Termina “Taurasi Vendemmia”: sabato 26 il gran finale con “Lo pastiero” di Sant’Angelo all’Esca

Si  chiude il cartellone di eventi con la valorizzazione di un’altra eccellenza della Media Valle del Calore.

logo taurasi vendemmia 2C.S. - 25.05.2018 - Taurasi Vendemmia”, promosso dai Comuni di Taurasi (capofila) e di Sant’Angelo all’Esca e finanziato dalla Regione Campania, nell’ambito del POC 2014-2020 (linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”), si chiude sabato 26 maggio con una tradizione di Sant’Angelo all’Esca che ha conquistato visitatori e appassionati: il pastiero, piatto tipico della cucina locale, cotto in un enorme ruoto di rame, con la brace di un gigantesco falò, allestito di buon mattino. E’un rustico fatto con duemila uova, quaranta chili di pasta, cinquanta chili di formaggio, che va in cottura già dal mattino nella piazza centrale del paese.

Lo pastieroIl programma della giornata prevede, infatti, già dalle ore 7.00, l’avvio della preparazione de “lo pastiero” con l’allestimento e l’accensione del falò. Alle ore 12.00 l’allestimento del ruoto di rame per il pastiero e, alle ore 20.00, l’atteso taglio e distribuzione del pastiero con degustazioni e il concerto di Voci del Sud.

Protagonista dell’iniziativa,dunque, è la tradizione de “lo pastiero”, che rimanda al periodo post terremoto, in un tempo di tristezza in cui non era facile trovare una motivazione per guardare con fiducia al futuro. Fu allora, nel 1983, che alcuni giovani del paese diedero vita a questa manifestazione, per riportare la popolazione in piazza e creare, di nuovo, condivisione.

La tradizione, ormai consolidata e attesa, è giunta alla 35esima edizione; rievoca una sana civiltà contadina che, intorno al fuoco, condivide il desco e un bicchiere di corposo di aglianico, il tutto allietato da musica popolare. Si tratta, in definitiva, di un evento molto apprezzato e molto noto, che richiama visitatori da tutta la Campania.

Attilio Iannuzzo 669MjYfL 400x400«Il pastiero - dichiara il sindaco di Sant’Angelo all’Esca, Attilio Iannuzzo - rappresenta un pezzo del patrimonio identitario della nostra comunità. È una tradizione tutto sommato recente ma perché legata alla tragedia del terremoto dell’80, e ha subito trovato uno spazio d’elezione nella nostra memoria collettiva. Oggi può diventare anche altro, può essere strumento di promozione territoriale. Questa è una edizione straordinaria, una versione primaverile, perché il pastiero, in realtà ha una data fissa, il 29 dicembre e si ripropone ora, nell’ ambito del progetto “Taurasi Vendemmia”, che ci dà la possibilità di far riaffiorare e rivivere le nostre tradizioni».

NAPOLI / UNIVERSITA’ “FEDERICO II”SI E’ DISCUSSO DI “GIORNALISMO E SAPERI STORICI”

Presso l'Università di Napoli Federico II di Napoli, il 10 maggio 2018, si è tenuto un convegno che ha analizzato la figura dello storico e del giornalista: “Giornalismo e saperi storici.

aldo moroGiu. D’Ava. - 15.05.2018 - Ancora un interessante appuntamento del calendario del corso di formazione, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti. Ai lavori, moderati da Alessandro Sansoni, consigliere Nazionale dell'Ordine, sono intervenuti: Roberto Delle Donne, docente di Storia Medioevale; Paolo Macry, docente di Storia Contemporanea; Gigi Di Fiore, giornalista, e Alessandro Cecchi Paone, giornalista Mediaset.

Nel corso dell'incontro è stata analizzata la figura dello storico e del giornalista che, sebbene possono sembrare antitetici, si integrano e sono complementari l'uno all'altro. Infatti, spesso ci sono storici che sono anche giornalisti e ci sono storici che si aprono con forme di comunicazione più accessibili. Il docente di storia medioevale, il prof. Roberto Delle Donne, ha ricordato che, sebbene mancano gli strumenti audiovisivi, si possono sempre ricostruire i vari eventi che hanno caratterizzato la transizione al mondo moderno.

Dai relatori non sono mancate critiche a riviste storiche importanti e a programmi televisivi che trattano gli stessi argomenti. Alessandro Cecchi Paone, nel suo intervento, ha sottolineato l'importanza di conoscere le lingue straniere, in particolare l'inglese, per chi insegna italiano ed ha evidenziato il ruolo dei social, che ormai occupano un posto preminente nella comunicazione moderna.

Tra gli intervenuti il giornalista Albino Albano ha evidenziato che “le due figure si intersecano benissimo in quanto il giornalista deve conoscere ed approfondire la verità come lo storico”; ha, altresì, ribadito “l'importanza della conoscenza delle lingue e della storia in generale, compresa quella medioevale, ricca di eventi storici come quello della venuta dei Longobardi in Italia che, accettando la cultura latina e integrandosi con i residenti. hanno dato un futuro all'Italia”.

Napoli / Federico II: Convegno su “Il caso Moro. Tra verità e silenzi nella deontologia professionale”

Nel Corso di Formazione dell’Ordine dei Giornalisti della Campania trattato uno degli episodi più misteriosi e insoluti della storia della nostra Repubblica.

259px Aldo Moro brG. D’Ava. – 10.05.2018 - Mercoledì 9 maggio 2018, presso la Sala convegni del Palazzo degli Uffici della Federico II, in via Giulio Cesare Cortese, a Napoli, con inizio alle ore 9.30, si è tenuto il convegno sul temaIl caso Moro. Tra verità e silenzi nella deontologia professionale”.

Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che nei ha saluti ha ringraziato l’Università che, di recente, ha ospitato  diversi corsi di formazione.

IMG 20180511 WA0005A seguire i giornalisti professionisti Stefania Limiti e Marcello Altamura hanno relazionato sul rapimento e sull’uccisione di Aldo Moro, spaziando sulle varie tematiche che hanno caratterizzato questo periodo della storia della repubblica, quali la rivendicazione sociale, la rivolta studentesca, la lotta armata, le tensioni internazionali e la guerra fredda.

In  seno all’evento, inoltre, sono stati trattati capillarmente gli aspetti relativi alla strage di via Fani, di quel 16 marzo 1978, che, nonostante le scrupolose indagini di quarant’anni orsono, gli interrogatori e i relativi verbali dei carabinieri, la strage resta misteriosa e insoluta, e troppe sono ancora le crepe e le discordanze.

AVELLA: CELEBRATO IL PRIMO MATRIMONIO CIVILE TRA CITTADINI STRANIERI

Un avvenimento storico che va sicuramente registrato.

matrimonio ucraino 1024x574N. R. – 15.04.2018 - Lo scorso 20 marzo 2018, alle ore 16.30, si è celebrato, nella Sala Alvarez de Toledo del Palazzo Baronale di Avella, il primo matrimonio tra due cittadini stranieri residenti nella cittadina della Bassa Irpinia.

matrimonio ucraino 3 1024x768Gli sposi Pyatkivskyy Volodymyr e Fialkovska Liudmyla, con l’abito tipico della tradizione ucraina, alla presenza del sindaco, avv. Domenico Biancardi, e dell’ufficiale dello Stato Civile, Carmine Pedalino, hanno contratto matrimonio civile, pronunciando  il classico sì.

Presenti alla cerimonia i coniugi avellani Vincenzo Pecchia e consorte sig.ra Lina Fusco

Lauro / Archivio del Castello Lancellotti: Inventariati i documenti

Presentato il lavoro di inventariazione e catalogazione informatica dei documenti contenuti nella sezione “Feudo di Lauro”.

castello lancellottiPietro Luciano – 04.05.2018 - Dopo un lavoro certosino durato più di undici anni, dal 2005 al 2016,finalmente si è riusciti, con l'impegno costante e preziosissimo del dr. Fiorentino Alaia e della prof.ssa Maria Siniscalchi, unitamente a diversi altri soci della Pro Lauro ed appassionati, a completare il lavoro di inventariazione e catalogazione informatica dei documenti contenuti nella sezione “Feudo di Lauro” dell’Archivio del Castello Lancellotti di Lauro, che è collocato nella torre che si erge tra il primo e il secondo cortile del castello.

Credo sia superfluo significare quale prezioso contenuto possa vantare l'archivio, ha sottolineato l’avv.to Pasquale Colucci, con documenti originali che vanno da prima dell'acquisto del feudo da parte dei Lancellotti, avvenuto nel 1633, fino alla ricostruzione del castello, completata all'inizio del secolo scorso”.

locandina LauroIl lavoro di catalogazione effettuato, sia su supporto cartaceo che digitale, consentirà agli studiosi del territorio, ma anche a quelli più lontani, considerata l'impronta della famiglia e la vastità degli interessi e del patrimonio ad essa facente capo, di compulsare i documenti conservati con maggiore facilità, rapidità ed efficaciaDue i canali per esplorare il fondo: il sito internet del castello e quello della Pro Lauro, associazione promotrice dell’iniziativa, presente sul territorio dal 1985 e da allora impegnata per la valorizzazione dei luoghi della cultura del Vallo.

Il lavoro svolto è stato presentato con una pubblica manifestazione al castello, sabato 21 aprile, con inizio  alle ore 17.30, che ha visto gli interventi dell’avv.to Pasquale Colucci, della prof.ssa Maria Siniscalchi, del dr. Fiorentino Alaia e del prof. Francesco Barra.

P. ColucciL’archivio rispecchia la storia del Feudo di Lauro dal 1530, data del documento più antico, e rappresenta non soltanto un prezioso giacimento di notizie per le vicende dei feudatari, ma anche una risorsa per la conoscenza degli episodi storico-artistici di tutto il territorio.

Il fondo riguarda, in particolar modo, il patrimonio archivistico della famiglia Lancellotti, ma i documenti coprono un arco cronologico che va dal XVI al XX secolo e comprendono anche fonti anteriori all’arrivo dei Lancellotti a Lauro. I principi, infatti, acquistarono il feudo nel 1632 dai Pignatelli e lo tennero fino al 1806, anno dell'abolizione della feudalità. Il castello è rimasto di proprietà della famiglia e i principi hanno voluto raccogliervi tutto l’archivio prima conservato anche in altre dimore.

L’archivio non raccoglie solo i documenti di Lauro, ma anche quelli dei possedimenti della famiglia Lancellotti a Roma e Velletri, anche se su queste sezioni, al momento, non è stato fatto un intervento di riordinamento. Per quanto riguarda le carte del Feudo di Lauro, invece, si è proceduto ad assegnare alle fonti nuove categorie di classificazione: le carte di famiglia, quelle amministrative, gli atti legali, la corrispondenza e il rapporto con gli agenti che curavano gli affari per conto dei Lancellotti, i documenti vari non ascrivibili alle categorie precedenti.

La categoria “amministrazione” comprende anche la documentazione relativa alla ricostruzione del castello, che fu danneggiato dall’incendio divampato nel 1799, nel corso degli eventi della Repubblica Napoletana, e in seguito fu ricostruito per volontà del principe Filippo Massimo Lancellotti intorno al 1870.

“Un patrimonio, chiosa l’avv.to  Pasquale Colucci, presidente della Pro Lauro, che cerchiamo di valorizzare con un’attività costante e mirata attraverso visite guidate, pubblicazioni ed eventi. La presentazione dell’inventario informatizzato dell’archivio del Castello Lancellotti è una grande soddisfazione per la Pro Lauro, ma il nostro impegno non si ferma qui. Dopo la pubblicazione del Manoscritto del Cappellano, di fondamentale importanza per la conservazione della memoria del territorio, sta per essere dato alle stampe il nostro nuovo lavoro editoriale che proporrà la rilettura del Borro di Casimiro Bonavita. Si tratta di un manoscritto redatto nel 1837, che, benché incompiuto, rappresenta una testimonianza fondamentale per delineare la storia del territorio di Lauro poco dopo i fatti della Repubblica napoletana del 1799 e l’incendio del castello ad opera delle truppe giacobine”.