaio per l’edilizia e la  viabilità con stabilimenti operativi in terra canadese a Toronto, le cui maestranze hanno realizzato le lastre d’acciaio che formano il perimetro di oltre 30 metri con cui si sviluppa la fascia circolare del Memoriale, la cui messa a dimora si deve all’impresa Barbato De Stefano di Cicciano. Una realizzazione  complessa e impegnativa con filo diretto in via elettronica tra le maestranze e Mina Di Nardo.    

37830006 696341854036725 675964969774219264 n Mariani, che fa parte della larga e grande famiglia degli ex-allievi di Padre Arturo, focalizzava rapidamente il percorso di progettazione e realizzazione dell’opera, rinnovando il personale e spiccato senso d’appartenenza al mondo del Villaggio del fanciullo e a tutto ciò che rappresenta per lui, emigrato in Canada nei lontani anni ’80, dando impulso con i fratelli all’importante realtà imprenditoriale e produttiva della Mariani group  che onora il lavoro italiano all’estero; senso di appartenenza che ravviva e onora partecipando al rito dei “Battenti” che rendono omaggio alla Madonna consolatrice del Carpinello nei festeggiamenti che Le sono dedicati ogni anno e appena conclusi con la fantasmagoria dello spettacolo dei fuochi pirotecnici le cui scie multicolori si compongono e scompongono in varie figure nel cielo della notte.

 

MONSIGNOR FRANCESCO MARINO, VESCOVO DI NOLA

LE RIFLESSIONI SULL’ATTUALITÀ DELLA “LEZIONE” DI PADRE ARTURO

mons F. Marino Mariani e GambardellaE sull’attualità della “lezione” di Padre Arturo erano calibrate le riflessioni di monsignor Francesco Marino, vescovo di Nola; “lezione” che risalta nella bellezza e nell’espressività del linguaggio  del Monumento che Gli è dedicato nel contesto paesaggistico a piedi delle verdeggianti colline di  Visciano. E’ la “lezione” che vive nelle opere della Misericordia – corporali e spirituali- praticate a servizio del prossimo, dei più deboli e degli emarginati. Un retaggio - sottolineava il presule - che arriva direttamente a tutti, perché ciascuno nella sfera della propria condizione personale- quale che sia- può compiere nella quotidianità piccole e semplici azioni di Misericordia che danno valore all’esistenza.

 

PELLEGRINO GAMBARDELLA, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE DEGLI EX-ALLIEVI

L’ATTUALITÀ DELLA VISIONE DI PADRE ARTURO

Lintervento di GambardellaE sull’attualità della visione di Padre Arturo si concentrava il discorso pronunciato dal presidente dell’Associazione degli ex-allievi di Padre Arturo, il medico Pellegrino Gambardella, già sindaco del Comune collinare, pubblicato integralmente qualche giorno fa su questo supporto elettronico on line. E tra i temi focalizzati, l’ex “primo cittadino” poneva quello del dramma e delle sofferenze dei migranti che tagliano i ponti con le natie terre d’Africa, per trovare condizioni di vita umana in Italia e nell’Europa comunitaria della diffusa ricchezza materiale. Un’aspirazione di dignità negata e contrastata, però, dagli egoismi e dai particolarismi della società, la cui opulenza spesso è anche prospero e corposo frutto del saccheggio delle risorse compiute per secoli a mano franca dai potentati politici europei nel Continente nero; egoismi e particolarismi, che Padre Arturo, “gigante della solidarietà”  avrebbe contrastato e superato, facendo valere l’etica dell’accoglienza e dell’amore.

 

PADRE ARTURO E LA PROVVIDENZA

NEL RACCONTO DI PADRE VITO TERRIN

TerrinimagesGS1Y2OMFDue itinerari, quelli disegnati dal vescovo Francesco Marino e da Pellegrino Gambardella, che Padre Vito Terrin connetteva, ripercorrendo il lungo cammino compiuto dalle opere e dalle missioni promosse e realizzate da Padre Arturo, confidando nell’aiuto della Provvidenza in tutte le situazioni e evenienze specie le più ardue e difficili da affrontare. Un puntuale affresco storico sul Bel Paese, ma pienamente calato nella realtà del territorio nostrano, rivisitando gli anni di miseria materiale e di speranza civile dell’immediato secondo dopo-guerra mondiale, quando il Villaggio del fanciullo prese forma, corpo e vita come a Grande casa dell’accoglienza. Erano le prime impronte di quella “Fede operativa”- come l’ha definita Padre Terrin che alimentava e rinvigoriva l’energia morale puntualmente e costantemente trasfusa da Padre Arturo nell’agire di ogni giorno; quell’agire che il polittico del Memoriale racconta nella delicata e raffinata cesellatura dei trafori che lo animano. Una narrazione sagomata nei trafori, in cui spicca la scena del “ primo pellegrinaggio delle pietre” – correva il 1948, l’anno delle prime elezioni legislative a suffragio universale dello Stato repubblicano con democrazia parlamentare - destinate alla costruzione del “Villaggio  del fanciullo”. Erano le pietre tufacee estratte dalle cave di pianura a Tufino e trasportate sulle spalle da migliaia di uomini, donne e giovani. Lunghi e oranti cortei, alla cui testa era sempre Padre Arturo …. con la sua pietra.

IL DISCORSO DI PELLEGRINO GAMBARDELLA

Lintervento di Gambardella Copia“Saluto e ringrazio per la presenza Sua Eccellenza, Monsignor Francesco Marino che ha accettato su nostro invito di benedire il monumento che oggi inauguriamo, dedicato a Padre Arturo D’Onofrio; saluto la Città Metropolitana di Napoli, padrona di casa di questo luogo, nella persona gdel Sindaco De Magistris, rappresentato dal suo delegato Dott. Raffaele Cacciapuoti; il presidente della Giunta Regionale della Campania, on. Vincenzo De Luca, nella persona del suo delegato, on. Enzo Alaia. Un saluto speciale per Antonio Pentangelo, ultimo presidente della Provincia di Napoli che, nel 2014, deliberò l’uso di questa rotatoria per la costruzione del monumento a Padre Arturo 37781375 10210255677983044 3776015202307276800 nD’Onofrio.Un saluto e un grazie di cuore ai Missionari e alle Piccole Apostole della Redenzione che ci hanno accompagnato in questo lungo percorso di preparazione alla giornata di oggi;

Saluto e Ringrazio per la presenza i parlamentari del nostro territorio, i sindaci e i consiglieri della Città Metropolitana, in particolare quelli che ci hanno aiutato al disbrigo di obblighi burocratici. Un saluto particolare al sindaco di Visciano e al sindaco di Tufino che oggi ci ospita, per la preziosa collaborazione durante lo svolgimento dei lavori; saluto e ringrazio i sostenitori insigni che ci hanno permesso di superare difficoltà economiche piuttosto rilevanti e ci sosterranno ancora per la rimanente parte del progetto da completare. Un la progettista Di Nardosaluto specialissimo a tutti voi che avete contribuito con le vostre possibilità e con il cuore alla realizzazione di questa scultura; non dimentico le maestranze: la “Marinelli Group”, la ditta “De Stefano Barbato”, Architetto Mina Di Nardo, ideatrice di quest’opera, Vincenzo Mariani della “Mariani Metal” di Toronto, imprenditore e costruttore di questa magnifica struttura. Non hanno bisogno di ringraziamenti gli ex allievi di Padre Arturo per l’impegno profuso in questi anni, in quanto hanno sempre desiderato lasciare una testimonianza tangibile della loro devozione all’amato Padre.

Vincenzo MarianoCon questa opera abbiamo voluto contribuire alla riqualificazione ambientale di questo luogo un tempo degradato e adibito a discarica di rifiuti urbani; e dare un piccolo segnale di cambiamento: un tassello di un progetto più ampio di turismo religioso di cui si parla ormai da anni e del cui percorso fanno parte Nola, Cimitile, Liveri, Tufino e Visciano naturalmente.

Le madrineQuesto è il monumento ad un gigante della solidarietà umana, ad un prete che fece del più grande insegnamento evangelico “ama il prossimo tuo come te stesso” la regola della sua vita. Tutte le sue attenzioni erano per i bambini orfani e abbandonati, per i poveri, per i malati, per i senza dimora, senza patria, per quelli che, come oggi, naufragano in cerca di pace e di un futuro migliore, i quali pretendono, come è giusto, rispetto per la loro dignità umana.La bellezza e l’imponenza di questo monumento ricordi e ravvivi in noi l’amore e la solidarietà, perché l’umanità non muoia. Ricordi al viandante e al visitatore che un prete , un uomo straordinario, partendo da un piccolo paese, Visciano, sparse, ovunque approdò nel mondo, un alito profumato di umanità e di amore.

il monumemto . particolareil pubblicoPadre Arturo avrebbe speso oggi tutto il suo essere per non veder morire nel mare migliaia di vite umane, per non vedere soffocare la dignità umana nei campi di pomodoro, per ospitare rifugiati di guerra in cerca di pace e di una vita migliore. Padre Arturo è stato Tutto questo; la testimonianza nel mondo del suo passaggio resta la sua “Piccola Opera Della Redenzione” che continua la sua attività umanitaria di solidarietà, crescita e sviluppo dei ragazzi in Italia, Columbia, Guatemala, Messico, El Salvador, in Cile, in India, a Timorrest ed a breve in Madagascar. La sua solidarietà era coinvolgente, riusciva a motivare in modo incredibile le persone con cui aveva contatto; riusciva a toccare le corde più’ nascoste del cuore della gente , quando si trattava di aiutare chi avesse avuto bisogno, chi fosse in difficoltà’, chi necessitava di accoglienza, di sostegno fisico e morale , chi aveva bisogno di speranza in una vita migliore.

imagesNGWHSW19Ricordiamo i pellegrinaggi delle pietre,  raffigurati nella scultura; migliaia di persone, un fiume di popolo Si incamminava da Tufino, con le pietre di tufo sulle spalle o su mezzi di fortuna, verso Visciano, dove verranno poi costruiti i Villaggi della Piccola opera della Redenzione. E Padre Arturo era lì, in testa al corteo con la sua pietra sulle spalle che dava coraggio invocando ad alta voce la MADONNA CONSOLATRICE del CARPINELLO.

imagesBDIS1T1AEgli è stato ed è il simbolo dell’amore che trionfa e riesce a fare per il prossimo cose meravigliose. Noi tutti oggi dedichiamo questo monumento, alla Sua memoria come stimolo alle nostre coscienze perché in esse possa continuare a vivere l’umanità”.