Dibattito aperto a Nola per l’interazione tra il “Genius loci” e i sistemi urbani

La Baukultur e l’identità  delle città: la Dichiarazione di Davos. La tutela-Unesco e la cultura del costruire.

Nola centro storicoMaurizio Barbato  - 01\08\18 - Il 22 gennaio si sono incontrati a Davos, in Svizzera, i Ministri della Cultura di diversi Paesi europei oltre che i rappresentanti di organizzazioni internazionali come Unesco e Icomos,  in occasione dell’Anno del patrimonio Europeo 2018, da cui è stato promulgato il documento battezzatoDichiarazione di Davosverso una BauKultur di alta qualità per l’Europa”.

Il documento, costituito da un elenco di dichiarazioni, pone il ruolo centrale della cultura nella progettazione dello spazio edificato, affermando che “… una cultura della costruzione di qualità non risponde dunque soltanto a esigenze funzionali, tecniche ed economiche, ma anche ai bisogni sociali e psicologici della popolazione”.

nola panoramica 678x381La dichiarazione fornisce indicazioni su come si possa e si debba inserire un’architettura moderna in un centro storico, tra un costruito di pregio, affinché la nuova architettura possa essere compatibile con il contesto esistente e con la socialità. Essa propone una pianificazione urbana ponderata su valori culturali che costituiscono il “genius loci”, il contesto tradizionale e culturale di un luogo.

Il tema è attuale e riguarda tante realtà in Italia ed in Europa. In particolare a Nola il sigillo Unesco intende tutelare le macchine a spalla ma, indirettamente, anche il grembo ove esse sono state concepite, realizzate e si esibiscono in processione, il centro storico. La modifica dei contesti potrebbe portare all’alterazione dei valori e del genius loci, dei fattori, dunque, che hanno determinato lo stesso sigillo.

festa dei gigli nolaVa considerato, tuttavia, quanto nel mondo i processi di innovazione tecnologica abbiano comportato cambiamenti che continuano ad incidere fortemente sull’organizzazione della vita e dei territori, e quanto i meccanismi finanziari ed economici, legati ai detti cambiamenti,abbiano preso il sopravvento incidendo sul nostro stesso comportamento sempre meno empatico e privo di emozioni rispetto alle modifiche determinate sul territorio.

Una sorta di assopimento collettivo dove noi stessi, al sopraggiungere del dubbio sul perché di quel tipo di intervento edilizio piuttosto che di quella demolizione, ci acquetiamo con una frettolosa risposta o,disinteressandoci, ribaltiamo ad altri la responsabilità o giustifichiamo la circostanza per un’indefinita e improbabile priorità di natura economica.

CIS di Nola visto dallaltoCosì,in parte,ci siamo autoesclusi dal settore decisionale sulla pianificazione e decoro urbano, che invece ci appartiene fortemente considerato che la pianificazione, per definizione, prevede la partecipazione dei cittadini.

Proprio a tal proposito l’ulteriore elemento di riflessione, contenuto nel documento “Verso una Baukultur”, si riferisce alla condizione per la quale la cultura della costruzione di qualità non può che essere il prodotto di un dibattito tra i responsabili politici, le autorità competenti, i professionisti e, in particolare, con la società civile pienamente informata e sensibilizzata.

Lo scorso 4 giugno si è tenuto a Nola, nella chiesa dei santi Apostoli, il dibattito sul tema della demolizione e ricostruzione in centro storico, organizzato dalle associazioni Civitas, Legambiente e Mu.Sa. nel corso del quale l’ing. Maurizio Di Stefano,presidente emerito Icomos, oltre ad evidenziare l’importanza della dichiarazione di Davos, metteva in evidenza la necessità della partecipazione dei cittadini al processo di progettazione urbana:“Lo strumento della Baukultur è una nuova visione del sistema, una visione che vuole che nessun intervento sia finalizzato a sé stesso - dove gli obiettivi del restauro e della progettazione urbana -  devono provenire dalla base, dalle associazioni, dalla società civile …. è preferibile che l’errore provenga dalla base che non da quei pochi che hanno solo l’interesse della speculazione”.

La cultura del costruire si basa sulla partecipazione sociale che è l’elemento fondamentale per usare bene e in maniera collettivamente utile. Partecipazione attiva significa fare sistema e rendere il terreno fertile per la realizzazione di una pianificazione condivisa. 

Visciano: Il polittico del Memoriale di Padre Arturo, Servo di Dio e la carità cristiana operativa, in flash back

Mina Di Nardo e  l’idea-guida dell’opera, Vincenzo Mariani,  imprenditore e …   “battente”. Monsignor Francesco Marino, e l’attualità della “lezione” di Padre Arturo. Pellegrino Gambardella e l’attualità della visione di Padre Arturo. Padre Arturo e la Provvidenza nel racconto di Padre Vito Terrin. Le riflessioni del dottor Pellegrino Gambardella, già sindaco di Visciano e presidente dell’Associazione degli ex-allievi di Padre Arturo, promotrice della realizzazione del Memoriale. Servizio di Gianni Amodeo. Foto di Modestino Annunziata.

il monumento inaugurazione 228.07-.2018 - Inaugurato il Monumento dedicato a Padre Arturo D’Onofrio, Servo di Dio. L’opera di elevato interesse artistico è stata realizzata nella platea centrale della il monumento visto dallaltorotatoria dello svincolo stradale di Schiava di Tufino. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato rappresentanti istituzionali del territorio, del Consiglio regionale della Campania, della Città metropolitana di Napoli e del Parlamento nazionale.

MINA DI NARDO, ARTISTA E ARCHITETTO.

L’IDEA-GUIDA DELL’OPERA

il progetto del memoriale 3Non mi convinceva del tutto l’idea di realizzare una scultura statuaria su un blocco di marmo, per ricordare Padre Arturo D’Onofrio e l’azione missionaria che ne ha contraddistinto la vita. Mi è parsa ben presto un’idea di plastica fissità che, per quanto elaborata fosse stata configurata, non sarebbe stata in grado di rappresentare la capacità d’iniziativa e la dinamica concretezza realizzatrice del Fondatore del Villaggio del Fanciullo. Un’ idea riduttiva e al limite della banalità, quella di un comune blocco in marmo da plasmare e modellare con la fisionomia di statua. Mi è sembrato più significativo, invece, concepire un Memoriale  che Le motivazioni della Di Nardonarrasse come in “movimento” la storia umana e di fede vissuta da Padre Arturo, evidenziandone le fasi di maggiore pregnanza e rilievo, in rapporto con la realtà sociale di Visciano, di cui mi ha sempre impressionato quello spirito comunitario che nei grandi contesti urbani è ormai inesistente. Ispirandomi a questa visione  ho partecipato al Concorso di idee, indetto nel 2013 dall’amministrazione comunale e dall’Associazione degli ex-allievi di Padre Arturo, proponendo il progetto ch’è “diventato” il Monumento dedicato al Servo di Dio”.

il taglio del nastroE’ la dichiarazione, con cui  Mina Di Nardo, artista e architetto. ha presentato l’idea-guida dell’opera che fa mostra di sé nella platea centrale della rotatoria dello svincolo stradale di Schiava di Tufino nella cerimonia del taglio e dello scoprimento inaugurale del complesso in acciaio colten, con Madrine ufficiali, le signore Rita Mariani e Natalina Marinelli; cerimonia coordinata con efficace incisività  Vincenzo Alaiada Saverio Foglia, che ha fatto registrare la partecipazione dei sindaci dei Comuni dell’area nolano-mariglianese e della Bassa Irpinia, oltre che del consigliere regionale Enzo Alaia, in rappresentanza del presidente della Regione-Campania, Vincenzo De Luca, e del consigliere della Città metropolitana di Napoli, consigliere della Città metropolitana di Napoli Raffaele CacciapuotiRaffaele Cacciapuoti, in rappresentanza del sindaco Luigi de Magistris, l’on.le Paolo Russo, parlamentare nazionale.

E’  un’opera che si prestachiariva ancora Mina Di Nardo ad una doppia lettura, quella della persona che ha fede e quella della persona che non ha fede religiosa d’ispirazione cattolica o di qualsiasi altra religione. Per la prima lettura nel Monumento sono evidenti i simboli della religiosità popolare e della fede radicata nel territorio, con cui è raccontata nelle incisioni e nei trafori del complesso la storia di Padre Arturo e della comunità nel dare vita alle opere di carità cristiana, per la il progetto 1Paolo Russso e Gambardellaseconda lettura di laica valenza sono di considerevole rilievo  i due portali che configurano la simbologia dell’accoglienza e dell’ospitalità riservate sempre e a tutti con quello afflato solidale che ha caratterizzato, e caratterizza, le opere missionarie derivate dal Villaggio del  fanciullo e dalla Piccola opera della Redenzione“, in Italia e nel mondo”.

 

VINCENZO MARIANI,  IMPRENDITORE E …   “BATTENTE”. 

L’ATTUALITA’ DI UNA STORIA  RELIGIOSA E LAICA 

37884629 696372257367018 1763241459789594624 nDi  profilo distinto e  complementare alle riflessioni di Di Nardo era l’intervento di Vincenzo Mariani, presidente dell’omonima azienda leader mondiale nelle installazioni civili in acciaio per l’edilizia e la  viabilità con stabilimenti operativi in terra canadese a Toronto, le cui maestranze hanno realizzato le lastre d’acciaio che formano il perimetro di oltre 30 metri con cui si sviluppa la fascia circolare del Memoriale, la cui messa a dimora si deve all’impresa Barbato De Stefano di Cicciano. Una realizzazione  complessa e impegnativa con filo diretto in via elettronica tra le maestranze e Mina Di Nardo.    

37830006 696341854036725 675964969774219264 n Mariani, che fa parte della larga e grande famiglia degli ex-allievi di Padre Arturo, focalizzava rapidamente il percorso di progettazione e realizzazione dell’opera, rinnovando il personale e spiccato senso d’appartenenza al mondo del Villaggio del fanciullo e a tutto ciò che rappresenta per lui, emigrato in Canada nei lontani anni ’80, dando impulso con i fratelli all’importante realtà imprenditoriale e produttiva della Mariani group  che onora il lavoro italiano all’estero; senso di appartenenza che ravviva e onora partecipando al rito dei “Battenti” che rendono omaggio alla Madonna consolatrice del Carpinello nei festeggiamenti che Le sono dedicati ogni anno e appena conclusi con la fantasmagoria dello spettacolo dei fuochi pirotecnici le cui scie multicolori si compongono e scompongono in varie figure nel cielo della notte.

 

MONSIGNOR FRANCESCO MARINO, VESCOVO DI NOLA

LE RIFLESSIONI SULL’ATTUALITÀ DELLA “LEZIONE” DI PADRE ARTURO

mons F. Marino Mariani e GambardellaE sull’attualità della “lezione” di Padre Arturo erano calibrate le riflessioni di monsignor Francesco Marino, vescovo di Nola; “lezione” che risalta nella bellezza e nell’espressività del linguaggio  del Monumento che Gli è dedicato nel contesto paesaggistico a piedi delle verdeggianti colline di  Visciano. E’ la “lezione” che vive nelle opere della Misericordia – corporali e spirituali- praticate a servizio del prossimo, dei più deboli e degli emarginati. Un retaggio - sottolineava il presule - che arriva direttamente a tutti, perché ciascuno nella sfera della propria condizione personale- quale che sia- può compiere nella quotidianità piccole e semplici azioni di Misericordia che danno valore all’esistenza.

 

PELLEGRINO GAMBARDELLA, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE DEGLI EX-ALLIEVI

L’ATTUALITÀ DELLA VISIONE DI PADRE ARTURO

Lintervento di GambardellaE sull’attualità della visione di Padre Arturo si concentrava il discorso pronunciato dal presidente dell’Associazione degli ex-allievi di Padre Arturo, il medico Pellegrino Gambardella, già sindaco del Comune collinare, pubblicato integralmente qualche giorno fa su questo supporto elettronico on line. E tra i temi focalizzati, l’ex “primo cittadino” poneva quello del dramma e delle sofferenze dei migranti che tagliano i ponti con le natie terre d’Africa, per trovare condizioni di vita umana in Italia e nell’Europa comunitaria della diffusa ricchezza materiale. Un’aspirazione di dignità negata e contrastata, però, dagli egoismi e dai particolarismi della società, la cui opulenza spesso è anche prospero e corposo frutto del saccheggio delle risorse compiute per secoli a mano franca dai potentati politici europei nel Continente nero; egoismi e particolarismi, che Padre Arturo, “gigante della solidarietà”  avrebbe contrastato e superato, facendo valere l’etica dell’accoglienza e dell’amore.

 

PADRE ARTURO E LA PROVVIDENZA

NEL RACCONTO DI PADRE VITO TERRIN

TerrinimagesGS1Y2OMFDue itinerari, quelli disegnati dal vescovo Francesco Marino e da Pellegrino Gambardella, che Padre Vito Terrin connetteva, ripercorrendo il lungo cammino compiuto dalle opere e dalle missioni promosse e realizzate da Padre Arturo, confidando nell’aiuto della Provvidenza in tutte le situazioni e evenienze specie le più ardue e difficili da affrontare. Un puntuale affresco storico sul Bel Paese, ma pienamente calato nella realtà del territorio nostrano, rivisitando gli anni di miseria materiale e di speranza civile dell’immediato secondo dopo-guerra mondiale, quando il Villaggio del fanciullo prese forma, corpo e vita come a Grande casa dell’accoglienza. Erano le prime impronte di quella “Fede operativa”- come l’ha definita Padre Terrin che alimentava e rinvigoriva l’energia morale puntualmente e costantemente trasfusa da Padre Arturo nell’agire di ogni giorno; quell’agire che il polittico del Memoriale racconta nella delicata e raffinata cesellatura dei trafori che lo animano. Una narrazione sagomata nei trafori, in cui spicca la scena del “ primo pellegrinaggio delle pietre” – correva il 1948, l’anno delle prime elezioni legislative a suffragio universale dello Stato repubblicano con democrazia parlamentare - destinate alla costruzione del “Villaggio  del fanciullo”. Erano le pietre tufacee estratte dalle cave di pianura a Tufino e trasportate sulle spalle da migliaia di uomini, donne e giovani. Lunghi e oranti cortei, alla cui testa era sempre Padre Arturo …. con la sua pietra.

IL DISCORSO DI PELLEGRINO GAMBARDELLA

Lintervento di Gambardella Copia“Saluto e ringrazio per la presenza Sua Eccellenza, Monsignor Francesco Marino che ha accettato su nostro invito di benedire il monumento che oggi inauguriamo, dedicato a Padre Arturo D’Onofrio; saluto la Città Metropolitana di Napoli, padrona di casa di questo luogo, nella persona gdel Sindaco De Magistris, rappresentato dal suo delegato Dott. Raffaele Cacciapuoti; il presidente della Giunta Regionale della Campania, on. Vincenzo De Luca, nella persona del suo delegato, on. Enzo Alaia. Un saluto speciale per Antonio Pentangelo, ultimo presidente della Provincia di Napoli che, nel 2014, deliberò l’uso di questa rotatoria per la costruzione del monumento a Padre Arturo 37781375 10210255677983044 3776015202307276800 nD’Onofrio.Un saluto e un grazie di cuore ai Missionari e alle Piccole Apostole della Redenzione che ci hanno accompagnato in questo lungo percorso di preparazione alla giornata di oggi;

Saluto e Ringrazio per la presenza i parlamentari del nostro territorio, i sindaci e i consiglieri della Città Metropolitana, in particolare quelli che ci hanno aiutato al disbrigo di obblighi burocratici. Un saluto particolare al sindaco di Visciano e al sindaco di Tufino che oggi ci ospita, per la preziosa collaborazione durante lo svolgimento dei lavori; saluto e ringrazio i sostenitori insigni che ci hanno permesso di superare difficoltà economiche piuttosto rilevanti e ci sosterranno ancora per la rimanente parte del progetto da completare. Un la progettista Di Nardosaluto specialissimo a tutti voi che avete contribuito con le vostre possibilità e con il cuore alla realizzazione di questa scultura; non dimentico le maestranze: la “Marinelli Group”, la ditta “De Stefano Barbato”, Architetto Mina Di Nardo, ideatrice di quest’opera, Vincenzo Mariani della “Mariani Metal” di Toronto, imprenditore e costruttore di questa magnifica struttura. Non hanno bisogno di ringraziamenti gli ex allievi di Padre Arturo per l’impegno profuso in questi anni, in quanto hanno sempre desiderato lasciare una testimonianza tangibile della loro devozione all’amato Padre.

Vincenzo MarianoCon questa opera abbiamo voluto contribuire alla riqualificazione ambientale di questo luogo un tempo degradato e adibito a discarica di rifiuti urbani; e dare un piccolo segnale di cambiamento: un tassello di un progetto più ampio di turismo religioso di cui si parla ormai da anni e del cui percorso fanno parte Nola, Cimitile, Liveri, Tufino e Visciano naturalmente.

Le madrineQuesto è il monumento ad un gigante della solidarietà umana, ad un prete che fece del più grande insegnamento evangelico “ama il prossimo tuo come te stesso” la regola della sua vita. Tutte le sue attenzioni erano per i bambini orfani e abbandonati, per i poveri, per i malati, per i senza dimora, senza patria, per quelli che, come oggi, naufragano in cerca di pace e di un futuro migliore, i quali pretendono, come è giusto, rispetto per la loro dignità umana.La bellezza e l’imponenza di questo monumento ricordi e ravvivi in noi l’amore e la solidarietà, perché l’umanità non muoia. Ricordi al viandante e al visitatore che un prete , un uomo straordinario, partendo da un piccolo paese, Visciano, sparse, ovunque approdò nel mondo, un alito profumato di umanità e di amore.

il monumemto . particolareil pubblicoPadre Arturo avrebbe speso oggi tutto il suo essere per non veder morire nel mare migliaia di vite umane, per non vedere soffocare la dignità umana nei campi di pomodoro, per ospitare rifugiati di guerra in cerca di pace e di una vita migliore. Padre Arturo è stato Tutto questo; la testimonianza nel mondo del suo passaggio resta la sua “Piccola Opera Della Redenzione” che continua la sua attività umanitaria di solidarietà, crescita e sviluppo dei ragazzi in Italia, Columbia, Guatemala, Messico, El Salvador, in Cile, in India, a Timorrest ed a breve in Madagascar. La sua solidarietà era coinvolgente, riusciva a motivare in modo incredibile le persone con cui aveva contatto; riusciva a toccare le corde più’ nascoste del cuore della gente , quando si trattava di aiutare chi avesse avuto bisogno, chi fosse in difficoltà’, chi necessitava di accoglienza, di sostegno fisico e morale , chi aveva bisogno di speranza in una vita migliore.

imagesNGWHSW19Ricordiamo i pellegrinaggi delle pietre,  raffigurati nella scultura; migliaia di persone, un fiume di popolo Si incamminava da Tufino, con le pietre di tufo sulle spalle o su mezzi di fortuna, verso Visciano, dove verranno poi costruiti i Villaggi della Piccola opera della Redenzione. E Padre Arturo era lì, in testa al corteo con la sua pietra sulle spalle che dava coraggio invocando ad alta voce la MADONNA CONSOLATRICE del CARPINELLO.

imagesBDIS1T1AEgli è stato ed è il simbolo dell’amore che trionfa e riesce a fare per il prossimo cose meravigliose. Noi tutti oggi dedichiamo questo monumento, alla Sua memoria come stimolo alle nostre coscienze perché in esse possa continuare a vivere l’umanità”.

Mugnano del Cardinale / Caffè Aragonese: Alessia Ucciardo per la giuria la più bella d’Irpinia per Miss Italia

Sei le partecipati selezionate che parteciperanno alla serata di mercoldì 11 al “Cardarelli” a Nola.

La vincitrice 3N.R. - 10.07.2018 - Alessia Ucciardo di Montella, 20 anni, è stata proclamata la più bella di Irpinia, nella selezione di Mugnano del Cardinale, presso il caffè Aragonese per il concorso di Miss Italia.

In una serata magica, in uno scenario suggestivo passano il turno per le selezioni regionali anche Idiana Giuliani di Avellino, Lucia Barone di Sperone, Santa Le sei selezionate IMG 20180707 WA0018 2Pavone di Avella, Francesca Tortora di Casamarciano e Valentina Santa Sbrescia di Sant’Anastasia.

Le partecipanti, preparate dai parrucchieri di Voglia di Cambiare di Monteforte Irpino, hanno sfilato con il body istituzionale del concorso e si sono anche esibite in varie discipline.

Ospite canoro della serata Pasquale Tedesco, mentre la Scuola di Ballo di Elisa Le partecipanti IMG 20180707 WA0020 2la Cava si è esibita sul palco allestito all’interno dello storico palazzo. Ha presentato lo spettacolo Erennio De Vita.

In giuria, presieduta dal giornalista Enzo Pecorelli, quattro sindaci del Baianese-Alto Clanio: Alessandro Napolitano di Mugnano del Cardinale, Simone Rozza di Quadrelle, Domenico Biancardi di Avella, Raffaele Colucci di Sirignano, invitati da Franco Amodeo, storico collaboratore di Antonio Contaldo, esclusivista regionale. Gli altri giurati erano l’assessore Antonio Maietta in rappresentanza del Comune di Sperone; Frank Boccieri della gioielleria “Boccieri”di Baiano;  Virginia Miro, consigliere comunale di Mugnano del Cardinale; Matteo Vasta medico ed ex sindaco di Mugnano del Cardinale; il giornalista Albino Albano e Carmine Lup di Alternative Tourism.

Intanto lo spettacolo si sposta, mercoledì sera, a ”Il Cardarelli" a Nola

TORELLA DEI LOMBARDI: SAPORI ANTICHI 2018, PROMOSSA DALLA PRO LOCO CANDRIANO, ALLA XXIV EDIZIONE

Il “tipico prodotto d’eccellenza”: Sergio Leone, che negli anni passati ha regalato un periodo aureo al paese grazie al Premio cinematografico, ha focalizzato l’attenzione sugli aspetti peculiari e caratteristici dei film western del noto regista.Tre giorni di eventi che, sotto ladirezione artistica di Roberto D’AgneseperOmast Eventi, rievocheranno la leggendaria figura del cineasta che dall’Irpinia conquistò Hollywood.

Logo Sapori AntichiN,R. – 14.07.2018 - La manifestazione SAPORI ANTICHI, quest'anno presentato interessanti novità. L’evento che tradizionalmente mira a riproporre le antiche tradizioni culinarie del territorio, ha lasciato ampio spazio allo sviluppo di aspetti culturali caratterizzanti del paese. Poiché la manifestazione ha sempre avuto l'obiettivo di essere una vera e propria “rievocazione culturale comunitaria”, affianca, accanto ad un più completo percorso enogastronomico irpino , accanto ancora ai suoni e ai colori del folklore campano, una contaminazione western.

Once Upon a Time in the West 28 2La scelta di riprendere scenari, sapori e suoni del Wild West è scaturita dal fatto che Torella vanta i natali di illustri personaggi, tra cui Vincenzo Leone, nonché padre del regista di film western: SERGIO LEONE. Nel Leone scorreva sangue irpino, sangue torellese.

L’obiettivo di SAPORI ANTICHI è quello di riprendere gli aspetti peculiari e caratteristici dei film western del noto regista: scenografie, musiche, giochi e cibo del lontano West  hanno contaminato suggestivamente i suoni, i sapori e la cultura irpina.

TorellaDeiLombardi01Aldilà dell’aspetto ricreativo, attenzione non meno importante è data alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio artistico-culturale del paese, che ha la fortuna di accogliere monumenti di rilevante valore: l’imponente castello Candriano, che ha fatto da cornice alle tre giornate previste dal programma , un Museo in esso contenuto,che  ospita una mostra fotografica dedicata a Sergio Leone, una Fontana Monumentale, un Mulino ottocentesco e una torre normanna . Insomma l’evento, unico nel suo genere, fa da VETRINA ad uno dei paesi più caratteristici e belli dell’Irpinia, che ha tanto da mostrare e tanto da raccontare.

sergio leoneLa scelta di organizzare in questo modo la manifestazione è scaturita dal fatto che a differenza di molti paesi limitrofi Torella non ha una tipicità culinaria, non ha degli UNICUM territoriali ma ha un “tipico Prodotto d’eccellenza”: Sergio Leone che negli anni passati ha regalato un periodo aureo al paese grazie al Premio cinematografico Sergio Leone.

La direzione artistica di Gianni Minà, come la presenza di numerosi ospiti del calibro di Ennio Morricone, Lina Wertmuller,  Bud Spencer, Terence Hill,  Carlo Verdone e tanti altri, ha fatto si che per ben sedici anni ( 1992-2008) il paese fosse il fiore all’occhiello dell’Irpinia.

mappasaporiantichiL’evento avrà iniziovenerdì 27 luglioa partire dalle20.00  in piazza Sergio Leone con il raduno dei gruppi folcloristici irpini “Li Lassa e Piglia” e la Scuola di Tarantella Montemaranese.  Alle ore 21.00 esibizione degli alunni dellaclasse IV B dell’Istituto Comprensivo “Criscuoli” sulle note della colonna sonora del film “Il buono, il brutto e il cattivo”. A seguire  i suoni antichi con i Bottari di Macerata Campania.  Alle ore 21.30, presso il villaggio western, esibizione “L’Arpa e il Violino”, esecuzione di colonne sonore a cura di Verdania Leone e Ivan Barbone.

Ricco anche il programma disabato 28 luglio, in piazza Sergio Leone, alle ore 21.00, esibizione deI Moifà. A seguire live deI Scommonecati. Presso il villaggio western, alle ore 21.30 esibizione “L’Arpa e il Violino”, esecuzione di colonne sonore a cura di Verdania Leone e Ivan Barbone. A seguireSarcinel Country Bande “La vera storia del caciocavallo a dondolo”, spettacolo teatrale a cura della compagniaClan HGo West! Go Irpinia! Ossia la vera storia del caciocavallo a dondolo”, conSalvatore Mazza,Andrea De Ruggiero,Santa Capriolo,Felice CataldoeLaura Tropeano.

Perdomenica 29 luglio, alle ore 21.00, in piazza Sergio Leone, esibizione deLe Ninfe della Tammorra. A seguire estrazione lotteria e premiazione del concorso “Il Buono, il Brutto e l’Irpino” con la partecipazione del conduttoreGianni Simioli, dell’attoreNicola Canonicoe dello showmanMario Zamma.  Presso il villaggio western, alle ore 21.30 si esibirannol’Orchestra western ea seguireBarabba Blues.

Ricca e gustosa anche la gastronomia. Ogni sera sarà possibile gustare caciocavallo impiccato, pizzilli, salsicce e fagioli e tantissime altre specialità locali.Sarà possibile, inoltre, anche pranzare sia sabato, 28 luglio, alle ore 13.00 presso il Villaggio western con il pranzo dal titolo “Giù la testa”che domenica, 29 luglio, presso il castello Ruspoli Candriano, con il pranzo dello chefEduardo Portanova.

Il pranzo dello chef comprenderà ricottina di latte podolico in pasta kataifi su vellutata di zucchine, petali di fiore di zucca in pastella e culis di pomodoro San Marzano, pacchero di grano biologico con ragù alla genovese di agnello al profumo di maggiorana e di tartufo estivo, millefoglie di maialino con porcino reale e julienne di provola ed un dolce “Espressione di castagna”. Per i due pranzi è necessario prenotare entro domenica 22 luglio. (inviando una mail aQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.oppure chiamando al 327/5568671).

Per info contattate:

Proloco "Candriano" Torella dei Lombardi

Via Camillo Ruspoli, 2 Torella dei Lombardi, 83057, Avellino.

Numero: 0827/49291 - Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Palazzo Reale - Cortile delle carrozze / Napoli: Io credo a Cassandra, di Enzo Marangelo

Sabato 7 luglio alle ore 21.30, a Napoli, nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, prima nazionale diIo credo a Cassandra - Capitolo 1. La Tempesta.Debutta all’interno dellasezione OsservatoriodelNapoli Teatro Festival Italia 2018, direzione artistica di Ruggero Cappuccio,l’ultima produzione diHypokritès Teatro Studioper la regia diEnzo Marangelo, ispirata al noto romanzoCassandra di Christa Wolf.

 

enzo marangelo 2N.R. – 07.07.2018 - Tra le 85 compagnie, nazionali e internazionali, in scena alla XI edizione delNapoli Teatro Festival Italia 2018, direzione artistica Ruggero Cappuccio,Hypokritès Teatro Studio, diretta daEnzo Marangelo, presenta al pubblico sabato 7 luglio, a Napoli nel Cortile delle Carrozze di Palazzo reale, casa madre del Festival per il secondo anno consecutivo, una nuova produzione,Io credo a Cassandra, Capitolo 1. La tempesta. Enzo Marangelo porta in scena la sua nuova regia, ispirandosi al testo che Christa Wolf scrisse nel 1983 in cui la veggente, figlia di Ecuba e Priamo, racconta il tramonto e la rovina della sua città, ricordando la traversata dell’Egeo in tempesta.

Il lavoro artistico rientra in un progetto più ampio, formulato a capitoli, che Marangelo, in una chiave di lettura proteiforme, costruisce ispirandosi di volta in volta all’antropologia delle città che li ospiteranno. Per Napoli elemento portante sarà la tempesta.

In scenaRaffaella AnzaloneeSara Meoni, interpreti di Cassandra, la donna e la sacerdotessa; con loroMartina Coppeto, Raffaella De Piano, Lisa Imperatore, Francesca Murru, Mario Paesano, Davide Pascarella e Paola Senatore, iperformerselezionati tra i 18 candidati al LaboratorioCassandra_lab, organizzato da Hypokritès esclusivamente per la preparazione all’allestimento napoletano della tempesta. “Cassandra è una proiezione morale” - dichiara Marangelo - “Io credo a Cassandra riconsidera la figura mitologica nella contemporaneità. Focalizza il conflitto tra chi ha una lungimiranza capace di prevedere il corso degli eventi, e chi, pur vedendo, nega tale sguardo e si rifiuta di ascoltare. Ancora attuale è l’ineludibile legame di verità-morte: chi sa una verità scomoda, che non deve esser detta, muore.”

Assistente alla regia èPiera De Piano; lo studio drammaturgico è diRenato Siniscalchi, Piera De Piano edEnzo Marangelo, autore quest’ultimo anche del disegno luci e della selezione musicale; il progetto scenografico è firmato daMichele Paolillo; i costumi e il trucco sono diStefania Pisano; gli elementi di scena in ferro sono stati realizzati daOmfas; datore luci e suono èFelice Carbone; gli assistenti tecniciGigi Grosso, Massimo CaiafaeRaffaella De Maio; le foto di scena saranno a cura diMaria Emilia De Maio.