Filatelia: Un francobollo celebra le sorgenti di Cassano Irpino

E’ la prima volta che viene raffigurato un Paese Irpino e il suo territorio.

quadrinomia francobollo 2N. R. – 15.06.2019 - L’acquedotto pugliese, che alimenta tre regioni meridionali italiane, ha il suo ‘chilometro zero’ nelle sorgenti di Cassano Irpino, in provincia di Avellino, a cui è stato dedicato un francobollo delle poste ordinarieLa presentazione, tenutasi nell’aula consiliare annullo filatelico francobollo 3 1alla presenza del sindaco Salvatore Vecchia e dell’amministratore di Acquedotto Pugliese, ing. Nicola De Sanctis, ha riguardato, oltre il francobollo, una serie di prodotti filatelici tra cui tessere, folder, cartoline e bollettino informativo.

Il sindaco della cittadina, Salvatore Vecchia, nel bollettino illustrativo dell’emissione, sottolinea che dalle sorgenti del paese irpino partono circa 4.000 litri di acqua al secondo che, scorrendo per caduta libera e senza alcuna spinta, raggiungono Santa Maria di Leuca, nel tacco della penisola italica.

copertina folder francobollo 4Folder francobollo 5Quattro sono le sorgenti del territorio comunale: la sorgente Pollentina, il Bagno della Regina, l’Acqua del Prete e la sorgente di PeschieraIl francobollo in questione, valido per la posta ordinaria, raffigura nella vignetta la sorgente Pollentina con, sullo sfondo, un panorama del paese di Cassano Irpino.

L’importante appuntamento, oltre ad essere un formidabile momento di promozione del territorio, è stata l’occasione per affrontare tra il Comune di Cassano Irpino e Acquedotto Pugliese la delicata questione attinente al pagamento dei servizi ecosistemici.

presentazione francobollo 1Doniamo con generosità alla Puglia la nostra acquaha affermato il Sindaco Salvatore Vecchiaed è giunta l’ora di affrontare definitivamente la questione del ristoro ambientale. La Puglia è chiamata a ricambiare la generosità.”

La Regione Campaniaha concluso il Sindacoeviti di tenere fuori dalla questione le comunità locali. Chiederemo un tavolo nazionale presso il Ministero delle Infrastrutture affinché i territori possano ritrovare la centralità che gli è dovuta.”

Castelvolturno / Oasi dei Variconi: Tutto distrutto

Sciacalli appiccano il fuoco alla struttura dei volontari. La denuncia e l’impegno del consigliere regionale Vincenzo Viglione del M5Stelle.

incendio variconi informareonline 2C.S. – maggio 2019 - “Il rogo divampato nella notte del 22 aprile nel cuore dell’Oasi dei Variconi a Castelvolturno, che ha devastato la struttura utilizzata da responsabili, volontari e visitatori per osservare le specie che popolano quest’area straordinaria, non è soltanto frutto della vigliaccheria di pochi sciacalli. E’, soprattutto, l’effetto di anni di totale abbandono delle nostre preziose riserve naturali. Aree che preservano la loro naturale bellezza solo grazie all’opera encomiabile di piccoli eserciti di volontari, non certo per l’attenzione riservata loro da chi è istituzionalmente preposto alla loro tutela e alla loro cura. A questo proposito, non una volta in Consiglio regionale abbiamo denunciato il ritardo eccessivo sul lavoro di riordino degli Enti Parco, delle riserve e, più in generale, delle aree protette del territorio della Campania”. Così il consigliere regionale del Movimentio 5 Stelle Vincenzo Viglione.

Viglione L’incendio all’Oasi dei Variconicontinua Viglione - deve farci riflettere su quanto poco si investe per la salvaguardia di questi siti rispetto ai quali in altri territori si registra la massima attenzione. Purtroppo, come abbiamo rilevato in una recente seduta della Commissione Ambiente, gli Enti Parco sono costretti a far fronte alle ordinarie emergenze con risorse insufficienti. Opereremo fin da subito, a stretto contatto con l’Ente Riserva regionale, per fornire tutto il supporto necessario a dare vita fin da subito alle attività di ripristino della struttura andata distrutta dalle fiamme, ma anche per garantire, da ora in avanti, un’efficace sorveglianza dell’area”.

Avella / Convegno: “Acqua, rifiuti, inquinamento e legalità: quali prospettive?”

L’incontro, organizzato dall’Istituto Superiore “Nobile – Amundsen” Sezione di Mugnano del Cardinale, è stato promosso dalle associazioni ISDE medici per l’ambiente, Ultimi per la legalità, Lotta per la Vita, Festa dei Libri e dei Fumetti, La Piccola Cometa, Ascolto Donna, Premio Prata, Agorà, La mia Cucina.

Convegno 2 2019 03 27 at 11 33 20Mp. D’Avanzo - 30.03.2019 - Mercoledì 27 marzo, presso il Teatro Comunale “Biancardi” di Avella, si è tenuto un interessante convegno-dibattito dal titolo: Acqua, rifiuti, inquinamento, legalità, quali prospettive?.

convegno ad Avella 2019 03 27L’incontro, promosso dalle associazioni ISDE medici per l’ambiente, Ultimi per la legalità, Lotta per la Vita, Festa dei Libri e dei Fumetti, La Piccola Cometa, Ascolto Donna, Premio PrataAgoràLa mia Cucina, è stato brillantemente presentato dal prof. Andrea Canonico e dalla poetessa Antonietta Gnerre, direttrice artistica della Festa dei Libri e dei Fumetti di Avella. 

Sebastiano Somma al Convegno 2019 03 27Ospiti dell’incontro, organizzato dall’Istituto Superiore “Umberto Nobile – Roald Amundsen” di Lauro – Sezione di Mugnano del Cardinale, oltre ai dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi “Mons. Guerriero” di Avella e “Manzoni” di Mugnano, rispettivamente le prof.sse Ambrosino e Conte, la dirigente dell’istituto “Nobile-Amundsen”, prof.ssa Marina Petrucci, e i sindaci Enrico Montanaro di Baiano e Simone Rozza di Quadrelle, esperti professionisti del settore come il prof. Giacomo Benassai dell’Università Federico II di Napoli e l’avv. Brigida Cesta dell’Associazione “Ultimi per la legalità”, che hanno illustrato in Convegno La Scuola 2019 03 27maniera chiara e dettagliata, ai tanti studenti del territorio che affollavano la sala del Teatro Comunale “Domenico Biancardi”, quanto sia necessario salvaguardare il creato.

Alle ore 11.00, poi, per la gioia degli studenti, è giunto anche un ospite d’eccezione: l’attore Sebastiano Somma, che tra l’altro è tra gli interpreti e tra i maggiori sostenitori del docufilm “Il bacio azzurro” del compianto Pino Tordiglione, che tratta il delicato problema dell’acqua ed è stato girato proprio in Irpinia.

 

Sperone: Il “Giovanni XXIII” nella Rete AspNet dell’Unesco per l’ecosistema terrestre e la diversità biologica

“Chi pianta un albero, pianta una speranza” è il logo identificativo del progetto di sensibilizzazione per la cultura dell’ambiente e del rispetto delle leggi che regolano gli equilibri della natura e delle specie viventi.

Scuola Media Parini di BaianoGianni Amodeo - 22\05\19 - “Chi pianta un albero, pianta una speranza”. E’ il logo identificativo del progetto di sensibilizzazione per la cultura dell’ambiente e del rispetto delle leggi che regolano gli equilibri della natura e delle specie viventi Cartello Scuola Sperone 2che l’albergano e l’animano; progetto, che coinvolge i plessi di Scuola Secondaria di primo grado di Baiano e Sperone, afferenti all’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII”, diretto dal prof. Vincenzo Serpico, nell’ambito della Rete AspNet dell’Unesco.

WhatsApp Image 2019 02 25 at 17 35 52 678x381E’ il variegato percorso, che, nel corso dell’anno scolastico in dirittura d’arrivo, è stato scandito in stretta coerenza con le finalità del bando nazionale della Rete, in virtù di un ampio ventaglio di originali iniziative e attività tematiche mirate, di cui la manifestazione in agenda il 4 giugno prossimo, ad iniziare dalle ore 9.30, fornirà una significativa ed articolata testimonianza negli accoglienti ambienti del plesso di via dei Funari.

Gran finale IMG 20180530 185848 resized 20180531 073309122E sarà la migliore opportunità, per proporre un bilancio di contenuti formativi e profili informativi delle attività svolte verso le famiglie, le comunità cittadine, l’opinione pubblica e le rappresentanze istituzionali.

Il fulcro del progetto attuato dalle comunità di classe del “Giovanni XXIII” si rapporta all’obiettivo-15 dell’Agenda 2030, sottoscritta, com’è noto, nel settembre del 2015 da 193 Stati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, per l’attuazione delle politiche funzionali a coniugare la sostenibilità degli ecosistemi terrestri e marini con gli assetti e i sistemi produttivi praticati sul pianeta-terra.

Anteprima Mai dArgento 1E, en passant, si ricorderà che il 2030 connotativo dell’Agenda indica l’anno-simbolo, la meta ideale e l’auspicata soglia entro il quale vanno attuati gli specifici 169 target-traguardi dell’Agenda stessa. Uno scenario attraversato da orizzonti di programmi vasti e, forse, caratterizzati da eccessiva impronta visionaria, ma che corrispondono in pieno al senso della storia, con cui l’umanità saggia e cosciente afferma e tutela le ragioni della vita.

Arciano 14 origEd ecco il prospetto dei 15 obiettivi generali coordinati ai target-traguardi, i Goals da mettere a … segno con attive politiche di coesione e cooperazione internazionale a supporto della promozione dell’integrale dignità umana di popoli, razze ed etnie, senza alcuna distinzione politica, economica e religiosa.

Baiano Il Litto1) Sconfiggere la povertà. 2) Sconfiggere la fame. 3) Salute e benessere. 4) Istruzione di qualità. 5) Parità di genere. 6) Acqua pulita e servizi igienico-sanitari. 7) Energia pulita e accessibile. 8) Lavoro dignitoso e crescita economica. 9) Impresa, innovazione e infrastrutture. 10) Ridurre le disuguaglianze. 11) Città e comunità sostenibili.12) Consumo e produzione responsabile. 13) Lotta contro il cambiamento climatico. 14) Vita sott’acqua. 15) Vita sulla terra.

Partenio49631986897878645 n 2Su queste linee si colloca l’itinerario seguito dal “Giovanni XXIII” per il progetto formativo, la cui matrice tematica focalizza in dettaglio quale siano i paradigmi fondanti della “Vita sulla terra: proteggere, ripristinare e favorire un uso ecosostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno e fermare la perdita di diversità biologica”. E’, come si rileverà, la matrice segnata da coordinate calzanti e aderenti alla rilevanza sociale e naturalistica del patrimonio boschivo che vive ad Arciano, nella maestà dei Monti Avella 1Monti Avella, del Litto, del Morricone e del Serrone, come dire il cuore del Parco del Partenio, e nelle tradizioni culturali del territorio. E’ il patrimonio boschivo ch’è stato per secoli fonte di lavoro e sana vita produttiva per le comunità locali; patrimonio, suscettibile di essere valorizzato ancora e al meglio secondo le esigenze dei nuovi tempi e alla luce della rinnovata vitalità delle filiere che si dispiegano nell’economia del legno e del ciclo del Ri-legno nel Bel Paese. E le tradizioni del culto arboreo dei Mai sono eloquente espressione e scenografica rappresentazione.

Terzigno / Cava Ranieri: Bonifica compiuta con la piantumazione di alberi di lentisco e le ginestre

Obiettivo aperto sulla formazione del Parco archeologico naturalistico.

cava ranieri terzigno internaGianni Amodeo - 07\02\19 La notizia è di quelle davvero positive. L’impegno programmato per il completamento delle operazioni di bonifica di Cava Ranieri è stato rispettato, con il recupero e il ripristino dell’originaria configurazione dell’area, utilizzata a lungo come mega-discarica per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati, fronteggiando le frequenti fasi d’emergenza ambientale susseguitesi in Campania, soprattutto nello scorcio del primo decennio del secolo. Uno dei tanti simboli di scempio e degrado dei territori generato dall’emergenza-rifiuti, come lo sono stati i siti di Balle-Pirucchi e Paenzano-1 e Paenzano-2, tanto per citare alcune località sfigurate e private della loro naturalità, per essere trasformate in quegli anni in mega-sversatoi, pr non dire dei siti di stoccaggio di eco-balle, i contenitori di quello che doveva essere il combustibile derivato dai rifiuti, ma realizzato in modo anomalo e inutilizzabile - per l’ennesimo scandaloso caso  di spreco di denaro pubblico “commesso” da ignoti - e verosimilmente divenuto inerte; siti che dovevano essere provvisori e sono diventati permanenti, specie nell’area di Giugliano in Campania,    

cava Ranieri 1 imagesVFHOIVPUUn percorso, quello del recupero dell’area di Cava Ranieri, che ha fatto segnare il punto di svolta lo scorso anno, in coincidenza con la manifestazione, di cui furono protagoniste le Scuole e gli Istituti statali d’Istruzione superiore della città, con l’allestimento della rassegna ispirata dal tema:” La Storia ritrovata, Cava Ranieri da sito di stoccaggio a sito archeologico”. Una manifestazione nel corso della quale la Sogesid, la società specializzata in house del Ministero dell’Ambiente ed affidataria dell’incarico annunciò ufficialmente la realizzazione al 75% delle operazioni per attuare il programma di bonifica integrale della dismessa discarica; programma concluso con la rimozione di 21 milioni di tonnellate di rifiuti, la loro caratterizzazione, la canalizzazione del percolato. Una sequenza di interventi complessi ed impegnativi, eseguiti secondo i rigorosi protocolli previsti dalle normative per il ripristino cavRanieri e parco acheologico tyTGxyiLWFpMMUp 800x450 noPadfunzionale dell’area. Nell’arco di un anno, il programma di bonifica integrale è stato completato.  Un passaggio, a cui si connette una fase di particolare rilievo che va nella direzione della ri-naturalizzazione generale dell’intero contesto con la messa a dimora di alberi di lentisco e delle caratteristiche ginestre, che sono espressioni autoctone   della flora vesuviana. Una scelta di testimonial ben appropriata e identificativa del territorio, connotando il Parco archeologico e naturalistico che si viene delineando; Parco, nel quale si collocano i reperti e soprattutto le tre Ville rustiche d’età romana rinvenute nell’area della Cava bonificata, destinato ad assolvere un importante funzione di attrattiva turistica.

cava ranieri 2 e1399401177918Si rigenera e riqualifica al meglio il sito, nel segno della continuità amministrativa per l’iter iniziato nel 2008, allorché il sindaco Nino De Falco  si rese  artefice dell’attivazione del progetto di risanamento e bonifica di Cava Ranieri, nel segno dell’accordo di programma sottoscritto dal Francesco Ranieri 11Ministero dell’ambiente e dalla Regione-Campania ed integrato l’anno successivo per le compensazioni ambientali, e che si conclude con la messa a dimora dei lentischi e delle ginestre, con il sindaco Francesco Ranieri alla guida dell’amministrazione comunale, con l’obiettivo di valorizzare in pieno l’intera area con l’attuazione del Parco archeologico naturalistico, di cui sussistono tutte le condizioni praticabili. Non più idea e auspicio, soltanto.